“Una reliquia, per farsi oggetto di culto, non è affatto importante che sia vera. Conta la convinzione del suo potere miracoloso: un’opera d’arte, per dire con Werner Muensterberger, ‘provenga essa da un ritrovamento, da un dono, da un acquisto o addirittura da un furto, porta in sé il marchio d’una promessa e di una compensazione magica’.
L’opera di Manzoni continua a interessarci, intrigarci, irritarci, perché si regge su un’ambiguità insanabile, tra mistico e corporeo, tra alto e basso, tra vitalità e morte. Tra oro e merda.” (Flaminio Gualdoni)
In occasione della mostra milanese dedicata a Piero Manzoni (Soncino, 13 luglio 1933 – Milano, 6 febbraio 1963) la cui breve opere viene considerata fra le esperienze fondamentali dell’avanguardia del Secolo scorso, di cui vi parleremo nelle prossime settimane, la casa editrice Skira, nella collana “sms” ha pubblicato Breve storia della “Merda d’artista” di Flaminio Gualdoni, docente di Storia dell’arte antica all’Accademia di Brera.
Il volumetto, nella pratica edizione tascabile,ripercorre la genesi di “Merda d’artista” oggetto del desiderio di ogni museo e di ogni collezionista, icona dell’avanguardia, e, certamente, uno dei suoi miti. L’opera, infatti, dalla realizzazione del 1961 è sempre stata circondata da un alone leggendario per il contenuto.
Centrando pienamente l’intento dell’artista, è divenuta così motivo di ironie,parodie, polemiche, rifiuti feroci e, idealmente contendendo, l’appellativo di opera-scandalo del secolo a Fountain di Marcel Duchamp.
Il saggio analizza il percorso inventivo di Manzoni e quella eccentrica fortuna storica che ha creato un simbolo della cultura contemporanea.
Didascalie immagini
In copertina:
Flaminio Gualdoni
Breve storia della ‘Merda d’artista’
Gualdoni Flaminio
pagg. 56
SMS Skira
Mini Saggi Saggistica