Una cornice d’eccezione per un’opera eccezionale. Nella Sala Fontana del Museo del Novecento di Milano è stato presentato un lavoro senza precedenti. Frutto di anni di attenta ricerca e curatissima documentazione il Catalogo Ragionato delle opere su carta di Lucio Fontana, ha visto la luce pubblicato da Skira, grazie alla cura di Luca Massimo Barbero che ha ripercorso quattro decenni di attività creativa di uno dei massimi protagonisti delle vicende artistiche del XX secolo, in collaborazione con Nini Ardemagni Laurini e Silvia Ardemagni.

La carta come “materiale sensibile e vario dove agire attraverso il segno, dove concretizzare le proprie idee” accompagna la vita e le esperienze artistiche di Fontana dai primi lavori del 1928 fino alle ultime produzioni degli anni Sessanta. La sperimentazione su carta è infatti il suo luogo d’elezione, il luogo in cui si misura la ricchezza e la novità dell’ispirazione dell’artista. Per più di dieci anni i curatori hanno affrontato un monumentale lavoro di archiviazione e di documentazione di autenticità della Fondazione Lucio Fontana, ordinando cronologicamente, schedando e suddividendo per varie tipologie oltre 5500 opere su carta realizzate dall’artista . A rendere l’opera ancora più rara e straordinaria è il fatto che in molti di questi disegni sono in grandissima parte inediti e rappresentano perciò un corpus eccezionale nell’ambito dell’opera di Fontana.

Partendo dalle elaborazioni che dagli anni Trenta procedono in parallelo con la ricerca astratta, si giunge all’invenzione originale dell’”Arte spaziale” alla nascita dei“Buchi”, degli “Ambienti spaziali” e dei “Tagli”. Lo studio presenta inoltre la prima estesa e inedita documentazione riguardo al dialogo con l’architettura e con la decorazione, sino alla sperimentazione di tecniche e materiali inconsueti. Come illustra Luca Massimo Barbero nel suo fondamentale saggio che accompagna il catalogo , disegnare e graffiare sono le due azioni che Fontana va compiendo già negli anni Trenta e che continuerà per tutto il suo percorso creativo.Già nelle prove grafiche dell’ Uomo nero del 1930 , considerato dall’ autore stesso una delle pietre miliari della sua carriera di scultore, si trovano i segni graffiati che creano ”in modo quasi concitato una zona d’ombra, un’area dal segno nero, un tratto evocante azione, graffio e spazio modificato”.

Centinaia di disegni eseguiti in un arco di tempo brevissimo nel periodo del suo ritorno in Argentina, diari di viaggio, blocchi da disegno inediti , ancora testimonianze sempre su carta dell’importanza della produzione ceramica e scultorea degli anni immediatamente successivi al ritorno in Italia . I primi “buchi” sono suggeriti, disegnati con la matita .Nel 1949 Fontana stesso scrive e corregge su un foglio di sua mano “ I buchi: nessuna rivoluzione, una forma intelligente (e corregge barrando intelligente) come un’altra di decorare una tela”. Come ci racconta Barbero, sono carte telate i primi “concetti spaziali” su cui si distribuiscono i nuovi vortici forati sempre dello stesso anno. “Creando la quarta dimensione, il volume è ancora contenuto nello spazio in tutte le sue dimensioni”.

Negli anni Cinquanta tecnicamente è importante segnalare l’ingresso, tra i materiali, della carta assorbente. Plasmabile alla pressione, capace di ricevere ogni liquido, la carta assorbente diventa una dei materiali più originali e rappresentativi usati dall’artista , periodo in cui si giunge in tempi brevissimi a quei tagli poi esposti alle Galleria del Naviglio a Milano e poi a Parigi .

Un lavoro imponente, esteso e affascinante che oltre che a Roma volerà anche a Londra e a New York per presentare con le sue 300 immagini a colori, uno strumento essenziale e aggiornato non solo per collezionisti e studiosi oltre che una vera pietra miliare di conoscenza dell’opera di Fontana.
Titolo evento
Lucio Fontana. Catalogo ragionato delle opere su carta