Il venditore di medicine 1Presentato fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2013 arriva finalmente in sala Il venditore di medicine, esordio al lungometraggio di finzione del carrarese Antonio Morabito, che non è passato inosservato innescando una serie di aspre polemiche.
E’ il segno che il film, ascrivibile nella tradizione del Cinema d’impegno che un tempo si produceva di più in Italia con nomi come quello di Elio Petri, è andato a smuovere le acque in una materia scomoda che forti interessi economici preferirebbero tenere lontano dai riflettori.

Bruno Donati è un informatore farmaceutico della Zafer Pharma, un’azienda che sta operando tagli al personale, e la pressione a cui è sottoposto si fa sempre più pesante, alimentata dalle telefonate del suo capo area Giorgia che vuole controllare ogni suo spostamento. Per non rinunciare al tenore di vita ben rappresentato dal lusso di una casa inserita in un complesso residenziale protetto, Bruno sceglie di assecondare le richieste dei vertici per aumentare il fatturato con ogni mezzo a sua disposizione e senza scrupoli di ordine morale, con ripercussioni impreviste anche sulla sua vita privata e sul rapporto con la moglie Anna all’oscuro di tutto.
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Con il termine ‘comparaggio’ si definisce una pratica illegale largamente consolidata per cui medici compiacenti ricevono dalle case farmaceutiche regali di ogni tipo, come piccoli oggetti tecnologici, viaggi in località esotiche mascherati da congressi per arrivare in rari casi persino a somme di denaro, in cambio di un aumento delle prescrizioni dei loro prodotti.
Senza voler demonizzare un’intera categoria il film di Antonio Morabito racconta una storia di finzione ma costruita su solide basi di verità, non a caso sui titoli di testa scorrono immagini reali di telegiornali italiani e francesi che mostrano scandali emersi in questi anni senza estinguere il fenomeno del comparaggio, di cui si parlava già oltre quindici anni fa.
Eloquente l’immagine con l’iniezione a una cavia di laboratorio, impossibile non vedere in quel topolino la vulnerabilità di pazienti che si affidano giocoforza alla competenza di medici e specialisti confidando nella loro integrità.
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Il venditore di medicine è un film asciutto e rigoroso nei contenuti come nella forma, i lunghi piani sequenza della macchina da presa che pedina letteralmente il protagonista nel suo girovagare hanno il sapore quasi documentaristico del Cinema verità.
Claudio Santamaria nei panni di Bruno restituisce la deriva morale di un uomo pronto a tutto, forse inconsapevole della propria bassezza, che tenta di trovare un momento di riscatto dando aiuto all’amico malato per essersi sottoposto dietro compenso a sperimentazione farmacologica.
Una gelida Isabella Ferrari è la spietata capo area Giorgia e Marco Travaglio nel piccolo ruolo del primario inavvicinabile professor Andrea Malinverni dimostra inedite capacità attoriali, il regista cercava il distacco che contraddistingue gli interventi televisivi del giornalista in cui non fa sconti a nessuno e dopo vari provini infruttuosi ha finito col proporre direttamente a lui la parte.
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Esiste un gergo nel settore per definire con eufemismi ciò che non dovrebbe avvenire, tra squali e regine, tra quelli ‘che scrivono’ segnando farmaci anche a pazienti deceduti e farmacisti conniventi – sentinelle – che contro ogni regola deontologica forniscono i dati delle specifiche prescrizioni del singolo medico, in una battaglia che finisce col somigliare più allo spionaggio che al servizio alla salute collettiva che il mestiere dell’informatore farmaceutico dovrebbe rappresentare sempre.
Vorremmo credere a eccessi da film dell’orrore ma sui titoli di coda ascoltiamo l’audio reale dei tg che denunciano azioni aberranti, mentre una dedica recita: “Un ringraziamento particolare agli Informatori Scientifici del Farmaco, ai Medici e ai Farmacisti che attraverso le loro testimonianze hanno reso possibile questo film e che per ragioni comprensibili preferiscono restare anonimi.
