La Galleria di arte moderna e contemporanea Raffaele de Grada, a San Gimignano, dedica una mostra a Elliott Erwitt, uno dei più celebri fotografi dell’agenzia Magnum e autore di vere e proprie icone del ‘900. Egli stesso ha scelto i 42 scatti ritenuti più rappresentativi della sua produzione, di cui 9 autoritratti sono esposti a San Gimignano in esclusiva.
1 elliott erwitt santa monica california 1955
Agli inizi degli anni ’50 il fotografo francese di origine ebrea serve l’esercito americano in Francia e in Germania in qualità di assistente di fotografia ma la sua vita cambia radicalmente quando conosce fotografi famosi come Edward Steichen, Robert Capa o Roy Stryker, che lo assume per un progetto fotografico nella compagnia petrolifera statunitense della Standard Oil.
Successivamente Erwitt lavora per note riviste come Life e nel 1953 viene reclutato da Robert Capa per lavorare in una delle agenzie fotografiche più importanti al mondo, la Magnum Photos. Così Erwitt asseconda l’attitudine ai viaggi cui è stato avvezzato sin da bambino e gira il mondo in veste di fotografo documentarista, ora a contatto con personaggi di calibro, ora con gente comune.
2 elliott erwitt new york city 1999
Come Henri Cartier Bresson sa cogliere l’immediatezza della quotidianità ma spesso non sa rinunciare all’ironia che lo caratterizza e che scova il lato buffo e irridente anche nelle circostanze più drammatiche.
Immortala le divergenze tra due uomini che si prendono a cazzotti per strada, la linguaccia di un soldato in marcia o i maliziosi sorrisi di due anziane donne compiaciute per la visione dell’uomo nudo che si para innanzi a loro; coglie in flagrante il bacio di due innamorati nello specchietto di un’autovettura, il gesto del giovane che fa scivolare le mani lungo la schiena della sua donna, mentre due sposi camminano in un bosco vestiti l’uno con il solo cappello a cilindro, l’altra con il solo velo, e mostra grande abilità nel ritrarre un cagnolino sospeso in aria durante un saltello (il tema dei cani è infatti uno dei temi che Erwitt predilige).
Denuncia i mali del suo tempo, come nella foto di un bagno del North Carolina in cui un lavabo è riservato all’uomo “bianco”, l’altro all’uomo “di colore”.
Si inventa anche un alter ego, André S. Solidor, per ironizzare sul mondo dell’arte contemporanea.
3 elliott erwitt north carolina 1950
Gli scatti di Erwitt danno spazio all’esplorazione psicologica e alla partecipazione emotiva dello spettatore, pervaso dalla sensazione nostalgica trasmessa in Provence dal consueto utilizzo del bianco e nero, dalle coppole che unificano due età contrapposte, dalla disposizione di spalle delle figure in bici, dall’atteggiamento del bambino che si volta osservando il fotografo e rappresentando la malinconia del distacco; il gusto del rimpianto è acuito dall’austera e classicheggiante simmetria dei filari di alberi che fiancheggiano la strada rettilinea.
4 elliott erwitt france provence 1955
Il fotografo si fa spettatore e viceversa partecipando al sensuale languore di Marilyn Monroe nello scatto omonimo, in cui morbidi trapassi chiaroscurali modellano il volto della star e giocano con le ciocche inanellate della sua chioma. Erwitt ha infatti dedicato i suoi scatti anche a celebri personaggi come Grace Kelly, Che Guevara, Jacqueline Kennedy, e ha lavorato per note corporates.
Da reporter ha raccolto anche immagini di paesaggi e metropoli, dai grattacieli luccicanti e silenziosi come di pacate case a spioventi nelle campagne.
5 elliott erwitt marilyn monroe new-york 1956

Didascalie immagini

  1. Elliott Erwitt, Santa Monica, California, 1955 (© Elliott Erwitt)
  2. Elliot Erwitt, New York city, 1999 (© Elliott Erwitt)
  3. Elliott Erwitt, North Carolina, 1950 (© Elliott Erwitt)
  4. Elliott Erwitt, France Provence, 1955 (© Elliott Erwitt)
  5. Elliott Erwitt, Marilyn Monroe, New York, 1956 (© Elliott Erwitt)

In copertina:
Elliott Erwitt, Santa Monica, California, 1955
[particolare]
(© Elliott Erwitt)

Orari: tutti i giorni 9:30 – 19:00

 

Dove e quando

Evento: Elliott Erwitt/ Icons