Le feste natalizie sono da sempre un periodo di grandi dilemmi: meglio il pandoro o il panettone? Il cenone o il pranzo del 25? Il veglione o il primo dell’anno? Da soli o in famiglia? Si resta a casa o si parte? L’elenco potrebbe non avere fine, ma noi vogliamo aggiungere solo un altra possibilità di scelta: pittura o fotografia? Eh sì, perché a Roma sono molte le mostre aperte anche durante i giorni di festa che sarebbe un peccato rimanere a casa tutto il tempo a giocare a tombola e mangiare torrone…E, almeno in questo caso, l’offerta promette davvero di accontentare tutti i gusti, partendo dalla pittura del ‘600 a quella moderna, dalla fotografia in bianco e nero a quella a colori.
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Partiamo, in rigoroso ordine cronologico, da Carlo Saraceni a Palazzo Venezia. Si tratta, strano a dirsi, della prima monografica dedicata al pittore veneziano, arrivato a Roma alla fine del ‘500 e divenuto tra i primi e maggiori seguaci di Caravaggio: dalle grandi pale d’altare ai piccoli dipinti su rame, dalle opere realizzate per committenti religiosi e per gli aristocratici del tempo, sono oltre sessanta le opere esposte, tra cui il Paradiso del Metropolitan Museum di New York o Venere e Marte della collezione Thyssen, dipinti che mostrano uno straordinario cromatismo, ora ancora più evidente dopo i restauri realizzati proprio in occasione della mostra.
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Vi sentite più decadenti? Allora è il caso di dirottare verso Palazzo Cipolla per incontrare Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti nella Parigi degli anni Venti, e assistere così alla nascita dell’arte moderna e delle avanguardie: un periodo forse irripetibile, in cui grandi personalità si incontrano, si scontrano e si confrontano nelle strade di Montparnasse. Modigliani, Soutine “il lercio”, Valadon e Utrillo”gli incestuosi”, Vlaminck, Hayden, Solà e Kisling, e accanto a loro Jonas Netter, commerciante che rappresenta per molti di questi artisti una vera ancora di salvezza. È lui infatti ad aiutarli a sbarcare il lunario, a offrire loro una zuppa calda o un alloggio; sarà lui ad accettare le opere che questi artisti gli donavano per sdebitarsi del suo aiuto e ad acquistarne altre, dimostrando così gran cuore, ma anche un ottimo gusto ed un eccezionale gusto in fatto di arte.
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“Le persone che vogliono usare una macchina fotografica devono avere qualcosa in mente, deve esserci qualcosa che vogliono mostrare, qualcosa che vogliono dire”. Sono parole di Gordon Parks, uno dei fotografi più importanti del secolo scorso, partito da una macchina fotografica presa al banco dei pegni, che ha saputo nel tempo raccontare – anche e soprattutto dalle pagine di Life – la vita e le difficoltà dei neri dell’America della metà del Novecento, la segregazione, la povertà, i pregiudizi e le grandi personalità, da Malcom X a Martin Luther King, passando per Muhammed Ali: i suoi scatti, oltre 160, sono ora esposti a Palazzo Incontro grazie ad un progetto promosso dalla Gordon Parks Foundation di New York in collaborazione con la Fondazione Forma per la Fotografia.
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Dagli Stati Uniti al Giappone per l’antologica di Kazuyoshi Nomachi, alla sua prima mostra in Occidente. Alla Pelanda, fino al 4 maggio, duecento immagini mostrano il sacro nelle vicende di ogni giorno: fotografie realizzate in oltre 40 anni di lavoro, ai quattro angoli del mondo – celebre è rimasta la sua testimonianza del pellegrinaggio verso la Mecca e Medina, così come i reportage realizzati in Etiopia, nel Tibet o in India alla scoperta dell’Induismo – per mostrare che la spiritualità, nelle sue pur mille facce, è la stessa ovunque, anche, e forse soprattutto, dove la vita si fa più difficile. 

Quattro mostre per due settimane di festa, cosa chiedere di più? Buon Natale. 


Sito web:http://http://www.romaexhibit.it/


Dettagli

Carlo Saraceni Venere e Marte
Madrid, Carmen Thyssen -Bornemisza Collection
Olio su rame, cm 39,5 x 55

Amedeo Modigliani
Ritratto di ragazza dai capelli rossi (Jeanne
Hébuterne)
1918
Olio su tela, cm 46 x 29
Firmato in basso a destra
© Pinacothèque de Paris

Gordon Parks
Harlem, 1948
Copyright © The Gordon Parks Foundation

Kazuyoshi Nomachi
Partenza per il pellegrinaggio di Pancha Koshi, che comprende la visita a cinque templi dedicati a Shiva e ubicati nelle vicinanze di Benares
Benares, India 2005
Ó Kazuyoshi Nomachi