Il tredicesimo appuntamento con i “Mai Visti” coincide con il ventennio di attività dell’associazione Amici degli Uffizi – nata nel 1993 per sostenere il museo dopo il tragico attentato – istituzione privata, indipendente e no-profit, la cui missione è utilizzare i fondi raccolti per contribuire ad accrescere e conservare le collezioni del museo, incrementare le sue attività culturali ed espositive, provvedere, con programmi e servizi, ad accogliere i soci e i visitatori che ogni anno desiderano godere di questo patrimonio unico al mondo.
Quella dei “Mai Visti” è la strenna ai fiorentini e ai turisti, divenuta la tradizione natalizia per ammirare gratuitamente capolavori meno noti della Galleria e temporaneamente godibili negli spazi delle Reali Poste. Quest’anno vi aspetta una curiosa esposizione curata da Giovanna Giusti con un’inedita spigolatura tra i dettagli e le note a margine. Infatti, “Dietrofront” accende i riflettori sul retro del dipinto rendendo leggibili e comprensibili scritte poco chiare, minuzie, matrici, timbri e disegni retrostanti una tavola o una tela.

La Curatrice sottolinea “Con questa scelta di opere il visitatore curioso sarà coinvolto, con ‘visibilità bifronte’, anche nel mondo ris ervato agli ‘addetti ai lavori’; cosicché insieme a dipinti, mobili o sculture di altissimo pregio, anche misteriosi numeri barrati, una volta decifrati, riveleranno il loro contributo importante nel chiarire il percorso collezionistico delle opere”.
Quindi, i posizionamenti sono stati eseguiti per mostrare anche il verso e fatto dialogare con la figurazione del recto.Il grande pubblico ha la possibilità di conoscere anche ‘l’altro lato’, quello noto solo dagli addetti ai lavori, un vero eden per chi ama leggere oltre le pennellate, indagare sull’ideazione, scoprire dediche, stranezze e bizzarrie volute dall’artista.

Al riguardo, Antonio Natali, rileva: “È pur vero che misteri e segreti esistono. Andrà però subito riconosciuto che, sovente, a svelarli basterebbe un po’ di studio. Voglio insomma rilevare che ci sono misteri e segreti, per così dire, ‘oggettivi’ e ‘soggettivi’. La Trinità – per intendersi – è un mistero ‘oggettivo’. Mistero che s’accetta per fede, senza potersene dare spiegazione, e che sarà semmai sciolto (per chi crede) al cospetto d’una luce che non è terrena. Ma tant’altri (a cominciare dalle rappresentazioni della stessa Trinità) sono i misteri che appaiono tali perché nessuno s’è applicato al loro studio. Per esempio, si reputava misteriosa la figurazione della Trinità nella tavola d’Andrea del Sarto giacché vi si vedono effigiati il Figlio appeso al legno della croce e un Dio Padre scarmigliato e quasi sbattuto da un vento impetuoso, mentre è assente la colomba dello Spirito Santo. Da qui il mistero. Invece è bastato inquadrare l’epoca in cui la pala sartesca fu eseguita, nel 1517 (età travagliata da profezie terribili e da omelie apocalittiche), per apprendere che proprio il vento furioso, la caligine, l’atmosfera tempestosa (connotativi della nube che avvolge Padre e Figlio nell’invenzione del Sarto) sono, secondo sant’Agostino, figura visibile dello Spirito Santo. E, se Agostino è, per ogni ecclesiastico, teologo affidabile, ancor più lo sarà stato per gli agostiniani di San Gallo, che della tavola erano committenti. Il mistero si dissolve e svanisce; ma subito subentra il sospetto che ai giorni nostri quella pala perda, così, un po’ del suo fascino che appunto sul mistero allignava.”

Il Direttore degli Uffizi, nel suo saggio all’interno del catalogo edito da Sillabe, fa notare come le opere di Leonardo, più di ogni altro, rientrino nella “mitologia odierna” anche per la cassa di risonanza dovuta a romanzi dove, l’ascendente sui lettori esercitato da misteri e segreti, hanno fatto diventare il genio vinciano un “capobastone di sette eversive occulte. N’è seguita, per quei medesimi romanzieri, una fortuna spropositata; giacché, se la poesia non è di facile approccio, morbosamente ambìte sono le trame recondite; meglio se maligne. L’indice alzato da un angelo, ad additare la chioma d’un albero giovane, suscita interesse e muove le corde del cuore soltanto se si offre come gesto simbolico che affratella carbonari d’ogni tempo; ma la passione s’affloscia e l’animo intristisce se invece si dimostra che quell’indice è dipinto a mo’ d’emblema d’un disegno profetico annunciato nella Bibbia. E questo è il caso del giovane di sembianze femminee che, nell’Adorazione dei magi del Vinci, con la mano sinistra tocca le vecchie radici ritorte d’un alberello (ch’è appunto giovane) e con la destra n’addita – come s’è appena detto – la chioma: fedele illustrazione del vaticinio d’Isaia, che prefigura Cristo nell’albero giovane nato dalla radice antica di Iesse per farsi segnacolo di raduno a tutti i popoli della terra e per ricostruire il tempio santo del Signore (ricostruzione che veridicamente si concreta nel secondo piano della pala vinciana, su cui parimenti s’è sbrigliato l’estro di complottisti e fanatici delle cospirazioni).”

Di questa tipologia troverete in mostra il “Ritratto di donna” di Palma il Vecchio dove, nel retro appare un volto maschile con la barba ravvisando… vi lascio il piacere della scoperta esattamente come per l’Autoritratto del 1990 del brasiliano João Câmara, che sul recto si rappresenta a figura intera e a grandezza naturale (vestito e di profilo), mentre sul verso appare di spalle, a dorso nudo e la testa di nuca, posizione che istintivamente rimanda immediatamente al “Nano Morgante” (pur non presente, è visibile al piano di sopra in Galleria per una scelta ponderata di non togliere l’opera del Bronzino dalla sala dell’artista inaugurata da poco più di un anno).
Leggendo il catalogo, in formato comodissimo da consultare durante la visita, troverete risposta a ogni dubbio o curiosità e il Direttore degli Uffizi vi accompagnerà anche nell’osservazione del “Nano Morgante” nella cui doppia figuraziome, il Bronzino, sembra dimostrare come non solo la scultura, ma anche le pittura, si presti a diversi punti di vista oltre alla dimensione temporale del “prima e dopo” la caccia impossibile nella scultura.
Titolo evento
DIETROFRONT. Il lato nascosto delle collezioni Data fine:02 February, 2014
Dettagli
Ingresso Gratuito