Pare ormai certo che quella inaugurata al MNAF lo scorso 10 gennaio, sarà purtroppo l’ultima mostra che potremo visitare (fino al 23 febbraio 2014) al Museo Alinari, i cui spazi saranno poi occupati dal nuovo Museo del Novecento che aprirà i battenti nella prossima  primavera. La notizia dispiace perché il MNAF ha rappresentato negli ultimi otto anni un punto di riferimento per tutti gli appassionati di fotografia, non resta quindi che augurarci che possa presto trovare un’altra degna collocazione.
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Prendendo in parola però, il protagonista di un vecchio film di Jim Jarmusch il quale affermava che la fine è importante in tutte le cose, il MNAF chiude in grande stile, dedicando la sua ultima esposizione ad uno dei più celebri e celebrati fotoreporter di guerra della storia.
Parliamo di Robert Capa che in oltre vent’anni di attività ci ha lasciato con i suoi scatti una testimonianza diretta ed iper-realistica di tutte le maggiori guerre del ‘900, ad eccezione del primo conflitto mondiale: dalla guerra civile spagnola al conflitto sino-giapponese, dalla Seconda guerra mondiale alla prima guerra d’Indocina.
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Capa è stato il precursore dei fotografi che oggi vengono definiti “embedded” cioè coloro che sono aggregati alle forze armate per documentarne la quotidianità e gli spostamenti. L’artista ungherese, pur non avendo mai indossato una divisa, ha vissuto infatti, la maggior parte della sua esistenza sui campi di battaglia, vicino alla scena, a documentare i fatti: il suo motto era “se le tue fotografie non sono all’altezza, non eri abbastanza vicino”.
Il coraggio, la personalità e l’approccio disincantato alla vita di questo straordinario personaggio emergono anche dalle bellissime pagine di “Leggermente fuori fuoco”, – un suo diario romanzato – del quale consiglio vivamente la lettura anche a chi non è appassionato di fotografia – che narra le sue peripezie di viaggio tra Europa e Africa mentre era al seguito delle truppe americane durante il secondo conflitto mondiale. Le vicende di guerra fanno da sfondo a storie di amore appassionate ed altri eventi, talvolta anche esilaranti, che coinvolgono personaggi che hanno scritto la storia del ventesimo secolo, tra cui l’amico Ernest Hemingway.
Le fotografie selezionate per la mostra sono state scattate tra il 1943 e il 1944 e raccontano lo sbarco in Italia degli Alleati, immagini che colpiscono ancora oggi per la loro immediatezza per l’empatia che suscitano in chi le guarda.
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Gli scatti esposti narrano momenti cruciali della guerra, tra cui la resa di Palermo, la mastodontica sede delle poste centrali di Napoli distrutta da una bomba, i soldati alleati accolti come eroi dalla gente di Monreale, ma colgono anche gesti di vita quotidiana, momenti di intimità e sentimenti della gente comune alla ricerca di istanti di normalità costantemente violata dagli spari e dalle bombe.
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“Le fotografie di Capa – spiega la curatrice della mostra Beatrix Lengyel – sono impresse nella memoria come piccoli frammenti del XX secolo. Sono tessere di un simbolico mosaico degli istanti che separano vita e morte e delle atrocità delle cinque guerre di cui fu testimone. Grazie alla delicatezza, all’umanità, alla spontaneità e alla sensibilità dei suoi scatti, generazioni di fotografi hanno compreso come sia possibile immortalare i dimenticati e gli ultimi nell’intimità degli attimi di cui si compone una vita, siano essi attimi di commozione, sollievo, terrore o felicità”.
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Titolo evento

ROBERT CAPA Data fine:23 February, 2014 Sito web:http://www.mnaf.it/