“Preparare queste mostre sui disegni è stata, per me, una felice occasione per ritrovare mio padre col suo modo di affrontare il lavoro, la vita e i rapporti con gli amici. Ho riconosciuto la sua leggerezza, la sua ironia, la vicinanza alle persone alle quali li dedicava, ma ho ritrovato, soprattutto, la sua sicurezza nell’arrivare al nucleo delle cose, presentandocelo, però, delicatamente, in forma di dono.”
(Silvia Fabro, Luglio 2013)

Fa tappa a Foligno, precisamente al Centro Italiano Arte Contemporanea, la personale del grande artista torinese Luciano Fabbro.
Luciano Fabro. Disegno In-Opera è stata realizzata in collaborazione con la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, dove è stata aperta da Ottobre 2013 allo scorso 6 Gennaio. La mostra a cura di Giacinto Di Pietrantonio, Italo Tomassoni e Bruno Corà e in collaborazione con Silvia Fabro e l’Archivio Fabro. L’esposizione accoglie un nutrito nucleo di disegni dell’artista, che si contraddistinguono per essere tutti lavori unici nel loro genere, rispetto anche alla tecnica stessa del disegno, opere che fecero del maestro Fabbro tra i massimi esponenti del movimento Arte Povera.

Una mostra che si accompagna ad uno splendido catalogo edito da Silvana Editoriale, che raccoglie molti e diversi testi critici scritti da curatori, storici dell’arte e artisti che hanno avuto la fortuna di conoscere e lavorare con Luciano Fabro. Le prime cinquanta pagine del catalogo raccontano le quattro lezioni sul disegno che l’artista tenne durante gli anni di insegnamento presso l’Accademia di Brera, testi guida che forniscono una chiave di lettura preziosa dei disegni. Fabro, teneva molto al rapporto con i suoi studenti, affinchè questi apprezzassero l’importanza della tecnica del disegno, ripeteva loro che quando non vengono le idee o si vivono momenti difficili, era consigliato di praticare il disegno.
Il percorso espositivo si snoda tra più di 100 disegni, realizzati in circa quarant’anni di carriera, che raccontano in immagini le fasi progettuali, gli esercizi dell’artista che portano alla realizzazione dell’opera finita. Fabro considerava, come i più grandi maestri antichi, che la disciplina del disegno fosse alla base del processo creativo che conduce alla vera e propria genesi del’idea dell’artista. Nel disegno, infatti, si colgono i riferimenti alla scultura e al disegno come campo di indagine e di sperimentazione anche tra lo spazio con l’utilizzo di forme, aperture, buchi e fori alla maniera di Lucio Fontana.

Il nostro artista, in tutta la sua vita ha prodotto molti disegni preparatori, opere che regalava ad amici e parenti, doni che hanno favorito la costruzione di questa stessa mostra, molti provengono da privati che li hanno ricevuti come regalo dell’artista, è il caso di “Cantare cantando” del 1994 e “Concerto spaziale” del 1967.
Tra i disegni esposti ve ne sono molti eseguiti su carta e cartoncino con tecniche e materiali diversi: pennarello, acrilico, acquerello e matite colorate, che danno vita a disegni di solo testo, a sfondo etico, con frasi riportate in poesia accompagnate da una dedica o da poesie-filastrocca ma anche a disegni-collage, disegni composti sia da pieni sia da vuoti, da peso e da leggerezza, da positivo e da negativo, da spazio e da non spazio, e, perciò, ambivalenti.

Lo spazio è l’elemento su cui Fabro catalizza la sua ricerca, in quanto nello spazio entrano in gioco tutte le possibili relazioni che si creano tra i vari elementi che lo occupano. Per rendere chiara questa idea allo spettatore, in mostra si può ammirare anche una bella selezione di grandi opere – tra cui sculture e habitat – che dialogano con lo spazio, investigando l’ambiente e intervenendo sulla percezione. Opere come “Struttura ortogonale” ndel 1964, costituita da una griglia tubolare in ottone in cui le barre trasversali sono tagliate a metà al centro e la serie “Computer”, lavori realizzati con materiali pesanti (ferro, acciaio, montanti per scaffalature metalliche, catene di ottone e alluminio), ma che trasmettono un forte senso di leggerezza.
Italo Tomassoni, curatore della mostra, scrive nel suo testo in catalogo a proposito dello spazio: “Abitare lo spazio e smaterializzare la scultura; liberarsi dall’”ingombro dell’oggetto” e dalla “vanità dell’ideologia”; lavorare sulla trasparenza, sul neutro, proprio per togliere neutralità allo spazio; questi sono gli obiettivi sui quali Fabro si concentra….Alleggerita l’idea plastica dal peso della materia e dalla concentrazione delle forze che rallentano la circolazione, Fabro pensa alla scultura senza ignorare il disegno facendo i conti con le funzioni portanti della luce e del neutro”.

La mostra diviene utile e inedita occasione per analizzare un aspetto poco conosciuto dell’opera di Luciano Fabro, un artista, un pensatore, che ha lasciato con il suo lavoro un insegnamento e una testimonianza tanto importante per l’arte italiana del Novecento.
Data fine:04 May, 2014 Sito web:http://www.centroitalianoartecontemporanea.com
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catalogo edito da Silvana Editoriale