C’era una volta una terra selvaggia, luogo arcaico ed eterno, un tempo regno del misterioso popolo etrusco.
Qui lo straniero del nord Wolfgang ha eretto un piccolo regno in cui vive con le quattro figlie: Gelsomina, Marinella, Caterina e Luna insieme alla loro madre Angelica.
Un piccolo mondo isolato che vive di regole proprie, la figlia maggiore Gelsomina a soli tredici anni ne è il capo, interne e sconosciute, autonome e persino in contrasto con le leggi che regolano il resto del mondo tenuto lontano il più possibile perché vissuto come pieno di pericoli da cui difendersi.
La famiglia, questa l’unica definizione possibile anche per chi a quest’istituzione sociale ha tentato di opporsi in ogni modo, si dedica per il proprio sostentamento ad allevare greggi, coltivare ortaggi, ma soprattutto a produrre e vendere miele.
Gelsomina ha un talento speciale con le api che supera anche quello del padre, ma l’arrivo della troupe di uno strano show televisivo nella zona e di un ragazzo di nome Martin faranno allentare le regole che mantengono l’isolamento e la fortezza ideale in cui il piccolo universo è racchiuso inizierà a incrinarsi.

Dopo lo splendido esordio di Corpo Celeste con la sua opera seconda Alice Rorhwacher conquista Cannes e si porta a casa il Gran Premio della Giuria, è la prima volta nella storia del Festival che una donna regista italiana entra nel palmares, onore ampiamente meritato con un’opera molto originale e moderna.
Le meraviglie vive di suggestioni personali senza aspirazioni autobiografiche ma ci sono elementi del vissuto di Alice e Alba, per la prima volta diretta dalla sorella nel ruolo di Angelica: il padre apicoltore di lingua tedesca, l’ambientazione in un’imprecisata terra di confine tra Toscana, Umbria e Lazio, persino l’inserimento in colonna sonora della canzone T’appartengo, successo anni’90 di Ambra Angiolini, che definisce un’appartenenza generazionale; tutti tasselli che contribuiscono a creare il tessuto narrativo del film.

Molteplici i temi affrontati in una storia che appare sospesa nel tempo, svincolata da ogni collocazione storico temporale perché adottando i canoni della fiaba aspira a inserirsi nel mito, in quello spazio dove le cose non accadono mai ma sono sempre.
Questioni concrete come la distruzione della campagna, aggredita dall’utilizzo di sostanze chimiche rese legali dalle stesse autorità che con regolamenti restrittivi in materia d’igiene impongono cambiamenti strutturali a piccole realtà produttive, senza poi preoccuparsi delle ripercussioni che l’introduzione di elementi nocivi nella catena alimentare porta con sé.
La resistenza etica della famiglia protagonista è destinata alla sconfitta davanti alla forza di un progresso che marcia avanti mirando solo al profitto, assecondato da leggi su misura per garantire guadagni prima della salute.

Attaccata non solo sul piano fisico, la campagna come realtà sociale e abitativa è destinata a scomparire, stravolta dall’immagine falsa e plastificata che ne dà la televisione con programmi come quello che arriva nel film a stravolgere la vita dei protagonisti.
La banalizzazione della cultura strumentalizzata per lo spettacolo di massa, l’ambientazione etrusca usata come insipido sfondo esotico, unita alla spasmodica ricerca di una tradizione contadina da mercificare, ridotta poi solo al prodotto gastronomico. Piccoli borghi storici costretti a essere unicamente ambientazioni di pregio ad uso e consumo del turista, dove i servizi alla comunità dai cinema alle biblioteche sono stati via via ridotti o addirittura cancellati, sono tutti elementi di un’aggressione senza scrupoli a danno di chi in questi luoghi ci vive. Azioni violente finalizzate ad alimentare un’altra forma di consumismo che tende a divorare interi territori e comunità.

