Le metamorfosi del dialogo tra musica, danza e spazio sono state al centro della serata offerta dal Teatro Comunale di Ferrara lo scorso 21 febbraio con la Mahler Chamber Orchestra e la Sasha Waltz & Guests in Métamorphoses, coproduzione tra il Teatro Comunale di Ferrara e Ferrara Musica.

I due ensembles sono tornati così nella città estense, porto che li accolse sin dagli esordi del loro percorso artistico. Il Teatro Comunale di Ferrara, infatti, oltre ad essere dal 1998 la residenza della Mahler Chamber Orchestra, fondata l’anno precedente da Claudio Abbado, ha accolto più di ogni altra istituzione della Penisola l’estetica di Sasha Waltz. E proprio alla memoria di Claudio Abbado, molto legato al teatro ferrarese che prenderà il suo nome, gli artisti hanno dedicato questo spettacolo in prima e esclusiva italiana.

Da sempre interessata alle potenzialità espressive della musica dal vivo e con alle spalle l’intensa collaborazione con il Solistenensemble Kaleidoscop, Sasha Waltz intesse il proprio ‘dialogo’ con la Mahler Chamber Orchestra nel 2011 per Radiale Nacht, allestito al al Radialsystem V di Berlino-sede della compagnia, seguito dal recente Dialoge 2013- Kolkata.

Métamorphoses nelle sue sei “miniature”, tre duetti e tre composizioni d’insieme, è la summa degli esperimenti già affrontati da Sasha Waltz nella serie dei Dialogen, dialoghi appunto tra architettura e danza, nati per vari spazi museali e adesso trasposti in contesto teatrale.
Raffinate musiche di Ruth Wiesenfeld, Iannis Xenaxis, Georg Friedrich Haas e György Ligeti eseguite dalla MCO diretta da Titus Engel, posizionata secondo diverse disposizioni -dai lati del palcoscenico sin giù in platea tra gli spettatori e persino itinerante con i danzatori come giude intenti a sorreggere i leggii nel tragitto- hanno animato scale di movimento, plastici incastri e ‘naturali’ stasi.

Ritroviamo qui Rebonds B di Iannis Xenakis con l’improvvisazione alle percussioni di Robyn Schulkowsky -già visto in Continu al Festival Aperto di Reggio Emilia lo scorso ottobre- spingere un gruppo di donne vestite di nero verso movimenti dal sapore tribale.
Nell’alternanza tra duetti e momenti d’insieme, andamenti tellurici, gesti stilizzati e progressioni a spirale si evocano ipotetiche sfide e confronti tra i vari interpreti, in cui riaffiorano persino virtuosismi con elementi del balletto, sempre però in dialogo costante con una scelta musicale colta che porta gli stessi danzatori a fermarsi e sdraiarsi al suolo per meditare.
Questo dialogo tra sedici danzatori, indossanti gli essenziali costumi di Bernd Skodzig, e quindici musicisti vive nel continuo scambio e confronto tra drammaturgie coreiche e musicali, inducendo lo spettatore a prendere la lente dell’entomologo per meglio analizzare i singoli passaggi e le sfumature cangianti di un tessuto ricco e difficilmente riassumibile.

Operazione colta quella di Métamorphoses che dichiara in maniera esplicita i propri natali berlinesi con quella voglia di investire su scelte che facciano riflettere gli spettatori sulle forme estetiche d’oggi.
Prossimo appuntamento di Sasha Waltz sarà un ritorno all’opera. Dopo Purcell, Berlioz, Dusapin, Rihn e Hosokawa, infatti, è la volta di Wagner per l’attesissima regia del Tannhäuser con la direzione di Daniel Barenboim il prossimo 12 aprile allo Staatsoper im Schiller Theater di Berlino.
Sito web:http://www.teatrocomunaleferrara.it/
Dettagli
In copertina:
Métamorphoses (cor. S. Waltz)
© Marco Caselli Nirmal
In foto:
Métamorphoses (cor. S. Waltz)
© Marco Caselli Nirmal
Métamorphoses
sei miniature per 16 danzatori
e 15 musicisti
direzione artistica e coreografia Sasha Waltz
costumi Bernd Skodzig
scenografia e luci Martin Hauk
drammaturgia Jochen Sandig
musiche Ruth Wiesenfeld, Iannis Xenaxis, Georg Friedrich Haas, György Ligeti
Sasha Waltz & Guests
Mahler Chamber Orchestra
21 febbraio 2014
Teatro Comunale di Ferrara