Ha aperto da qualche giorno la mostra, promossa dalla Fondazione Roma, Hogart, Reynolds, Turner. Pittura inglese verso la modernità.
Oltre cento opere provenienti in massima parte dall’Inghilterra e dai suoi musei (tra gli altri il British Museum, la Tate Britain Gallery, il Victoria & Albert Museum e la National Portrait Gallery) oltre che dalla Galleria degli Uffizi e dallo Yale Centre for British Art.
William hogarth ritratto di gruppo con lord john hervey
La mostra, fino al 20 luglio, ci porta indietro nel tempo per visitare la Londra del XVIII secolo: una città in fermento, dal punto di vista culturale come da quello sociale ed economico, che vede nei primi cinquant’anni del Settecento crescere la sua popolazione di oltre 700.000 abitanti.
Una città – ed una nazione, quella inglese – conscia e orgogliosa della sua potenza e del suo ruolo nella politica mondiale, con un impero che si estendeva dall’Australia al Canada, tanto da portare Jonathan Richardson a scrivere, nel suo Essay on the Theory of Painting, pubblicato nel 1725: “Nessuna nazione sotto il cielo assomiglia quanto noi agli antichi Greci e Romani. C’è in noi un coraggio indomito, un pensiero elevato, un gusto eccellente, un amore per la libertà, una semplicità, un’onestà che abbiamo ereditato dai nostri antenati e che ci appartengono come inglesi, ed è in queste virtù che risiede la somiglianza”.
Julius caesar ibbetson l ascesa della mongolfiera
Tanti i fattori che portano a questa condizione: l’istituzione della monarchia parlamentare con l’ascesa al trono di Guglielmo III nel 1689; l’introduzione di innovazioni tecnologiche e lo sviluppo della scienza e delle filosofie empiriche; il rafforzamento del ceto medio e del ruolo del commercio.
Dal punto di vista artistico l’Inghilterra non aveva ancora sviluppato all’epoca uno stile peculiare, anche per il rifiuto dell’iconografia cattolica, e non esistevano scuole nazionali, fino alla fondazione della Royal Academy del 1768.
Con l’affermazione della middle class comincia però anche a farsi strada una esigenza nuova, quella di un pubblico meno legato alle formulazioni teoriche e più interessato all’opera dei pittori moderni, questi ultimi sempre molto attenti ad ottenere quella visibilità che mai prima d’allora avevano avuto.
Joshua reynolds lady bampfylde
Diversi i generi che si affermano: dai dipinti di veduta, che testimoniano i cambiamenti a cui va incontro Londra in quel periodo (con la costruzione del Westminster Bridge ad esempio, rappresentato anche da Canaletto), al ritratto, dalla pittura di soggetto teatrale al paesaggio, con la moda sempre più diffusa, anche tra chi il pittore non lo faceva per professione, dell’acquerello.
Una vera rivoluzione insomma, che porta la Gran Bretagna al centro della produzione artistica europea del Settecento e ad incarnare, con artisti come Turner e Constable, i modelli di un’arte nuova, che già prelude al nuovo linguaggio figurativo del XIX secolo.


Titolo evento

Hogart, Reynolds, Turner. Pittura inglese verso la modernità Data inizio:16 April, 2014 Data fine:21 July, 2014 Sito web:http://www.pitturaingleseroma.it