Lo scorso 2 febbraio 2014 Philip Seymour Hoffman, uno dei più grandi attori contemporanei per versatilità e intelligenza, ha perso l’ultima battaglia con la vita e a soli quarantasei anni se n’è andato lasciandoci orfani del suo talento.
La Bim Distribuzione gli rende omaggio recuperando uno dei titoli più interessanti della sua filmografia, rimasto finora inedito in Italia, e il prossimo 19 giugno porterà nelle sale Synecdoche, New York di Charlie Kaufman, esordio alla regia dello scrittore premio Oscar per Eternal sunshine of the spotless mind di Michel Goundry, titolo geniale banalizzato in Italia con un inadeguato Se mi lasci ti cancello.
In Synecdoche, New York iI talento di Philip Seymour Hoffman si mette a disposizione di un autore come Kaufman noto per le sue trovate surreali e per una libertà espressiva capace di partorire imprevedibili soluzioni creative, che già ha dato prove eloquenti della sua ‘sana follia’.
In Essere John Malkovich di Spike Jonze ad esempio ci ha condotti alla scoperta di uno sgabuzzino segreto che introduce direttamente dentro il cervello del celebre attore, per Il ladro di orchidee sempre di Spike Jonze mentre curava l’adattamento del romanzo omonimo di Susan Orlean è arrivato a un punto morto nel lavoro, ne è uscito inserendo nel testo se stesso come personaggio, sdoppiandosi in due gemelli e stravolgendo completamente il progetto originale.

Caden Cotard è un regista teatrale newyorchese che cura senza troppo entusiasmo una nuova versione del dramma di Arthur Miller Morte di un commesso viaggiatore.
Ipocondriaco e incline a somatizzare ogni cosa in stati ansiogeni che arrivano fino alle convulsioni, Caden è ossessionato dalla morte che vede presenza tangibile intorno a sé in ogni momento, fin dal risveglio mattutino in cui legge disgrazie sul giornale o ascolta la piccola figlia Olive cantare canzoncine dai suoi cartoon preferiti che parlano di ‘teste sotto terra mangiate dai vermi’.
Un giorno riceve l’assegnazione del fondo Mc Arthur per la creazione di una nuova opera d’arte drammaturgica, una grossa somma di denaro che gli dà la possibilità di metter su un progetto sperimentale per esplorare la vita reale e riuscire a riprodurla senza filtri portando finalmente sul palcoscenico la Verità.
Il progetto di opera/mondo in cui lui è protagonista, con un attore chiamato a interpretare la sua quotidiana esistenza, sfuggirà inevitabilmente ogni controllo diventando creatura gigantesca e ingestibile.

Ricco di metafore non sempre così immediate, come le fiamme (d’amore) nell’appartamento di Hazel presenti fin dalla prima visita con l’agente immobiliare che comprensivo dichiara “è una grossa decisione scegliere come morire!”, il film adotta nel suo scorrere la scansione temporale propria della mente, quel regno interiore capace di rendere presente ogni momento vissuto perché rievocarlo nella memoria equivale a riviverne le emozioni facendolo tornare attuale: qui e ora.
Synecdoche, New York scardina ogni tradizionale congruenza narrativa accumulando immagini e situazioni che di prim’acchito possono disorientare, ma è proprio grazie a questo folle sovvertire ogni regola che alla fine riesce a ben esprimere il caos di emozioni e dolori, passioni e contraddizioni che formano l’universo interiore di ogni essere umano, un abisso profondo e insondabile che non sarà mai codificato in un canone identificabile.

Ironico e divertente quanto caotico e solo apparentemente sconclusionato, il film di Charlie Kaufman riesce a raggiungere e toccare corde profonde che hanno a che fare col desiderio di controllare lo scorrere della vita, il sogno impossibile di una regia in grado di scegliere il susseguirsi degli eventi impedendo ai più ferali di accadere, capace di fermare il dolore che prima o poi arriva a stanare chiunque per non esser costretti a sopravvivere alla perdita.
Quel dialogo interiore con noi stessi che fin dall’infanzia ci fa sentire protagonisti assoluti sul palcoscenico della vita e la difficoltà di accettare da adulti che il mondo non gira attorno a noi, che siamo come recita dolce la canzone scritta dallo stesso Kaufman con Jon Brion, ‘solo una piccola persona in un mare di piccola gente che non si accorge di me’.
Doversi confrontare con l’indifferenza della natura alle nostre personali tragedie amplifica una solitudine esistenziale congenita e ci fa vivere a volte sospesi, come in attesa che la Vita Vera abbia inizio mentre silenziosa scorre già via sotto le dita.

