Per il secondo anno consecutivo la Fondazione MAST ha realizzato una mostra in occasione della 38° edizione della Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea: “Mondi Industriali 014” presenta 243 opere di 46 fotografi internazionali che affrontano, ognuno a suo modo, il tema dell’industrializzazione, presentando così l’evoluzione industriale negli ultimi 150 anni.

La mostra, curata da Urs Stahel, nasce da una selezione di opere appartenenti alla collezione di fotografia industriale della Fondazione stessa, ed è suddivisa in cinque sezioni tematiche. La prima “lavoro e lavoratore” presenta il ritratto dei lavoratori e l’immagine del paesaggio industriale, dall’inizio del XX secolo ai giorni nostri. La seconda sezione, “Area industriale, impianto industriale”, è una fotografia sul teatro della produzione industriale e viene trattato attraverso coppie d’immagini contrapposte.

Segue “Chiaroscuro”, una carrellata di immagini che presentano: la fabbrica nera, infuocata, buia e straripante di operai del passato e i padiglioni bianchi, asettici, luminosi e vuoti dei giorni nostri. La quarta parte del percorso della mostra è dedicata alla “Visibilità e invisibilità”, ovvero al contrasto tra i macchinari imponenti, pesanti, con processi visivamente leggibili degli inizi e i muti, enigmatici, asettici strumenti di produzione moderni.

Infine, “Flussi di energia, flusso di traffico, flusso di dati”: qualunque processo di produzione industriale non può mai fare a meno di: energia, trasporti, movimentazioni di materie prime, semilavorati e merci, ed ora di flussi di dati e di comunicazioni tra uomini, macchine e apparati. Con questi cinque capitoli la Fondazione MAST ha iniziato la scrittura di una storia dell’industria e del lavoro attraverso le immagini di importanti fotografi, che ne documentano la nascita e la sua evoluzione fino ad oggi.

La nuova esposizione presenta immagini inedite della collezione di artisti tra cui: Margaret Bourke-White, Bill Brant, Robert Doisneau, Walker Evans, Harry Gruyaert, Lewis Wickes Hine, W. Eugene Smith, Andreas Gursky, Stéphane Couturier, Doug Menuez, Toni Schneiders, Toshio Shibata, Albert Renger-Patzsch, Simon Norfolk, Lee Friedlander, Peter Keetman, Timm Rautert, Walter Vogel, oltre ad un opera composta da 53 fotografie di Lewis Baltz e Naoya Hatakeyama, uno degli artisti leader dell’arte contemporanea giapponese, con le Maquette/Lights (foto retroilluminate) esposte per la prima volta in Italia.

La mostra altro non è che una presentazione del panorama postindustriale occidentale, in cui molte fabbriche sono state chiuse e i processi produttivi delocalizzati in Asia.

In passato la società ha vissuto con un certo disagio il suo rapporto con l’industria, nonostante, ieri come oggi l’industria risponda a un nostro bisogno, un beneficio, crei opportunità e prosperità e ci renda la vita più facile. Talvolta però questa si scontra con il piacere per le cose belle, fortemente radicato nella nostra società. Parliamo della bellezza del paesaggio, di belle arti, di moda, di bella gente, di belle auto.

Così, se da un lato discutiamo di buon grado di risultati straordinari e prodotti eccezionali, dall’altro si tende a sorvolare sulle difficoltà a cui la produzione e i produttori vanno incontro. E in alcune circostanze si allude all’industria come alla zona d’ombra della società. Questo dato di fatto trova conferma nella controversa relazione con le immagini del mondo dell’industria, che solo di recente abbiamo cominciato a rivalutarle e recuperarle, rendendoci così conto di aver rimosso la testimonianza di quasi una metà del mondo, della storia, dell’universo della produzione industriale: un mondo che fornisce una chiave di lettura preziosa della nostra vita, del nostro pensiero e delle nostre attività.
Titolo evento
Mondi industriali 014 Data fine:30 March, 2014 Sito web:http://www.mast.org/
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