Cari Amici.
Mai, come con il voto di domenica scorsa, si è palesata l’inaffidabilità dei sondaggi elettorali e politici della vigilia. Alla luce di quanto accaduto, invece di bruciare cifre iperboliche in ricerche inutili – e dannose per chi ci crede – non si potrebbe dirottare quell’enorme massa di denaro al restauro di opere d’arte da esporre poi al pubblico? Senza alcun riferimento al risultato delle urne, che non compete una piccola Associazione culturale apolitica e apartitica, rimanendo sempre ai sondaggi, apparendo evidenti concetti di etica morale e cittadinanza, dove svetta la genialità con cui gli Italiani hanno risposto a chi voleva manovrare opinioni, perché mai continuare un esercizio teratologico che ha fatto miseramente flop?
Se crescita, occupazione e riforme sono richieste trasversalmente, ancora una volta mi domando perché non crederci davvero e iniziare a investire in cultura ottimizzando l’unicità del nostro patrimonio artistico e la volontà di tanti giovani, preparati e capaci, che chiedono solo di non dover volare lontano per trovare un posto di lavoro. Moltissimi hanno curricula eccezionali, con specializzazioni post-laurea e tesi superate con il massimo dei voti e lode. Proprio loro potrebbero diventare il volano economico per far ripartire investimenti e consumi in questa vituperata, ma, nonostante tutto, ambita e invidiata Repubblica.
Cinzia Colzi
Firenze, 1° giugno 2014