Le meraviglie non trasforma però in cattivi le persone della tv, la fata bianca Milly Catena interpretata da Monica Bellucci è un misto d’ingenuità e dolcezza, ma denuncia la potenza devastante del mezzo mediatico che appiattisce tutto e premia alla fine solo chi mettendosi in ridicolo dice davanti alle telecamere le solite insulse banalità funzionali alla demenza del programma.
Persino la meraviglia di uno spettacolo vero della natura rappresentato dal rapporto di Gelsomina con le api, la bravissima esordiente Maria Alexandra Lungu ha effettivamente interagito con gli insetti senza alcun trucco, unita alla straordinaria abilità di Martin nell’imitare il fischio degli uccelli, passano davanti alle telecamere senza che nessuno sia in grado di riconoscerne il valore.

Come già in Corpo Celeste Alice Rohrwacher è capace di raccontare l’infanzia dal di dentro spingendoci con la sua genuinità a ricordare com’era il mondo visto con gli occhi da bambino; la magia della piccola Marinella interpretata da Agnese Graziani quando beve i raggi del sole su invito di Gelsomina, le piccole gelosie quotidiane che affondano le proprie radici nell’affetto e nel desiderio di un’esclusiva attenzione della mamma invece condivisa con fratelli e sorelle, il cammello tanto desiderato emblema di una meraviglia infantile che arriva però troppo tardi, quando ormai non ha più lo stesso valore e incarna solo il disperato tentativo di un padre di arginare il cambiamento.

Le meraviglie è un film bello e inafferrabile, così personale da sfuggire ogni facile classificazione, ma si lega nel suo metaforico enigmatico finale (complice una sparizione) all’oggetto cinematografico misterioso per antonomasia: Picnic a Hanging Rock di Peter Weir, unito al capolavoro australiano dalla stessa presenza di magiche forze ancestrali.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- La casa, il lavoro con le api e la bellezza della natura
- Alice Rohrwacher vittoriosa a Cannes 2014 con Sophia Loren
- Sam Louwyck e Alba Rohrwacher, con le bimbe più piccole, nel ruolo di Wolfgang e Angelica
- Una piccola impresa a conduzione f… femminile
- Maria Alexandra Lungu, Gelsomina, e le api / Monica Bellucci è la ‘fata bianca’ Milly Catena
- Altre immagini del film
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(© 2014 Tempesta Srl / AMKA Films Productions / Pola Pandora Filmproduktions Gmbh / ZDF / RSI Radiotelevisione Svizzera SRG SSR idée suisse)
In copertina:
La madre Angelica, interpretata da Alba Rohrwacher, attorniata dalle figlie (© 2014 Tempesta Srl / AMKA Films Productions / Pola Pandora Filmproduktions Gmbh / ZDF / RSI Radiotelevisione Svizzera SRG SSR idée suisse)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Le meraviglie
- Regia: Alice Rohrwacher
- Con: Maria Alexandra Lungu, Sam Louwyck, Alba Rohrwacher, Sabine Timoteo, Agnese Graziani, Monica Bellucci, Luis Huilca Logroño, Eva Morrow, Maris Stella Morrow, Mario Cecchetti, Marcello Radiconi, Davide Catena, Matteo Lanfranchi, Carlo Tarmati, Lisa Piciollo, Pierluigi Peparello, Roberta Sili, Margarethe Tiesel, Alessandro Camilli, Gabriele Denci, Fabrizio Perini, Francesca Menicocci, Maria Antonietta Pagliari, Maria Pampana, Domenico Renzetti, André M. Hennicke, Stefania Lorenzi, Elisabetta Moretti, Maria Felizitas Scheich, Olga Palombi, Alessandro Genovesi, Anita Crucitti, Revel Parodi, Giulia Serrano, Aurora Ricci, Gaia Curto, Maria Batella, Margherita Biscontri, Veronica Magri, Sofia Nucci, Alessandra Bartolini, Ciriaco Talanas
- Sceneggiatura: Alice Rohrwacher
- Fotografia: Hélène Louvart
- Musica: Piero Crucitti
- Montaggio: Marco Spoletini
- Scenografia: Emita Frigato
- Costumi: Loredana Buscemi
- Produzione: Carlo Cresto-Dina, Karl “Baumi” Baumgartner, Tiziana Soudani e Michael Weber per Tempesta Film e Carlo Cresto – Dina con Rai Cinema
- Genere: Rurale
- Origine: Italia / Germania / Svizzera, 2014
- Durata: 111’ minuti