Cosa c’è di meglio, in queste giornate tiepide di primavera, che sedersi su una panchina di un parco e Michael Jakob, Sulla panchina,assaporare il gusto di non far nulla, guardare il paesaggio o le persone che passano, oppure leggere qualcosa di interessante? Certo, se si leggesse un testo in tema, allora il quadro sarebbe perfetto.
Propongo allora un libro di Michael Jakob, appena pubblicato dalla Piccola Biblioteca Einaudi, Sulla panchina. Percorsi dello sguardo nei giardini e nell’arte. L’autore, insegnante di storia e teoria del paesaggio a Losanna, ci accompagna nei più bei giardini della storia, passando dalla Toscana del Rinascimento alla Francia del Settecento, dalla Russia degli anni Venti ai paesaggi contemporanei, mostrandoci luoghi reali, come il fantastico parco dei mostri di Bomarzo, o solo immaginati, nati dalla mente di poeti e artisti (chi, meglio degli impressionisti, ha saputo ad esempio cogliere la bellezza di un giardino?). Il tutto colto dal punto di vista di una panchina …ma può un libro ruotare tutto attorno ad una cosa così apparentemente poco interessante come una semplice panchina?
Sì, se come sottolinea l’autore: “Gli oggetti insignificanti sono spesso i più avvincenti. Il fatto è che essi significano, in verità, proprio attraverso la loro manifesta insignificanza. Sfuggendo all’attenzione, questi oggetti preservano un’aura che li protegge. A questa categoria appartiene la panchina. La si utilizza, al fine di abbassare la soglia dell’intenzionalità indispensabile alla vita corrente; ci si riposa, ci si riprende, ci si sottrae, lo spazio di un istante, allo sforzo permanente di relazionarsi con il mondo“. Serve altra giustificazione?

Didascalie immagini

In copertina:
Michael Jakob, Sulla panchina,
copertina del volume

Michael Jacob

Sulla panchina. Percorsi dello sguardo nei giardini e nell’arte

Piccola Biblioteca Einaudi

pp, 270

Dove e quando