New York City, 1961.
Nelle baskethouses1 del Greenwich Village una gran quantità di artisti movimenta la scena musicale spesso recuperando ballate contadine della musica folk, quella che affonda le sue radici nella tradizione musicale americana connessa alla componente scozzese e anglo-irlandese della popolazione in contrapposizione a quella blues tipica degli Stati del sud.
E’ un preciso momento fertile nella storia della musica ‘made in USA’ che ha preparato il terreno all’avvento rivoluzionario di Bob Dylan e delle sue canzoni originali che di questo repertorio si sono nutrite.
All’interno di tale orizzonte si muove Llewyn Davis, giovane cantante ricco di talento ma povero in canna.
Senza fissa dimora, ogni sera confidando nel buon cuore di amici e sconosciuti passa la notte ospite su un divano diverso, sogna la grande svolta nella sua carriera ossessionato dalla paura di dover scendere a patti col mercato perdendo purezza e autenticità, Llewyn non cede a compromessi in nome di un ideale artistico che rifugge conformismo e società dei consumi.

Con A proposito di Davis, vincitore del Gran Premio della Giuria a Cannes 2013, Joel & Ethan Coen aggiungono un’altra figura indimenticabile alla galleria di personaggi con cui hanno popolato negli ultimi trent’anni il Cinema americano e influenzato quello mondiale.
Le loro storie originali mostrano da sempre spiccata predilezione per i perdenti, uomini incapaci in un modo o nell’altro di stare al mondo, incompatibili con questo mondo, protagonisti di film memorabili come Barton Fink – E’ successo a Hollywood, Mister Hula Hop, Il grande Lebowsky, L’uomo che non c’era o A serious man per citarne solo alcuni.
Questa loro nuova creatura ha nella colonna sonora una vera e propria spina dorsale intorno a cui è costruito il racconto, ricorda perciò nella struttura narrativa Fratello, dove sei? con cui condivide anche i rimandi al viaggio come cammino esistenziale incarnato dall’Ulisse di Omero.

Inside Llewyn Davis recita il perfetto titolo originale banalizzato da una traduzione italiana inadeguata, ‘dentro Llewyn Davis’.
In verità infatti, nonostante il racconto di un girovagare nell’inverno newyorkese senza la protezione di un cappotto adeguato, è un paesaggio interiore quello al centro della storia che i Coen propongono sullo schermo.
Attraverso gli occhi malinconici del protagonista ci troviamo immersi nel gelo e nella nebbia di una scomoda condizione umana, le difficoltà esistenziali di un uomo sensibile, sfortunato e inadeguato a cui è negato anche il fondamentale diritto a essere consolato nelle avversità.

Senza riparo, smarrito sulle strade che furono di Jack Kerouac, lontano dal mito del celebrato ‘sogno americano’ che da quelle parti non s’è mai visto circolare davvero, anche nelle canzoni che interpreta lungo la via ritroviamo brandelli della sua anima ferita; così se Hang me, oh hang me esprime tutto il dolore di esistere, ecco che Please Mr. Kennedy è la rivendicazione del diritto a essere un volto tra la folla sfuggendo ogni obbligo di competitività sociale e The Death of Queen Jane si fa insieme preghiera e canto funebre per quel talento svilito dalla difficoltà a trarne profitto. “Qua vedo pochi soldi!” è l’unico laconico commento del prestigioso impresario da cui Llewyn si è recato come in pellegrinaggio, dopo l’audizione della sua vita.

Grazie alla sublime fotografia del francese Bruno Delbonnel giustamente candidata all’Oscar e alla straordinaria prova d’attore di Oscar Isaac per la prima volta protagonista assoluto, l’identificazione col personaggio risulta potente e nel buio della sala siamo lì dentro, prigionieri con lui delle sue fragilità, delle sue insicurezze, a diretto contatto con la profonda solitudine della sua anima.
Racchiuso in una narrazione circolare A proposito di Davis abbraccia un arco temporale di pochi giorni decisivi nella vita di Llewyn, in cui ogni aspetto del suo vivere si trova a un bivio e persino lo svincolo autostradale per la città di Akron che brilla come un miraggio nella notte assume toccanti valenze esistenziali.

Come al solito nel Cinema dei Coen importanza rilevante ricoprono tutta una serie di personaggi marginali che spesso abitano lo schermo solo per una manciata di secondi, veri e caricaturali al tempo stesso, ma fondamentali a creare in ogni racconto cinematografico un universo narrativo vivo e pulsante, parte integrante della loro visione del mondo, sempre in grado da Fargo in poi di lasciare il segno.
A dieci anni dall’ultima collaborazione John Goodman torna a recitare per i Coen incarnando Roland Turner, un uomo pieno di ambiguità alle prese col lato oscuro dei suoi demoni interiori che la bravura del vero caratterista di razza sa rendere ridicolo e minaccioso allo stesso tempo.

Garrett Hedlund è Johnny Five, poeta errante taciturno e misterioso che attraversa senza un filo d’empatia la vita di Llewyn veloce come una meteora.
Max Casella è Pappi Corsicato, gestore del Gaslight Café con lo stesso nome del nostro regista partenopeo amico dei Coen, i due fratelli gli hanno chiesto il permesso per battezzare così un personaggio che non è proprio un campione di virtù.
F. Murray Abraham è il pragmatico manager di Chicago Bud Grossman avvezzo a valutare l’apparenza più delle qualità artistiche, Ethan Phillips e Robin Bartlett sono i coniugi Gorfein che offrono spesso riparo a Llewyn e persino il loro gatto, pur ‘recitando’ senza alcuna battuta, è una figura importante nello scorrere della storia.

Accanto a Oscar Isaac che dimostra un talento incredibile come cantante oltre che come attore, la bravura di tutti gli altri interpreti che impersonando dei professionisti dovevano avere spiccate doti canore, su tutti Justin Timberlake e Carey Mulligan nei ruoli di Jim e Jean, ha reso possibile la realizzazione di un progetto altrimenti molto difficile da portare a termine.
Un vero gioiello, da non perdere.
Dettagli
1 Locali notturni in cui chi si esibisce dal vivo viene pagato col denaro raccolto in un cestino di offerte volontarie del pubblico.
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Inside Llewyn Davis
- Regia: Joel & Ethan Coen
- Con: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, Ethan Phillips, Robin Bartlett, Max Casella, Jerry Grayson, Jeanine Serralles, Adam Driver, Stark Sands, John Goodman, Garrett Hedlund, F. Murray Abraham, Alex Karpovsky, Helen Hong, Bradley Mott, Michael Rosner, Bonnie Rose, Jack O’Connell, Ricardo Cordero, Sylvia Kauders, Ian Jarvis, Diane Findlay, Ian Blackman, Steve Routman, Susan Blommaert, Amelia Mc Clain, James Colby, Charlotte Booker, Mike Houston, Samuel Haft, Jason Shelton, Frank Ridley, John Ahlin, Jake Ryan, Declan Bennett, Erik Hayden, Daniel Everidge, Jeff Takacs, Nancy Blake, Stephen Payne, Roberto Lopez, Benjamin Pike
- Sceneggiatura: Joel & Ethan Coen
- Fotografia: Bruno Delbonnel
- Produttore esecutivo musicale: T Bone Burnett
- Montaggio: Roderick Jaynes
- Scenografia: Jess Gonchor
- Costumi: Mary Zophres
- Produzione: Scott Rudin, Ethan Coen & Joel Coen per Scott Rudin Productions, Mike Zoss Productions e StudioCanal
- Genere: Commedia
- Origine: USA, 2013
- Durata: 105’ minuti