È il titolo di un libro per bambini del 1979, scritto da Paolo Caboara, che raccoglie tre leggende africane sulla nascita delle montagne, la storia del sole e la scoperta del fuoco. Ma non lasciatevi trarre in inganno.
Dietro a questo titolo si nascondono i percorsi di due artiste, Giusy Pirrotta ed Elisa Strinna, che in occasione della mostra, intitolata proprio “Tanto tempo fa, quando la terra era piatta”, renderanno i visitatori partecipi del loro viaggio, alla continua ricerca di un dialogo tra l’ambiente che ci circonda e le nostre modalità d’interpretarlo.
Elisa strinna, variazione su canestra di frutta n.4,
Quelli presentati alla mostra, presso la Galleria Massimodeluca a Mestre, sono i progetti inediti delle due artiste, frutto del loro studio sul legame tra uomo e natura. Alice Ginaldi, curatrice della mostra, ha spiegato: “Trovo molto calzante definire ‘indipendenti ma paralleli’ i due progetti. Questo perché non si addice loro solamente in senso metaforico, ma è quello che sono fisicamente le due mostre nello spazio della Galleria. Si tratta di due progetti inediti e compositi, i cui lavori si trovano internamente impegnati in un intenso dialogo. La loro posizione nello spazio stimolerà il visitatore a definirla al contempo come cesura e come continuità.
I percorsi delle due artiste hanno diverse comunanze nelle tematiche che affrontano, in particolare entrambe partono da presupposti legati alla natura, intesa in senso allargato, ma sempre in rapporto con l’uomo. La natura, sia nel lavoro di Giusy che in quello di Elisa, è innanzitutto ‘fenomenologia’, successione di eventi nel tempo, altro elemento fondamentale nella poetica di entrambe. Le differenze principali stanno nelle modalità operative con cui queste tematiche vengono affrontate. Mentre Elisa ha una propensione più oggettuale, declinata dal linguaggio come mezzo di comunicazione privilegiato, Giusy è più orientata verso l’immaterialità dell’immagine filmica, vissuta non tanto come medium trasmissivo bensì come strumento autoriferito.”
Giusy pirrotta, rgb
All’interno del libro, da cui è stato “preso in prestito” il titolo, l’autore racconta in tre fiabe diverse il misterioso legame tra l’elemento terrestre e quello celeste. A propostio di questo titolo, la curatrice ha spiegato: “Molto semplicemente è un libro che mi appartiene da quando avevo circa dieci anni. Sia le storie, ma soprattutto i disegni di questo libro mi hanno da sempre fortemente affascinata. Erano diversi da quelli dei soliti libri per bambini. Non erano pacchiani né fumettistici, erano disegni nudi, essenziali. Rimanevo sedotta dalla loro piattezza cruda, di gusto decisamente orientale. L’idea di dare alla mostra il titolo di questo vecchio libro è scaturita dal dialogo con le due artiste. Non si tratta quindi di un titolo che ha ispirato un tema, bensì, viceversa, è figlio delle suggestioni che mi hanno trasmesso Giusy ed Elisa. I progetti di entrambe per la mostra attivano considerazioni sulla natura che trascendono dai tradizionali parametri di interpretazione della stessa. Il titolo gioca sulla possibilità di una sua duplice lettura. Per “piatta” l’autore vorrebbe intendere priva di asperità come montagne o colline, come confermato dal primo racconto; ignorando invece il contenuto del libro, e leggendone solamente il titolo, vengono subito in mente le antiche teorie precedenti la scoperta della sfericità terrestre. Analogamente ai due progetti di Elisa e Giusy, il titolo ci persuade che la percezione e il tempo hanno il potere di incidere sulla realtà delle cose, trasformandola…”
Elisa strinna, polvere
Per quanto riguarda il legame tra uomo e natura ha invece sottolineato: “In sintesi: natura e cultura divengono per Strinna un complesso vocabolario per racconti polifonici. Pirrotta invece respira la natura attraverso il filtro della percezione e dei macchinari di registrazione inventati dall’uomo.”
Giusy pirrotta, chroma
Scendendo più nello specifico dell’esposizione e delle due artiste, Giusy Pirrotta nasce a Reggio Calabria nel 1982, oggi vive e lavora a Londra e la sua formazione comprende pittura, scultura, fotografia e performance all’Accademia di belle Arti di Firenze. Su di lei la curatrice ha spiegato: “Giusy Pirrotta propone il progetto RGB che indaga la luce a la sua composizione secondo la sintesi additiva dei colori rosso, verde e blu mediante un’installazione composita. Si tratta di tre lavori: una tripla proiezione di diapositive, una video installazione filmica ed infine la presenza scultorea di uno strumento che prevede la fruizione intima di un unico spettatore alla volta. La ricerca di Giusy è sempre più orientata verso un’analisi funzionale e strutturale del mezzo filmico e dei suoi codici di rappresentazione. Mettendo in scena esperimenti ottico-luministici, scardina i canoni consueti della percezione visiva introducendo lo spettatore ad un’inedita sensibilità filmica, che non prescinde più lo spazio ma lo occupa diventando tutt’uno con l’ambiente”.
Giusy pirrotta, a disruption in linear thinking,
Mentre Elisa Strinna nasce a Padova nel 1982, e dopo essersi diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, termina i suoi studi in Produzione e Progettazione delle Arti Visive allo IUAV di Venezia. Il lavoro di Strinna esplora il modo in cui strutturiamo la nostra percezione ed i nostri campi del sapere. Sempre la curatrice ha spiegato: “Elisa Strinna presenta il progetto inedito ‘Articolazioni oltre il linguaggio. La materia, il suo ritmo e le sue declinazioni’ realizzato in collaborazione con l’artista Elena Mazzi, costituito principalmente da due interventi che dialogano all’interno di un unico spazio. Il primo lavoro è la traduzione “automatica” di segni prodotti da un elemento naturale in un codice sonoro. Si tratta di un lavoro concettuale, ma di forte impatto estetico/formale. Il secondo lavoro, non solo in comunicazione ma direi piuttosto orchestrato al primo, è una performance cui si tradurranno musicalmente segni relativi alla storia umana. A quest’ultima è possibile assistere durante l’inaugurazione e rimarrà poi visibile durante la mostra grazie ad una documentazione video”
Elisa strinna, sinfonie sismiche


Titolo evento

Tanto tempo fa, quando la terra era piatta Data fine:28 February, 2014 Sito web:http://www.massimodeluca.it/