– di Fabio Giuliani –
Sulle orme di Roberto Longhi, Oreste Marini, Giovanni Testori, cammina questa stupenda carrellata di dipinti, di cui molti inediti. Dobbiamo infatti a loro la rivalutazione della grande pittura lombarda.

Un occasione irripetibile in quanto le opere provengono da collezioni private bresciane inaccessibili al pubblico. Un evento, come afferma il presidente della provincia Daniele Molgora, che riesce a unire inscindibilmente artisti, committenti e collezionisti mettendo in luce l’importanza del territorio nel ricordo di come Brescia, quando nacquero i capolavori esposti, era il maggior produttore industriale della Repubblica di Venezia, potenza mondiale di allora. I committenti, appartenenti alle gerarchie ecclesiastiche, alla nobiltà e alla classe arricchitasi col fiorire di commerci, investirono parte dei loro capitali nell’arte e nella cultura commissionando agli artisti: dipinti, sculture ed arredi destinati ad abbellire chiese e palazzi, ville e castelli costituendo veri e propri musei privati; collezioni che, talvolta, con grande senso civico, donarono alla propria città; cosi nacque, ad esempio, la Pinacoteca Tosio Martinengo nel 19° secolo.

Ora questa mostra riunisce nella splendida sede del cinquecentesco Palazzo Martinengo di proprietà della Provincia di Brescia, 110 opere con l’attenzione focalizzata sui maestri della scuola pittorica bresciana dal Quattrocento al Settecento: Vincenzo Foppa, Alessandro Bonvicino detto Moretto, Giovanni Gerolamo Savoldo, Girolamo Romani detto Romanino, Faustino Bocchi, Pietro Bellotti, Andrea Celesti, Antonio Cifrondi e in particolare Giacomo Ceruti detto Il “Pitocchetto” di cui sono esposte per la prima volte opere inedite scoperte dal curatore Davide Dotti.

E qui apriamo una parentesi complimentandoci col curatore amico postumo del gran lombardo. Per comprendere la partenza di questa recensione iniziamo da Roberto Longhi che nel 1953 con la memorabile esposizione milanese “Dal Moroni al Ceruti: i pittori della realtà in Lombardia” è l’apripista della rivalutazione di Brescia centro dell’arte.

Nel 1987 sempre Brescia dedica una mostra a Giacomo Ceruti, il direttore Bruno Passamani inizia il saggio introduttivo cosi: “E’ oramai passato un ventennio da quando Oreste Marini apriva su “Paragone”, rivista diretta da Roberto Longhi, il capitolo sui fatti bresciani del Ceruti ricercando quella prospettiva storica che il Longhi stesso nel suo saggio aveva indicato come obiettivo della ricerca necessario per chiarire le ragioni non solo dell’opera “di popolo” di questo pittore, ma anche del suo accoglimento da parte della committenza locale.” I due studi di Oreste Marini: “Qualcosa per la vicenda del Pitocchetto – i committenti bresciani del Ceruti: il Ceruti nella Galleria Barbisoni (1966)” e “I committenti bresciani del Ceruti – il Ceruti nella Galleria Avogadro” (1968) entusiasmarono il grande critico per cui Gian Franco Contini nel 1973 scrisse: “Si noti che Longhi potè alfine pubblicare uno scritto di Oreste Marini dove si identificavano i committenti del Ceruti e se ne precisava la cornice socio-politica”.

Farà felice la Provincia di Brescia la conclusione di Oreste Marini: “Brescia sua seconda verissima patria, nel bel mezzo del Settecento, prima di Milano sentiva l’aria del tempo che veniva”.
Veniamo al terzo aficionado, Giovanni Testori, che scrisse: “Presso il Ceruti tutto si risolse, anzi tutto fu nient’altro che “ritratto” e, a causa dell’ampiezza e totale umanità di sguardo e riflessione,”ritratto del mondo intero”.

Ma torniamo all’oggi, il percorso espositivo si svolge in sette sezioni tematiche: 1) Il Quattrocento a Brescia; 2) Il Cinquecento a Brescia; 3) Pittura barocca e rococò; 4) Natura in posa; 5) Nani e pigmei; 6) Paesaggi, vedute e interni; 7) Pittura di genere e della realtà.
Questa carrellata, in cui sono presenti anche artisti fiamminghi, napoletani e veneti, premia soprattutto però il lungo lavoro di Roberto Longhi, leader della storia dell’arte capace di capire e rivalutare le scuole locali talvolta lontane dalla tradizione degli studi classici, portando in luce artisti divenuti di risonanza mondiale.

Per approfondimenti sugli autori esposti è pubblicato un vademecum sui luoghi in città e provincia dove si possono ammirare loro opere.
Il catalogo, ricco di saggi, è pubblicato da Silvana Editoriale.
Didascalie immagini
- Moretto da Brescia, La visitazione, olio su tela
- Girolamo Romanino, Madonna col Bambino e San Paolo, olio su tela, Collezione Ubi Banco di Brescia
- Giovan Girolamo Savoldo, Riposo durante la fuga in Egitto, olio su tela, Collezione Ubi Banco di Brescia
- Andrea Celesti, Sansone e Dalida, olio su tela
- Giacomo Ceruti, Ritratto di Giovan Maria Fenaroli, olio su tela
- Giacomo Ceruti, Due ragazzi che giocano a carte, olio su tela
- Giacomo Ceruti, Madre col bambino, olio su tela, Collezione Ubi Banco di Brescia
In copertina:
Giovan Girolamo Savoldo, Riposo durante la fuga in Egitto, olio su tela, Collezione Ubi Banco di Brescia
[particolare]
Dove e quando
- Fino al: – 01 June, 2014
- Sito web