I fiori della guerra 1Nanchino – 13 dicembre 1937, dopo giorni di bombardamenti a tappeto la città è costretta ad arrendersi all’avanzata delle truppe imperiali giapponesi.
Nella fitta nebbia di fumo e polvere che avvolge macerie disseminate di corpi ormai senza vita, figure disperate fuggono senza direzione in cerca di salvezza dalla crudeltà nipponica.

L’americano John Miller, di professione necroforo, schiva le pallottole dei cecchini tentando di raggiungere la cattedrale cattolica di Winchester dov’è atteso per dare degna sepoltura al reverendo Padre Engelmann.
L’incontro con due alunne del collegio adiacente la cattedrale lo farà arrivare a destinazione, troppo tardi per le esequie del sacerdote il cui corpo è stato spazzato via da un ordigno, ma in tempo per vivere un’avventura umana del tutto inattesa.
Una storia fatta di onore e dignità, capace di infondere un cambiamento irreversibile al relazionarsi con gli altri di un uomo abituato dalle circostanze a coltivare l’egoismo, di fargli scoprire il valore di una disinteressata solidarietà.
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Tratto dal romanzo I tredici fiori della guerra1 della scrittrice cinese Geling Yan, I fiori della guerra è l’ultimo film diretto da Zhang Yimou, autore d’indimenticabili capolavori come Ju Dou, Vivere! e Lanterne rosse che, nonostante un certo allineamento al governo cinese abbia tolto negli ultimi anni al suo Cinema ogni contenuto critico verso il regime, rimane sempre e comunque un grande narratore d’immagini.
La bellezza stilistica anche dei suoi film più recenti è lì a dimostrarlo, si tratti di opere di genere wuxia scevre da ogni impegno etico come Hero e La foresta dei pugnali volanti, o di una delicata storia d’amore come Under the Hawthorn tree, il titolo precedente nella sua filmografia ancora inedito da noi, in cui ogni critica alla Cina di Mao Tse Tung risulta tenue e sfumata sullo sfondo.
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L’imponente messa in scena del dramma della guerra fa de I fiori della guerra un film fortemente anti militarista, una serie di scene crude nel contenuto ma raffinate nell’evitare d’esporre la violenza all’occhio dello spettatore, ne fanno un’opera eloquente e di forte impatto emotivo.
La storica crudeltà delle truppe giapponesi documentata da innumerevoli memorie dell’epoca si contrappone alla capacità umana di dare il meglio di sé nelle situazioni peggiori, espressione di un altruismo pronto a sfociare nel martirio che proietta sull’altro più indifeso proprie trascorse cicatrici interiori.
Il film eccede un po’ in alcune sequenze sull’enfasi patriottica delle truppe cinesi e anche se Zhang Yimou al Los Angeles Times ha dichiarato d’aver goduto della più ampia libertà, è lui stesso ad asserire che in Cina sulle produzioni cinematografiche gravano forti ingerenze della censura governativa.
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Christian Bale in trasferta da Hollywood interpreta il protagonista John Miller con rara partecipazione, l’assonanza del contesto storico a L’impero del sole di Steven Spielberg in cui l’attore esordì appena tredicenne rappresenta forse per lui un ‘ritorno a casa’ sul piano emozionale.
Scelto quasi per caso dal regista Zhang Yimou, vedendo il film non è possibile immaginare nessun altro più idoneo per questo ruolo, capace di restituire tutte le profonde contraddizioni di un personaggio complesso.
Eventi temporalmente lontani sono rivestiti di sentimenti universali assicurando un forte coinvolgimento, come il dolore di assistere impotenti alla morte di un adolescente che iniziava appena ad affacciarsi alla vita, costretto a imbracciare un fucile ed essere soldato in giovane età o la solidarietà che supera ogni diffidenza tra le giovani del collegio e le prostitute, molto più terrene delle mitiche dee cantate dalla tradizione, costrette a condividere le scarse risorse per la sopravvivenza comune.
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Film tra i più costosi della storia del Cinema cinese I fiori della guerra adotta il punto di vista di Shu, un’alunna del collegio per narrare gli eventi incastonati nella Storia. Figlia di buona famiglia, abituata a una vita agiata, la ragazzina sarà costretta insieme alle compagne a entrare in contatto con mondi di cui ignorava l’esistenza, rappresentati dai soldati e dalle prostitute che in fuga dall’avanzare del nemico bussano al convento, scoprendo che spesso i fiori più preziosi della nobiltà d’animo sbocciano proprio nelle parti più infime della società.
Il racconto della parabola umana trova sublime espressione nel lirismo di alcune sequenze indimenticabili, come quella in cui cala letteralmente il sipario su un Amore appena sbocciato ma senza alcuna possibilità d’esser nutrito.
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Colpevolmente inedito finora in Italia nonostante la sua produzione risalga a tre anni fa, I fiori della guerra sarà disponibile direttamente in dvd in lingua italiana dal prossimo 12 febbraio o visibile legalmente in quelle piattaforme della rete che sempre di più rappresentano un’interessante alternativa alle mancanze dei nostri distributori nazionali.
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Dettagli

1 Con questo nome il romanzo è stato pubblicato in Italia da Rizzoli, ma la traduzione del titolo originale significa ‘I tredici fiori di Nanchino’

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Jin líng shí shan chai
  • Regia: Zhang Yimou
  • Con: Christian Bale, Ni Ni, Zhang Xinyi, Huang Tianyuan, Han Xiting, Zhang Doudou, Tong Dawei, Cao Kefan, Atsuro Watabe, Yuan Yangchunzi, Sun Jia, Li Yuemin, Bai Xue, Takashi Yamanaka, Shigeo Kobayashi, Paul Schneider, Li Chun, Zhou Mengqiad, Qian Liuyin, Deng Li, Zhou Yu, Gu Xuan, Su Xiaomei
  • Soggetto: Geling Yan del suo romanzo
  • Sceneggiatura: Liu Heng e Geling Yan con la consulenza di Zhou Xiaofeng
  • Fotografia: Zhao Xiaoding
  • Musica: Qigang Chen
  • Montaggio: Meng Peicong
  • Scenografia: Yohei Taneda
  • Costumi: William Chang Suk Ping
  • Produzione: Zhang Weiping per Beijing New Pictures Company Co. Ltd in associazione con China Film Group Corporation
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Cina, 2011
  • Durata: 146’ minuti