In occasione della IV Conferenza Internazionale di Genealogia dello scorso novembre, l’Archivio di Stato di Modena, in collaborazione con l’Associazione Nonsoloscuola e la Fondazione FamilySearch, ha realizzato una mostra documentaria sull’evoluzione del passaporto a partire dal quindicesimo Secolo XV:
Curata da Margherita Lanzetta con la collaborazione di Daniela Calzavara e Maurizio Polelli, riscoprire, attraverso quattro periodi della storia modenese, lasciapassare e salvacondotti, lettere patenti e carte di sicurezza, fino passaporti – individuali e collettivi – rilasciati nei secoli dai vari governi.
Passaporto
La Curatrice spiega di questo viaggio che ha inizio con il documento più antico rinvenuto, una licenza di trasporto merci del 1469 sotto il Duca Borso a Ferrara e prosegue con i documenti di viaggio di personaggi  di rilievo e privati cittadini.
Al di là della forma esteriore del documento, che naturalmente varia a seconda del ruolo che ricopre l’intestatario della concessione, essi forniscono, di quest’ultimo, informazioni essenziali: il suo nome, la città di provenienza e il motivo del viaggio, spesso legato all’attività svolta. Questi primi passaporti, rilasciati solo per un periodo di tempo limitato e generalmente per un singolo viaggio, erano più simili ai moderni visti d’ingresso (cioè permessi di accedere nel proprio territorio, per un certo periodo di tempo e per determinati fini) che agli attuali passaporti, la cui funzione primaria è di provare l’identità e la nazionalità del portatore. Il cambiamento si verifica in epoca napoleonica. Motivi di sicurezza spingono le Autorità, in questo caso l’ufficio di Polizia della Prefettura Dipartimentale del Panaro, ad adottare ogni precauzione necessaria al controllo dei forestieri. 
Il passaporto, quindi, descrivere chi lo possiede e tutti quelli di quel periodo contengono anche la descrizione dei connotati della persona: Non compare più solo un nome e un luogo dove recarsi e da cui tornare, ma anche età, altezza, colore degli occhi e dei capelli, la forma del naso, della bocca, del mento, addirittura il colorito o i segni particolari.
Le persone acquistano una propria fisionomia ed è possibile immaginarle come se le guardassimo in foto. Descrizione tanto precisa e meticolosa da voler provare a trarne un “identikit” e dare un volto al signor Giuseppe Vergari di Pisa, classe 1780. Salvo poi a restare spiazzati quando i tre documenti del “cittadino” Carlo Ricci ce lo presentano con sembianze sempre diverse (ora è di statura alta e con mento regolare, ora invece di statura mediocre e con mento oblungo) perché chi lo ha descritto lo ha “percepito” a suo modo!
Infine, è importante sottolineare come questa particolare tipologia documentaria risulti essere una fonte per le ricerche genealogiche consentendo il recupero di informazioni anagrafiche, per ricostruire la propria storia familiare nel tempo, oltre a offrire la possibilità di dare anche un volto a un nome.
Adotta un registro terremotato
A margine della mostra “Adotta un registro di stato  civile…terremotato: comuni di Cavezzo e Mirandola” un progetto che intende promuovere il finanziamento per la realizzazione del restauro sulle intere serie dei registri di nascita, pubblicazioni di matrimonio, matrimonio e morte dello Stato civile post- unitario (1866- 1920) dei comuni di Cavezzo e Mirandola, per un totale di circa 200 registri.
I registri di Stato civile nascono in doppia copia originale, di cui una conservata presso i Comuni e l’altra inviata al Tribunale competente per territorio. L’Archivio di Stato possiede, versati dal Tribunale, i registri di tutti i comuni della provincia di Modena. Oggi, a seguito del sisma del 2012, i registri custoditi presso i Comuni di Cavezzo e Mirandola non sono accessibili al pubblico. Restano dunque consultabili solo le copie possedute dall’Archivio di Stato, le quali però versano in un pessimo stato di conservazione e pertanto già in parte sottratti alla consultazione. La realizzazione del progetto consentirebbe dunque di poter riammettere tutti i registri interessati alla libera consultazione, permettendo la salvaguardia della memoria personale, familiare e collettiva di un’intera comunità.  


Data fine:28 February, 2014


Dettagli

Lasciapassare!!
Chi sei, da dove vieni e dove vai?
Evoluzione del passaporto come documento identitario
mostra documentaria

orari di apertura:
dal lunedì al venerdì su appuntamento
giovedì 15-17,30 e sabato 10-13

ingresso libero