“Ricordo ancora come da bambina guardavo mia madre tagliare la carta e cucire sotto la luce di una lampada ad olio accanto al mio letto. Mi sembrava molto misteriosa mentre teneva un foglio di carta sforbiciato davanti al suo viso per divertirmi” racconta Liu Jieqiong, una donna contadina della Contea di Yanchuan della Provincia di Shaanxi nel nord-ovest della Cina.
La carta ritagliata è un’arte popolare vecchia di oltre mille anni. Nonostante il supporto su cui veniva eseguita fosse il medesimo delle lunghe e articolate composizioni dei letterati del tempo, quest’arte veniva considerata come minore e come tale divenne, ben presto, di quasi totale appannaggio della classe popolare, cogliendo dall’immaginario folcloristico, temi, tecniche, vizi e virtù.

I più antichi reperti sembrano risalire al VI secolo d.C circa, quando sotto la dinastia Zhou e in seguito a varie invasioni barbariche, l’Impero fu diviso in regni autonomi. A causa della mancata conservazione di questi primi manufatti è, però, piuttosto difficile effettuare una datazione precisa, ma si è soliti collocare nella successiva epoca Tang (618-907 d.C) la diffusione alla corte degli Imperatori, in occasione della Festa di Primavera, quando si usava ricevere i cortigiani che portavano bandiere di seta con emblemi d’oro e d’argento ritagliati a forma di caratteri cinesi e fiori.
E’ dunque plausibile che, inizialmente, le prime carte ritagliate fossero in seta, salvo poi vedere il pieno e totale utilizzo del supporto cartaceo quando vennero rilegate alle campagne e al lavoro manuale delle contadine in particolare.
Quando cominciarono a divenire di uso comune, vennero impiegate per decorare interni ed esterni; quelle incollate ai vetri delle finestre e chiamate fiori di finestra sono legate ad una leggenda popolare che narra come la Signora Li del regno Shu, fosse rimasta così colpita dal riflesso che il bambù al chiaro di luna proiettava sulla carta della sua finestra da tracciare con un pennello i contorni dell’ombra e da allora alle finestre, primariamente nei giorni di festa, si applicano queste decorazioni.
I fiori da soffitto decorano ovviamente i soffitti, mentre i pendenti della fortuna servono a decorare gli architrave oppure porte e pareti. Infine i cosiddetti fiori felici vengono incollati agli angoli degli specchi, alle lanterne di carta, ai ventagli, ai paraventi ed altri oggetti di uso comune. Tutte queste decorazioni, collocate all’inizio della Festa di Primavera (il Capodanno Lunare cinese), rimangono sul posto per un anno fino alla loro sostituzione poco prima dell’inizio della Festa di Primavera successiva.

I temi tradizionali delle carte ritagliate, prima di raccogliere la contemporaneità contadina del tempo, erano originariamente legati alle superstizioni religiose, ai simboli e ai miti. Simbolici, al pari del teatro tradizionale, erano anche i colori utilizzati che andavano di volta in volta a rappresentare gioia, collera etc…
Oggi si utilizza quasi unicamente il colore rosso, da sempre legato alla Cina ed espressione di verità, allegria ed energia.
Già dal 1940 quest’arte (come tutto ciò che era considerato culturale) venne investita dall’onda maoista e sottoposta a quei principi, definiti dal Grande Timoniere, che tentavano di assimilare l’antico e il nuovo in un tutt’uno rigidamente controllato.
Durante e dopo la Rivoluzione Culturale le carte ritagliate, al pari dei dazibao, servivano ad educare le masse popolari alle idee socialiste e di conseguenza i temi condivisi con la pittura (fiori, uccelli, frutti, scene di teatro etc…) vennero affiancati (e a volte surclassati) dalla rappresentazione degli ideali e delle aspirazione del popolo lavoratore: ecco apparire contadini e soldati, lavoro produttivo, lotta operaia, abbondanza delle culture agricole e degli allevamenti e così via.

Le tecniche utilizzate per realizzare le carte ritagliate prevedono il ritaglio tramite forbice e l’intaglio attraverso il coltello. La forbice è adatta per realizzare al massimo un paio di pezzi per volta e presuppone una manualità delicata e precisa (il vero artista ritaglia senza un modello preconfezionato e l’ausilio di un disegno guida), mentre il coltello è utilizzato per una produzione più massiva, in quanto anche diverse decine di fogli possono essere intagliati contemporaneamente: raccolti all’interno di una cornice il cui fondo è ricoperto da una amalgama di oli vegetali e resina, il telaio può essere riutilizzato per diversi anni e attraverso la flessibilità della base così costituita impedirà che i coltelli nell’atto di intagliare si spuntino.
Una volta posto il modello sulla sommità della pila, si può procedere con l’intaglio che permetterà la riproduzione di più modelli in un’unica soluzione, riducendo i tempi di realizzazione ma altresì penalizzando la minuzia di intervento che la forbice comporta.

A colpo d’occhio si distinguono due stili di carte ritagliate, quelle del nord/nord-ovest e quelle del sud. A nord il disegno è più vigoroso, caratterizzato da linee marcate e vicine in questo modo all’incisione su legno; al sud, invece, le linee sono più morbide e fini e creano una composizione più movimentata, in un certo senso più complicata. Certamente i continui contatti tra queste due parti del Paese hanno reso meno nette le differenze tra gli stili ma si riesce comunque ancora a riconoscere le peculiarità dell’una o dell’altra scuola.Che siano del nord o del sud, rimane il fatto che osservando le opere più complicate non si può non provare un moto di ammirazione verso quegli artigiani che, prima dell’avvento del prodotto in serie e della carta ritagliata souvenir, realizzavano dei veri e propri tesori artistici, unici nel loro essere così “popolari”.
Didascalie immagini
- Carta ritagliata cinese, (maiale)
- Due esempi di carte ritagliate cinesi
- Mao Tse-tung, carta ritagliata 25, Deposito: Thomas Fisher Rare Book Library, University of Toronto, Toronto, Ontario Canada, M5S 1A5, library.utoronto.ca/fisher
- Esempio di carta ritagliata cinese (soggetto folkloristico)
In copertina:
Carta ritagliata cinese (maiale)
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