C’è Vienna, bellissima anche oggi ma a quell’epoca al massimo del suo splendore, con Mahler che sta per essere nominato direttore della Staatsoper, Francesco Giuseppe che si è appena fatto costruire il Paola romagnoli le muse di klimt-copertina del volumeRing, la pasticceria Demel, i valzer di Strauss, e ancora Schumann e Schönberg, e Freud con il suo sigaro (“fumare è indispensabile se non si ha nulla da baciare”) e il suo fidato chow chow Jofi.
L’ultimo libro di Paola Romagnoli, Le muse di Klimt usa questa spettacolare cornice per inquadrare la vita e le donne – tante, a quanto pare – di Gustav Klimt: a partire da Emelie, sua modella prima e compagna di vita poi (“Certo che Gustav Klimt ha chiesto a Emilie di posare per lui, come avrebbe fatto a rinunciare a una tale modella? Emilie non solo è bella, ma ha uno di quei visi che dopo che lo si è visto una prima volta si avverte il bisogno di riguardare. E non è una questione di estetica, anche se certo fa la sua parte, ma di quel qualcosa i più che hanno i volti veri, che trapassano l’apparenza e si imprimono come un calco nello sterno di chi guarda”), Hermine e Clara, Marie, la madre di suo figlio, e poi Olga, enigmatica creatura dai capelli rosso sangue…il romanzo viaggia tra storia e finzione, tra le vicende biografiche di Klimt, i suoi dipinti, i ritratti che tutta la città gli chiede, ed il racconto dell’universo femminile che, a diverso titolo, ha ruotato attorno a lui, diventando protagonista dei suoi dipinti o, semplicemente, stregandolo.

Didascalie immagini

  1. Paola Romagnoli, Le muse di Klimt
    copertina del volume

In copertina:
Paola Romagnoli, Le muse di Klimt
[particolare di copertina]

Paola Romagnoli
Le muse di Klimt
pp. 235
Mondadori Electa

Dove e quando