La straordinaria prova d’attore di Philip Seymour Hoffman è supportata da un parterre di grandi attrici che include Samantha Morton nel ruolo dell’amata Hazel, Emily Watson in quello di Tammy l’attrice che nel grande progetto senza nome incarna Hazel, Catherine Keener è la prima moglie Adele, Michelle Williams è Claire Keen attrice e musa mai davvero amata, Hope Davis la psicologa egocentrica Madeleine Gravis, Jennifer Jason Leigh l’ostile Maria, tutte insieme a costruire un puzzle viscerale con l’utopico desiderio di portare in scena la realtà.
Obiettivo raggiunto, almeno sul piano interiore, nel rappresentare per frammenti l’universo emotivo che ognuno si trascina dentro dalla culla al sepolcro.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Fiori tatuati sfioriscono e fuochi di passione ardono in salotto, questo è Charlie Kaufman
- Un grande Philip Seymor Hoffman è Caden Cotard
- Locandina originale / Le dimensioni gigantesche di un set che aspira ad imitare il mondo / Tom Noonan è Sammy Barnathan / Innumerevoli spunti e varianti per ricreare il vero nella finzione
- Samantha Morton e Philip Seymor Hoffman sono Hazel e Caden, sotto gli occhi indagatori di Sammy /
Michelle Williams è Claire Keen / Emily Watson è l’alter ego di Hazel, Tammy / Dianne Wiest è Millicent Weems interprete di Ellen Bascomb / Jennifer Jason Leigh è Maria / Catherine Keener è Adele Lack
(© 2008 Sidney Kimmel Entertainment)
In copertina:
Philip Seymour Hoffman, Michelle Williams e Tom Noonan sono Caden, la sua seconda moglie Claire e il suo alter ego nella finzione Sammy
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(© 2008 Sidney Kimmel Entertainment)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Synecdoche, New York
- Regia: Charlie Kaufman
- Con: Philip Seymour Hoffman, Samantha Morton, Michelle Williams, Catherine Keener, Emily Watson, Dianne Wiest, Jennifer Jason Leigh, Hope Davis, Tom Noonan, Sadie Goldstein, Peter Friedman, Charles Techman, Josh Pais, Daniel London, Robert Seay, Stephen Adly Guirgis, Frank Girardeau, Amy Wright, Paul Sparks, Jerry Adler, Lynn Cohen, Deirdre O’Connell, Kat Peters, John Rothman, Amanda Fulks, Frank Wood, Deanna Storey, Elizabeth Marvel, Laura Odeh, Mark Lotito, Daisy Tahan, Erica Berg, Raymond Angelic SR, Cliff Carpenter, Timothy Doyle, Amy Spanger, Nick Wyman, Portia, Dan Ziskie, Chris Mc Ginn, Robin Weigert, Gerald Emerick, Alvin Epstein, Rosemary Murphy, Tim Guinee, Kristen Bush, Greg Mc Fadden, Barbara Haas, William Ryall, Joe Lisi, Alice Drummond, Michael Higgins, Stanley Krajewski, Tom Greer, Christopher Evan Welch, Michael Medeiros
- Sceneggiatura: Charlie Kaufman
- Fotografia: Frederick Elmes
- Musica: Jon Brion
- Montaggio: Robert Frazen
- Scenografia: Mark Friedberg
- Costumi: Melissa Toth
- Produzione: Anthony Bregman, Spike Jonze, Charlie Kaufman e Sidney Kimmel per Likely Story e Sidney Kimmel Entertainment
- Genere: Commedia
- Origine: USA, 2008
- Durata: 124’ minuti