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La medicina non cura, cronicizza!” mi ha detto con brutale sincerità un luminare nella cura di patologie oncologiche, l’esperienza mi ha fatto scorgere verità in queste parole.
Perciò ancor più sarebbe necessario un intervento politico a scardinare il sistema, per far si che i farmaci siano sottoposti a regole che impediscano alle case farmaceutiche di considerarli prodotti da consumare come qualsiasi altro.
Non a caso pur restando sullo sfondo quasi come un’entità astratta che fa sentire la sua influenza nell’aria, la politica è presente nel film in certe sfumature, come la risposta del dottor Foli alle provocazioni di Bruno che mira a strumentalizzare la sua rabbia per l’imposizione politica del nuovo primario che l’ha scavalcato – “Almeno è bravo!” – come se questo non dovesse essere requisito fondamentale e vincolante nelle nomine.
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Il venditore di medicine non pretende certo di rappresentare la totalità dell’ambiente farmaceutico e vogliamo sperare che non sia tutto così, ma se c’è un’evidenza nella visione dei personaggi ritratti è la totale mancanza di preoccupazione per le condizioni sanitarie e la vita dei pazienti che a quei farmaci affidano in molti casi speranze di vita..
Abbiamo incontrato Claudio Santamaria appena una settimana dopo la fine delle riprese e ci ha espresso le prime impressioni dal set.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Claudio Santamaria è Bruno Donati
  3. Isabella Ferrari è una gelida e spietata capo area
  4. Marco Travaglio è il Professor Andrea Malinverni
  5. Evita Ciri è Anna, moglie di Bruno / Attese solitarie / Pranzi come regalie / Il prezzo dell’affermazione professionale
  6. Il regista Antonio Morabito sul set con Claudio Santamaria (© 2013 Classic Srl / Peacock Film)

In copertina:
Claudio Santamaria è l’Informatore Scientifico del Farmaco sotto pressione
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(© 2013 Classic Srl / Peacock Film)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Il venditore di medicine
  • Regia: Antonio Morabito
  • Con: Claudio Santamaria, Isabella Ferrari, Evita Ciri, Marco Travaglio, Roberto De Francesco, Ignazio Oliva, Giorgio Gobbi, Vincenzo Tanassi, Leonardo Nigro, Ippolito Chiarello, Alessia Barela, Paolo De Vita, Pierpaolo Lovino, Beniamino Marcone, Roberto Silvestri, Simone Bobini, Tony Campanozzi, Davide D’Alonzo, Donato D’Alonzo, Saverio Desiderato, Alessandro Epifani, Marisa Eugeni, Caterina Firinu, Ilaria Gelmi, Antonella Genga, Fabio Giacobbe, Ambra Giordano, Marcello Introna, Antonio Lanera, Mauro Leuce, Gianni Lillo, Antonello Loiacono, Antonella Maddalena, Luciano Maggi, Umberto Marchiselli, Fabiano Marti, Azzurra Martino, Pierluigi Morizio, Pietro Naglieri, Vito Napolitano, Roberto Negri, Amedeo Pagani, Mario Pulpito, Duccio Raffaelli, Scilla Ricci, Carlo Russo Frattasi, Sabrina Sacchelli, Michele Sinisi, Nicola Scorza, Federica Tatulli, Anna Terio
  • Soggetto: Antonio Morabito
  • Sceneggiatura: Antonio Morabito, Michele Pellegrini, Amedeo Pagani
  • Fotografia: Duccio Cimatti
  • Musica: Andrea Guerra
  • Montaggio: Francesca Bracci
  • Scenografia: Isabella Angelini
  • Costumi: Sabrina Beretta
  • Produzione: Amedeo Pagani e Elena Pedrazzoli per Classic Srl e Peacock Film in coproduzione con RSI Radiotelevisione Svizzera / SRG SSR i collaborazione con Rai Cinema
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Italia / Svizzera, 2013
  • Durata: 103’ minuti