Per chi durante le numerose festività di aprile sceglierà di visitare Bologna, capoluogo emiliano che sta vivendo un rinato interesse turistico, vi sarà la possibilità di poter visitare fino al 27 aprile la mostra L’Ottocento a Bologna promossa dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e della Pinacoteca Nazionale di Bologna.
1 antonio rosaspina bagnante
Il merito dell’esposizione, seguita alla recente pubblicazione del quinto volume del Catalogo Generale della Pinacoteca Nazionale, è in primis quello di mostrare dipinti poco noti e compresi nella forbice temporale che va dalla fine del XVIII secolo all’inizio del Novecento.

L’esposizione presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna si trova solo a pochi passi dall’Accademia d’arte della città, Istituzione che, parlando del XVIII secolo, esercita un’influenza decisiva ed imprescindibile sull’arte locale. Inoltre, proprio l’Accademia bolognese vanta nobili e antiche origini riconducibili ai Carracci che rimangono, fino a tempi più avanzati, un indiscutibile punto di riferimento per i pittori attivi in città.
2 vincenzo camuccini la morte di cesare
Come d’uso nell’Ottocento, premi e concorsi indetti dall’Accademia promuovono le arti andando contemporaneamente a rimpolpare le collezioni d’arte di tali Istituti e le raccolte civiche. I dipinti esposti nella prima sezione della mostra rimandano a tale consuetudine.

Osservando il bel Filottete di Francesco Hayez dipinto nel 1818-1824, o la Bagnante di Antonio Rosaspina, manifesto stesso della mostra, osserviamo le forme declinarsi dal Neoclassicismo romano verso una pittura sempre più morbida nei toni e negli effetti dello sfumato.
3 francesco hayez filottete
L’accademismo, poi, s’interseca col tema della pittura di storia in quanto a partire dagli anni Trenta dell’Ottocento anche a Bologna, così come era stato per Firenze o Milano, gli artisti attingono a piene mani alla letteratura, ai melodrammi, agli episodi biografici di uomini illustri divenuti serbatoi pieni di spunti. Soggetti danteschi, eroine del melodramma testimoniano l’interesse culturale proteso verso la letteratura che caratterizza quegli anni.
All’interno di tale compagine, alla metà del secolo Alessandro Guardassoni diviene la figura di spicco, e il suo dipinto Un episodio della sete sofferta dai primi Crociati che correda questo articolo, nel 1852 si accaparra l’ambito premio per la Pittura storica, richiamando da vicino l’eleganza della pittura francese coeva.
4 alessandro guardassoni sete primi crociati
Allontanandoci dal mondo accademico, si presenta subito una sezione intitolata Il mondo borghese utile a introdurre i temi principali riguardanti una classe che, nella seconda metà del secolo, vede una rapida ascesa sociale. Il ritratto, nelle sua varie declinazioni stilistiche e la scena verista di genere, diventano gli emblemi di una nuova committenza che ha ora disponibilità tali da poter commissionare opere d’arte per arredare le proprie dimore, con l’intento di mostrare inoltre il nuovo status raggiunto. Il ritratto riscatta pertanto la propria posizione che, fino ad allora, era stata quella di un genere minore, seppure in città la ritrattistica sembra faticare a liberarsi dagli schemi accademici.
Outsider in tale compagine è Luigi Serra, che realizza un autoritratto dalla stesura libera e di una intensità espressiva più marcatamente moderna.
5 luigi serra autoritratto
Discorso a parte per la pittura di paesaggio che, rimasta ai margini del dibattito accademico, può muoversi seguendo traiettorie più originali.
Giovanbattista Bassi, con la sua Veduta delle cascatelle di Tivoli, mostra come all’inizio secolo la tradizione declini ancora verso quella scenografica e decorativa del grande Settecento bolognese.
Il paesaggio nobile e dal sapore in qualche modo ancora arcadico, risolve la propria grandiosità in immagini dal sapore già romantico. In seguito Antonio Basoli e Ottavio Campedelli porteranno nei propri dipinti una sempre maggiore adesione al dato reale che, specialmente in quest’ultimo, giungerà ad un naturalismo pacato di mediazione francese che influenzerà la successiva tradizione locale.
6 giovanbattista bassi cascatelle di tivoli
Parallelamente non mancano artisti come Raffaele Faccioli interessati alla “macchia”, la grande protagonista della pittura di paesaggio toscana, sintomo di un aggiornamento traguarda i confini regionali.

Tante possibilità per scoprire una Bologna che si prepara a comparire sempre più frequentemente sotto i riflettori del grande pubblico.


Titolo evento

L’Ottocento a Bologna nelle collezioni del MAMbo e della Pinacoteca Nazionale Data fine:28 April, 2014 Sito web:http://www.pinacotecabologna.beniculturali.it/news/elencoComuNews.php?IDNews=303