Dopo un quanto mai travagliato periodo, il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” di Catania si è avviato – con i due appuntamenti del 7 e 8 giugno – alla conclusione della sua stagione sinfonica con uno spettacolo che avrebbe dovuto vedere sul palco del teatro etneo il maestro Nikos Athineos sul podio insieme al pianista Janis Vakarelis. A causa di un’improvvisa malattia di quest’ultimo – che il sito del teatro definisce “grave” (auguriamo ogni bene al maestro Vakarelis) – le previste esecuzioni di Gershwin e Prokofiev hanno però lasciato spazio ad un programma ben più romantico e ottocentesco: il Concerto per pianoforte e orchestra n° 2 in Fa minore op. 21 di Fryderyk Chopin e la Prima Sinfonia in Do minore op. 68 di Johannes Brahms.

In sostituzione di Janis Vakarelis, il teatro ha ospitato un ottimo Roustem Saitkoulov. Impeccabile la sua interpretazione del Concerto chopiniano che ha brillato ancor di più su un’orchestra non troppo coinvolta dalla direzione del maestro Athineos; certo il cambio di programma non deve aver giovato alla preparazione della serata. Delicato e carezzevole, il Larghetto viene offerto da Saitkoulov leggero e cantabile sui numerosi abbellimenti; l’Allegro vivace, che riafferma il Fa minore, risveglia anche l’orchestra finora svogliata e lancia tutta la sala in una vorticosa mazurka che si conclude in un trascinante e ottimista Fa Maggiore.

Molto applaudito dal pubblico catanese, Roustem Saitkoulov ha concesso un bis ancora all’insegna del grande compositore polacco. Il breve ma energico e coinvolgente Studio op. 10 n° 12 – conosciuto con il titolo apocrifo di La caduta di Varsavia – viene interpretato dal maestro russo senza
retorica, con il giusto accoramento e con un dosato impeto che comunica la passione e la frustrazione che hanno ispirato la composizione, senza però cedere ad atteggiamenti teatrali.
Con l’esecuzione della Prima Sinfonia di Brahms – sebbene non riesca del tutto a coinvolgere ed entusiasmare gli orchestrali – la direzione di Athineos prende una piega decisamente più energica. La musica di Brahms è restituita in una tutta la sua solennità e maestosità, lasciando trasparire tutti i possibili richiami al mondo beethoveniano e – contemporaneamente – al suo superamento. Molto lirica e struggente, l’esecuzione dell’Andante sostenuto restituisce un carattere profondamente umano a questa sorta di complesso Lied, tanto che il pubblico in sala trattiene a stento un liberatorio applauso.
La stagione sinfonica 2014 si è conclusa il 13 e 14 giugno con un concerto sinfonico-corale diretto da Alexander Vakoulsky tutto dedicato alle trasposizioni musicali dei drammi shakespeariani. Ci auguriamo che il Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” riesca a risollevarsi e a continuare ad offrire al suo pubblico una programmazione di così alto livello.
Didascalie immagini
In copertina:
Piazza vincenzo bellini catania
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