Philomena 1Philomena di Stephen Frears, il film più acclamato da pubblico e critica alla 70ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2013, premiato dalla giuria del festival per la miglior sceneggiatura è arrivato finalmente in questi giorni sugli schermi italiani.
Tratto dal libro The lost child of Philomena Lee di Martin Sixsmith edito in Italia con lo stesso titolo del film, racconta la storia vera di un’anziana infermiera irlandese in pensione che per decenni ha custodito nel profondo del cuore un intimo dolore, un segreto intriso da sensi di colpa che le hanno impedito a lungo di portarlo alla luce senza confidarlo neppure alla figlia Jane.

Nel 1952 Philomena Lee era poco più che una bambina, orfana di madre e del tutto inconsapevole dei meccanismi della sessualità, rimase incinta e per la vergogna il padre l’abbandonò all’abbazia di Roscrea dove le Sorelle del Sacro Cuore la fecero partorire, senza assistenza medica nonostante il bimbo fosse podalico perché attraverso il dolore espiasse il suo peccato di lussuria.
In seguito la giovane madre fu costretta a restar prigioniera, lavorando quattro anni nella lavanderia dell’istituto per ripagare il servizio ricevuto e con una sola ora giornaliera a disposizione per vedere il suo piccolo Anthony.
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Le suore del convento davano in adozione i frutti del peccato a facoltose famiglie cattoliche statunitensi dietro pagamento di alti compensi, così improvvisamente all’età di tre anni Anthony fu portato via senza alcun preavviso, da un momento all’altro la giovane madre non lo vide più e non seppe più nulla di lui.
Il giorno in cui il figlio perduto avrebbe compiuto cinquant’anni Philomena ha rotto il silenzio mostrando alla figlia la piccola foto, unico tangibile ricordo rimastole di quel bimbo grazie alla bontà di suor Annunziata, e raccontando finalmente la sua storia.
A più riprese e in varie occasioni la donna è tornata al convento per avere notizie e poter rintracciare il suo Anthony ma sempre senza risultati, l’incontro con il giornalista Martin Sixsmith le ha dato l’occasione di portare a fondo l’indagine sul destino del proprio bambino.
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Stretto in una struttura classica che procede linearmente nello svolgersi degli eventi con piccoli frammenti di memoria passata intervallati qua e là, Philomena è un film sul lungo cammino verso la verità di una donna schiacciata da un’educazione troppo intransigente, che generando in lei il senso del peccato le ha impedito a lungo di prendere atto della violenza subita ma non di pensare al bimbo perduto ogni giorno della sua vita.
La sceneggiatura sceglie di non mettere al centro della storia le condizioni di prigionia delle ragazze madri, già Magdalene di Peter Mullan aveva rivelato al mondo questa aberrante rete d’istituti detentivi in seno alla cattolicissima Irlanda e nel 2002 vincendo il Leone d’Oro a Venezia aveva innescato violente polemiche col Vaticano che negava la sistematicità di tali comportamenti.
Philomena parte da quella triste situazione dei primi anni ’50 per seguire nell’anno 2010 l’indagine di una madre alla ricerca del figlio.
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Il ritratto complesso di questa donna che con un candore assoluto affronta senza mai darsi per vinta l’ostruzionismo di certo fondamentalismo cattolico, cui si accompagna anche una buona dose di cattiveria personale incarnata da suor Hildegarde, è la vera anima del film.
Judi Dench è straordinaria nel restituire le mille sfaccettature del personaggio reale, che annega volentieri la mente in leggerissimi romanzi rosa, forte nel resistere a tutte le rivelazioni che la sua ostinata ricerca le metterà davanti e determinata comunque a non perdere la fede, nemmeno quando prenderà infine coscienza dell’entità del danno subito, che l’esercizio di nessun peccato avrebbe potuto rendere legittimo.
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Steve Coogan, autore della sceneggiatura insieme a Jeff Pope, ha avuto l’intuizione di trasformare l’autore del libro in personaggio per lo schermo raccontando di fatto il percorso che ha portato alla stesura del volume e interpretando lui stesso il giornalista Martin Sixsmith.
Un uomo che dopo esser stato silurato da portavoce del primo ministro Tony Blair trova inaspettatamente nella ricerca di Philomena la via per rialzarsi dalle difficoltà e conquistare un riscatto professionale.
Il confronto tra le diverse opinioni dei due personaggi regala al film quei divertenti toni da commedia che alleggeriscono la visione del dramma senza ridurne la potenza.
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Philomena Lee è, nella vita come sullo schermo, una donna schietta e sincera, diretta nelle sue esternazioni che mai in nessun momento si è lasciata andare al vittimismo. Coraggiosa, ha affrontato a schiena dritta i dolori della vita senza mai lasciarsi piegare, esemplare nel donare il perdono e cercare la verità perseguendo il bene a dispetto di tutto il male ricevuto.
La sua battaglia e il suo esempio possono essere utili ad altre ragazze madri e figli strappati alle loro braccia, frutto di quella stagione d’intolleranza religiosa, che ancora oggi si cercano senza esser ancora riusciti a trovarsi.



Dettagli

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Philomena
  • Regia: Stephen Frears
  • Con: Judi Dench, Steve Coogan, Sophie Kennedy Clark, Anna Maxwell Martin, Peter Hermann, Michelle Fairley, Barbara Jefford, Ruth Mc Cabe, Mare Winningham, Sean Mahon, Wunmi Mosaku, Amy Mc Allister, Charlie Murphy, Cathy Belton, Kate Fleetwood, Charissa Shearer, Nika Mc Guigan, Rachel Wilcock, Rita Hamill, Tadhg Bowen
  • Soggetto: Martin Sixsmith dal suo libro The lost child of Philomena Lee
  • Sceneggiatura: Steve Coogan, Jeff Pope
  • Fotografia: Robbie Ryan
  • Musica: Alexandre Desplat
  • Montaggio: Valerio Bonelli
  • Scenografia: Alan Mc Donald
  • Costumi: Consolata Boyle
  • Produzione: Gabrielle Tana, Steve Coogan e Tracey Seaward per Pathé, Magnolia Mae Films, BBC Films, Baby Cow Productions e British Film Institute
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Regno Unito, 2013
  • Durata: 98’ minuti