Qualcuno gli ha definiti i “selfie” dell’antichità, altri, in modo più serio, la grande occasione che si offre all’artista per guardarci e “guardarsi dentro”. Per tutti sono il ritratto che uno scultore o un pittore fa di se stesso: l’autoritratto.

Sono stati collezionati in gran numero a Firenze perché è noto che una passione antica lega gli Uffizi agli autoritratti, e soprattutto a quelli dei pittori belgi. Nota è la passione dei Medici per la pittura fiamminga, un amore già esploso nel XV secolo con intensi scambi commerciali e culturali. A partire dal 1545, infatti, arrivano a Firenze, sulla scia della creazione di un manifattura di arazzi sul modello di quelli fiamminghi, personaggi, artisti e pittori che metteranno radici nella città lasciandovi segni indelebili. Da Giambologna a Suttemans, che diventerà ritrattista ufficiale dei Medici, tanto per citarne alcuni, l’arte del ritratto e dall’autoritratto sarà sempre di più apprezzata.

Tanti gli autoritratti che arrivano in città, per committenza, per il desiderio di arricchire le collezioni private, per scambi e omaggi fra le corti o da affettuosi doni di famiglia. Basti pensare che il Cardinale Leopoldo dei Medici dal 1664 aveva già dato vita alla raccolta e ne possedeva e acquistava in gran numero, o a quello di Rubens, regalato nel 1731 a Cosimo III dal marito della figlia, l’Elettore Palatino o a quello di Van Dyck, sempre dono del munifico genero. Partendo da questa apprezzabile base Firenze possiede la collezione di autoritratti più unica e antica al mondo. Grazie al collezionismo della famiglia Medici, ai doni di autorevoli personalità e alle donazioni personali, un vero fiume di autoritratti si è convogliato sulla città e in particolare in quel Corridoio che corre sui tetti rossi della città, nella Galleria degli Uffizi e nei suoi preziosi depositi. Una raccolta che ad ai giorni nostri conta un numero approssimativo di ben milleottocento autoritratti.

Già sul finire del 2010 una mostra alle Reali Poste la mostra dedicata alla Autoritratte alle Reali Poste aveva messo in luce una vocazione tutta femminile a questo genere d’arte, mentre alla fine dell’anno passato una mostra degli autoritratti ungheresi, sottolineava la volontà di ordinare piccole rassegne opere con un comune denominatore geografico. L’occasione è offerta da“Gli autoritratti belgi degli Uffizi. Dall’Ottocento ai nostri giorni”, la mostra curata da Giovanna Giusti che propone 23 opere di autori belgi dall’ Ottocento ai giorni nostri. Una vera occasione per scoprire dipinti non facilmente visibili, celati nelle stanza di riserva. Solo quattro fra le opere in mostra sono infatti normalmente esposte nel Corridoio Vasariano.

L’allestimento comprende, tra le altre, anche le donazioni agli Uffizi fatte nel settembre 2005 da un artista belga molto legato a Firenze Jean-Michel Folon, e quella più recente di Jan Fabre del settembre 2012 . Come ha sottolineato dice il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini “Attraverso il nucleo degli autoritratti belgi dall’Ottocento ai nostri giorni, si valorizzano artisti del passato e del presente. Pervenuti per dono degli artisti, eredi o istituzioni, e anche tramite la liberalità di amici belgi, questi autoritratti confermano il carattere internazionale e, altresì, la rassicurante vitalità di questa raccolta, vanto unico degli Uffizi”.
L’occasione di ripetute donazioni negli ultimi anni, che hanno prodotto l’ingresso nella collezione degli Uffizi di autoritratti di importanti artisti belgi del secondo Novecento e contemporanei, giunti grazie alla generosa liberalità di amici belgi, appassionati estimatori della Toscana e dei suoi tesori d’arte – Nicole d’Huart e Damien Wigny – , ha fatto considerare opportuno presentare queste opere donate negli ultimi anni, gli autoritratti di Gaston Bertrand, Berlinde de Bruyckere, Wim Delvoye, Jan Fabre, Louis Van Lint, insieme a quelle di altri artisti connazionali già presenti nella raccolta della Galleria.

I contributi di studiosi d’arte hanno permesso di ricostruire nel catalogo edito da Giunti un panorama ricco di fermenti e innovazioni, offrendo anche uno sguardo verso il futuro dell’arte belga. Molti autoritratti conservati nei depositi della Galleria, per ragioni di spazio, quali Emile Wauters, Fernand Khnopff, Eugeen Laermans, Victor Rousseau, sono ora in mostra ordinati in un percorso cronologico, che ricompone la varietà di orientamenti stilistici, che vanno dalla compostezza d’impostazione accademica alle più libere e talvolta crude espressioni dei tempi a noi vicini.

Ricerche d’archivio, condotte da giovani storici dell’arte nell’Archivio Storico della Soprintendenza, hanno prodotto nuove informazioni circa le acquisizioni degli autoritratti di artisti belgi, tra Otto e Novecento, che furono sollecitate grazie ad una attenta politica d’incremento della collezione fiorentina voluta dai direttori della Galleria. Una mostra che offre un confronto tra scuole e gruppi che hanno contribuito a far sì che l’arte belga fosse protagonista, dalla metà dell’Ottocento, nel rinnovamento di linguaggi e tendenze. Chissà cosa ne pensano i connazionali più antichi come Rubens, Van Dyck o Suttermans per esempio? Loro non si sono mossi dai piani superiori, sono rimasti nelle Sale e nel Corridoio Vasariano.

Didascalie immagini
- Veduta allestimento mostra (courtesy Polo Museale Fiorentino)
- Autoritratto Fernand Khnopff
(Grembergen, presso Dendermonde , 12 settembre 1858 – Bruxelles , 12 novembre 1921)
(courtesy Polo Museale Fiorentino) - Veduta allestimento mostra (courtesy Polo Museale Fiorentino)
- Autoritratto James Ensor
(Ostenda, 13 aprile 1860 – Ostenda, 19 novembre 1949)
(courtesy Polo Museale Fiorentino) - Autoritratto Louis Van Lint
(Bruxelles, 25 dicembre 1909 – Bruxelles, 27 dicembre 1986)
(courtesy Polo Museale Fiorentino) - Veduta allestimento mostra (courtesy Polo Museale Fiorentino)
In copertina:
Veduta allestimento mostra (courtesy Polo Museale Fiorentino)
Ingresso libero
Orario: dal martedì alla domenica
dalle 14 alle 18
Dove e quando
Evento: Gli autoritratti belgi degli Uffizi. Dall’Ottocento ai nostri giorni
- Fino al: – 05 July, 2014
- Sito web