Aprirà al pubblico il prossimo 5 aprile, al Victoria and Albert Museum di Londra, una mostra che ha tutti gli ingredienti per farci cercare un volo a basso costo per andarla a vedere.
Mi riferisco a ‘The Glamour of Italian Fashion 1945-2014‘ la prima esposizione U.K. che indaga sul contributo italiano alla moda dalla fine del secondo conflitto mondiale ai giorni nostri.
Una delle massime espressioni del “made in Italy” vista con occhi inglesi esaminando l’eccellenza sartoriale, le artigianalità, i materiali, le competenze, gli accessori femminili e maschili.

Oltre cento firme, con tutti i grandi nomi dell’Olimpo della moda italiana, ma anche quelli di giovani emergenti.
Dai comunicati stampa si apprende che il progetto espositivo inizia dal 1945 quando il Governo De Gasperi (l’ultimo del Regno d’Italia – nominato da Umberto II di Savoia – che presentò le dimissioni dopo il Referendum del 2 giugno 1946 e, contestualmente all’insediamento del Capo provvisorio dello Stato eletto dall’Assemblea Costituente, restò in carica fino al 14 luglio quando il Capo provvisorio, Enrico De Nicola, nominò il “Governo De Gasperi II”, il primo della Repubblica Italiana) mirava a rilanciare un Paese provato dalla guerra.
Successivamente arriveranno gli anni in cui uno sforzo contemporaneo di molti imprenditori fece da volano all’economia e in tanti, a tutti i livelli e in tutti i campi, contribuirono alla ripresa post bellica.
Il 12 febbraio 1951 nasce a Firenze l’alta moda italiana, grazie a Giovanni Battista Giorgini. Infatti, a Villa Torrigiani in via dei Serragli 144, venne organizzata la prima sfilata alla presenza dei più importanti compratori internazionali che, in quella sede, scoprirono come lo straordinario fascino dell’eleganza italiana potesse vantare prezzi concorrenziali rispetto ai parigini (tutti gli invitati obbligatoriamente indossavano “made in Italy”).
L’anno successivo, ha inizio la magia della Sala Bianca in Palazzo Pitti, imponendo quelle sfilate su tutto lo scenario mondiale.

Fra le varie sezioni che arrivano alle realtà attuali, la mostra si focalizza sul fenomeno degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, quando molti film di Hollywood – girati in località italiane – fecero da cassa di risonanza e attrici come Audrey Hepburn ed Elizabeth Taylor divennero ambasciatrici del vestire italiano alimentandone la richiesta..
Imperdibile il catalogo con materiale d’archivio e oggetti inediti provenienti da collezioni private per esplorare quel “nostro” stile con la possibilità di approfondire la cronologia degli eventi passando, a esempio, da i designer di abbigliamento ai produttori tessili che riuscirono a imporre, ed esportare nel mondo, il fascino di creazoni eccezionali dopo le privazioni della guerra.
L’entusiasmo per la sartoria italiana – universalmente apprezzata per essere perfettamente strutturata ed elegante – aumentava con il trascorrere degli anni.
La domanda del “su misura” italiano, anche nel settore maschile, cresceva esponenzialmente a livello internazionale spinta dall’immaginario e dalla popolarità degli attori italiani, primo fra tutti Marcello Mastroianni, indimenticabile ne ‘ La Dolce Vita ‘, capolavoro del 1960 di Federico Fellini.
Un abito di taglio eccellente richiede tessuto e misure esatte con raffinati dettagli di finitura. Piccoli elementi di design, come la forma di una tasca o il manicotto, spesso differivano da regione a regione ed era così possibile riconoscere un abito napoletano da quello prodotto a Roma.
Nonostante l’instabilità sociale e politica, l’industria della moda non conobbe crisi e numerose aziende a conduzione familiare registrarono vertiginose crescite e, dai prima anni Settanta, Milano ne divenne la nuova capitale. Qui mi fermo per non togliervi il piacere personale della scoperta, ma lasciandovi all’interrogativo dei curatori “What will ‘Made in Italy’ mean in future?“
Titolo evento
The Glamour of Italian Fashion 1945 – 2014 Data inizio:05 April, 2014 Data fine:27 July, 2014 Sito web:http://www.vam.ac.uk/