Periodo duro per le donne, questo che stiamo vivendo. Le cronache vicine e lontane ci raccontano di soprusi, abusi, delitti, dei quali le donne sono vittime. Tanta violenza nasce dalla paura per la forza che le donne hanno dentro di loro, perché portatrici di vita ?!
E’ proprio quest’aspetto “fertile” della figura femminile il soggetto di questa piccola ma densa mostra alla Casa natale di Gabriele d’Annunzio a Pescara: Grandi Madri Grandi Donne . Percorsi d’arte dalla Preistoria al Rinascimento, nata dalla collaborazione fra la Soprintendenza Archeologica e quella dei Beni Storico – artistici ed Etnoantropologici della regione Abruzzo.
La donna, fulcro di una società che, già in epoca pre-romana, aveva raggiunto un altissimo livello di civilizzazione e dove la donna era simbolo di stabilità, ordine e rispetto, è il punto di partenza per un suggestivo percorso che sottolinea la figura femminile nel suo ruolo di dispensatore della vita. Il sottosuolo abruzzese, ricco di reperti archeologici venuti alla luce nelle varie campagne di scavo, ha riportato alla luce molti reperti nei quali è protagonista la donna, idolo della fertilità e porto sicuro cui fare riferimento.
Si parte con reperti del Paleolitico superiore (13.000-11.000 anni fa) tra i quali un eccezionale ciottolo colorato d’ocra rossa, con tratti antropomorfi a suggerire una Venere, passando poi a un idoletto del Neolitico, dai glutei plasticamente evidenziati nel quale si ritrae una Grande Madre o Dea Madre, archetipo della fertilità. Stessa simbologia per la dea in terracotta assisa su un trono, trovata nel santuario dedicato all’antica divinità femminile Agnizia, principale dea della mitologia lucana e nome del monte che proprio il Vate Gabriele d’Annunzio ricorda ne La fiaccola sotto il moggio: “Sopra Luco evvi un monte erto e serposo nomato Agnizia…” .

La statua è di pregiata fattura, curata nei particolari della veste, nelle pieghe e trasparenze individuate da un’abile mano d’ignoto artista, che ha reso anche la morbidezza del cuscino su cui è seduta la figura. Associata a Proserpina per il ciclo stagionale ed anche alla dea romana Cerere per la fertilità, giusto rimando sono due sculture romane presenti in mostra che rappresentano rispettivamente Demetra e Venere, provenienti da bottega rodia del II sec.: richiamo alla forza dell’amore che può far tornare in vita chi è già andato nell’Ade.

Anche nel Medioevo la madre continua a essere centro per rituali e rappresentazioni come Madre Terra, punto fermo per un territorio che è stato sempre di passaggio, percorso da pellegrini, soldati, pastori, ma che la società matriarcale ha preservato nelle tradizioni e nei saperi di una cultura agro-pastorale ancorata alla forza dei fornelli, dei telai e del rispetto per la natura impervia ma non per questo meno generosa.
Dal nume tutelare del Fucino Agnizia, si arriva fino alla bella statua della Sant’Anna Metterza, proveniente in prestito dal museo diocesano dell’Arcidiocesi di Chieti-Vasto; scultura lignea policroma della metà del XIII secolo, è stata rinvenuta nel 1930 nella soffitta della chiesa di Sant’Anna in Chieti, dove sono stati ritrovati molti altri preziosi manufatti, abbandonati nei vari locali adiacenti. Iconograficamente molto usato in pittura, questo modo di rappresentare la sant’Anna con Maria e Gesù è quasi un unicum per la scultura, non solo per l’Abruzzo ma per tutta la nostra penisola.

La sant’Anna è raffigurata molto grande rispetto alle altre due figure, vero e proprio nucleo di partenza da cui tutto nasce, un’antica Magna Mater come proprio d’Annunzio ci descrive nelle sue Laude, creando un ideale ponte fra i culti preistorici e l’iconografia cristiana.
I valori di queste testimonianze archeologiche e storico-artistiche sono oggi drammaticamente attuali; riflettere sul ruolo femminile centrale in tutte le culture precedenti può e deve diventare prioritario per conquistare l’equilibrio indispensabile per una società degna di essere nominata civile e paritaria.
Didascalie immagini
- Grandi Madri Grandi Donne. Percorsi d’arte dalla Preistoria al Rinascimento
(locandina) - statua in terracotta di divinità femminile in trono da Luco dei Marsi (Aq)
- n. 183044: statua in marmo di Demetra da Luco dei Marsi (Aq)
- n. 183061: statua in marmo di Afrodite da Luco dei Marsi (Aq)
In copertina:
Grandi Madri Grandi Donne. Percorsi d’arte dalla Preistoria al Rinascimento
(logo mostra)
Dove e quando
Evento: GRANDI MADRI GRANDI DONNE. Percorsi d’arte dall Preistoria al Rinascimento
- Fino al: – 30 June, 2014
- Sito web