Portogallo terra di devozioni, non tanto per la presenza del santuario di Fatima che richiama ogni anno una moltitudine di pellegrini, ma per il rapporto secolare di questa terra con il divino confermato della presenza di un gran numero di antichi monasteri e siti religiosi.
Tra i più belli e famosi quelli delle città di Tomar, Batalha e Alcobaça data la loro vicinanza geografica possono essere uniti in un unico itinerario ideale.
Splendide meraviglie architettoniche erette in epoche e stili diversi, i tre Mosteiros sono gioielli incomparabili dell’arte umana, scrigni ricolmi di Storia spesso diventata leggenda, lastricata di lotte per la difesa della fede, amori contrastati e regali passioni.
Tomar batalha alcobaca 1
A sovrastare da una collina la città di Tomar il Convento de Cristo è un insieme complesso di strutture edificate in tempi diversi, tracce tardo romane e altri indizi hanno rivelato un’antica islamizzazione del luogo, che coprono una superfice di quasi 45 ettari tra castello, convento e Bosco dei Sette Monti, un’area racchiusa dal recinto conventuale eretto nella prima metà del XVI secolo.
Eletto ‘casa madre’ dell’Ordine dei Cavalieri Templari per volere del gran maestro Gualdim Pais in accordo col primo re del Portogallo Afonso Henriques, il Castello dei Templari e il primitivo tempio romanico, oggi incastonato nel corpo della chiesa d’epoca manuelina, sono il vero centro intorno al quale è sorta l’intera cittadella.
Tomar 2
Dopo l’estinzione dei Templari con l’ultimo gran maestro bruciato sul rogo nel 1314, il Convento del Cristo a Tomar fu destinato alla clausura per l’ordine benedettino e le nuove esigenze logistiche fecero sorgere intorno al nucleo originale una gran quantità di dépendances e chiostri minori.
Quello principale come ci appare oggi è opera rinascimentale, l’inizio della costruzione è databile tra il 1530 e il 1533, ed è andato a nascondere per sempre il chiostro originale.
Tra le opere che hanno reso celebre il monastero degna di nota è la Finestra Manuelina, realizzata da Diogo de Arruda tra il 1510 e il 1513, un esempio di stile tardo-gotico che rappresenta l’albero della vita e il tronco di Jessé secondo le Sacre Scritture.
Tomar 3
Il Mosteiro Santa Maria da Vitória a Batalha fu fatto edificare dal re Joao I a pagamento di un voto espresso alla Madonna il 14 agosto 1385 alla vigilia di uno scontro con l’esercito castigliano, i portoghesi vinsero la battaglia e il nuovo edificio diventò da subito simbolo dell’indipendenza del Portogallo e di legittimità della dinastia reale di Avis iniziata con lo stesso monarca Joao I.
L’imponente edificio fu affidato alla custodia dell’ordine Domenicano che la mantenne fino all’estinzione degli ordini religiosi nel XIX secolo, il progetto delineato e iniziato dall’architetto portoghese Afonso Domingues passò poi in mano ad altri nel corso dei lavori che si protrassero fino al secondo decennio del XVI secolo.
Batalha 4
Il monastero di Batalha accoglie la prima tomba coniugale nella storia del Portogallo con il sepolcro del re Joao I e della consorte Filippa di Lencastre collocato al centro della Cappella del Fondatore.
Degne di nota sono la ricchezza iconografica delle figure rappresentate sulla Porta Principale della chiesa, la bellezza del Chiostro del re Joao I in cui convivono vari stili in un equilibrio di rara eleganza, le meravigliose vetrate colorate realizzate per la prima volta in terra portoghese da mastri vetrai tedeschi.
Da non mancare una visita alle Cappelle Imperfette, così definite perché rimaste incompiute a causa della morte prematura del re Duarte e del suo architetto Huguet, committente e realizzatore del progetto, ospitano la doppia tomba del re Duarte e della regina Eleonora su modello di quella paterna del re Joao I.
Batalha 5
Il Mosteiro di Santa Maria de Alcobaça rappresenta una delle più importanti case cistercensi medioevali ed il primo monumento integralmente gotico del Portogallo, ma al di là delle sue bellezze architettoniche è noto per essere il luogo dove riposano gli sfortunati amanti protagonisti della storia d’Amore più famosa della Storia portoghese.
Dom Pedro, figlio del re Dom Afonso IV, s’innamorò della galiziana Dona Inês de Castro dama di compagnia di sua moglie, ma anche dopo la morte della consorte non poté farla sua sposa per l’opposizione della nobiltà che temeva la potenziale influenza che la famiglia spagnola di lei avrebbe potuto esercitare sul futuro re.
Nel 1355 cedendo alle pressioni della corte Dom Afonso IV autorizzò l’assassinio della donna senza sapere che in segreto il figlio l’aveva già sposata.
Alcobaca 6
Due anni dopo Dom Pedro salì al trono succedendo al padre e mettendo in atto la sua terribile vendetta.
Il nuovo re fece uccidere gli esecutori dell’omicidio e ne mangiò i cuori, fece riesumare il corpo dell’amata e postolo sul trono lo fece incoronare costringendo poi tutta la nobiltà di palazzo, così vuole la leggenda, a rendere omaggio alla legittima regina baciando la sua mano ormai decomposta.
Per volere del sovrano, adesso i due sepolcri che accolgono le spoglie di entrambi sono posti in modo che le loro anime risorgendo dalla tomba nel giorno dell’Apocalisse possano ritrovarsi di nuovo insieme una di fronte all’altro, uniti per sempre.
Alla base della tomba di Dona Inês sono ritratti i busti dei suoi tre assassini schiacciati dal peso della colpa.
Alcobaca 7
Il Portogallo è una terra ricca di suggestioni e i tre monasteri di Tomar, Batalha e Alcobaça, che con il bellissimo Mosteiro dos Jerónimos a Lisbona costituiscono una rete di monasteri dichiarati patrimonio dell’umanità, rappresentano da soli un più che valido motivo per mettersi in viaggio.