Il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti ospita, fino al 2 novembre del 2014, la mostra Sacri Splendori, dedicata alla ricostruzione del Tesoro Mediceo della Cappella delle Reliquie di Palazzo Pitti.

La Cappella delle Reliquie rappresentava una delle più vaste e ricche collezioni di reliquiari e oggetti devozionali d’Europa, paragonabile per fasto, solo a quella della Cappella dell’Escorial dei sovrani di Spagna.

     Questo prezioso tesoro iniziò a prendere forma a partire dal 1589, quando Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I de’ Medici, affiancata dalla consorte di Cosimo II, l’Arciduchessa Maria Maddalena d’Austria, fondarono la Cappella delle Reliquie in Palazzo Pitti.
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Per oltre centotrenta anni questo patrimonio rimase intatto sino al 1785, quando gli ori e gli argenti di questi arredi sacri furono destinati a incrementare le casse del Granducato dei Lorena, divenuti i nuovi signori della Toscana dopo la morte di Gian Gastone de’ Medici.

La dispersione iniziò con il Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, che in cambio dei vasi reliquiario in pietra dura, appartenuti a Lorenzo il Magnifico e donati poi da papa Clemente VII alla Basilica di San Lorenzo, diede al Santuario cento reliquiari che appartenevano al tesoro di Palazzo Pitti. A pochi mesi da tale avvenimento il sovrano lorenese ordinò il riordino delle suppellettili rimaste nel palazzo, cosa che comportò il definitivo smantellamento della collezione e la divisione degli oggetti tra la nuova Cappella Palatina di Palazzo, e una cospicua donazione all’Arcivescovo di Firenze, Antonio Martini, il quale distribuì i manufatti fra le varie chiese e pievi di Firenze.
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    La mostra, nata a seguito di un accurato studio delle carte d’archivio, raduna oltre cento pezzi del tesoro originario: grazie al confronto tra gli inventari del Sei/ Settecento della Cappella e le schede dei reliquiari presenti nella Diocesi fiorentina, redatti dall’Ufficio del Catalogo Ministeriale e dalla Conferenza Episcopale Italiana, è stato possibile rintracciare un consistente nucleo del patrimonio originario della Cappella delle Reliquie.

Gli armadi di sagrestia di numerose chiese fiorentine hanno rivelato importanti pezzi di alta oreficeria ecclesiastica, di mastri orafi di Firenze, fra i più importanti del XVII e XVIII secolo: Massimiliano Soldani Benzi, Cosimo Marlini il Giovane, Arrigo Brunich e Bernardo Holzmann, i quali lavorarono a stretto contatto dell’estroso Giovan Battista Foggini, primo scultore e architetto granducale.
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    L’esposizione, divisa in quattro sezioni, racconta la storia di coloro che contribuirono a incrementare il tesoro della cappella: oltre alle già citate arciduchesse, va ricordata Vittoria della Rovere, moglie di Cosimo II, le quale commissionarono opere eccezionali come reliquiari in ebano, argento, oro, avorio e pietre dure.

Tra questi vanno certamente menzionati  l’Ex voto di Cosimo II, il reliquiario dei Santi Martiri di Toscana disegnato dal Foggini, e il reliquiario di San Casimiro di Massimiliano Soldani Benzi.
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    Un’esposizione che accende una luce importante sulla fervida devozione dei sovrani Medicei dell’ultimo periodo, che amavano sottolineare la propria fede, procacciandosi reliquie e custodendole in preziosissimi scrigni, al pari delle arti maggiori.Questa mostra- ha dichiarato la Soprintendente Cristina Acidini dedicata alla ricostruzione del Tesoro della ‘Cappella delle Reliquie’ in Palazzo Pitti, come recita il titolo sotto l’epigrafe sintetica ma evocativa Sacri Splendori, fa sì che a distanza di quasi quattro secoli riaffiori, manifestandosi nella sua magnificenza, l’identità dimenticata e dispersa di un autentico santuario interno alla reggia medicea, ch’era stato inaugurato con cerimonia solenne nel 1616.

Didascalie immagini

  1. Botteghe Granducali, reliquiario di Cosimo II 1617-1624.
    Firenze, Museo degli Argenti.
  2. Massimiliano Soldani Benzi (Montevarchi, 1656 – Galatrona, 1740) Reliquiario di san Casimiro 1687-1688
    argento sbalzato, cesellato, inciso, parzialmente dorato, parti a fusione Firenze, Museo delle Cappelle Medicee
  3. Giovan Battista Foggini (Firenze, 1652-1725), reliquiario dei Santi Martiri di Toscana, 1718.
    Firenze, Museo degli Argenti
  4. Giusto Suttermans (Anversa, 1597 – Firenze, 1681) Ritratto di Maria Maddalena d’Austria in guisa di santa Maria Maddalena 1625-1630
    Olio su tela. Firenze, Galleria Palatina

In copertina:
Botteghe Granducali, reliquiario di Cosimo II 1617-1624 (particolare)
Firenze, Museo degli Argenti.

Dove e quando

Evento: Sacri Splendori
  • Fino al: – 02 November, 2014
  • Sito web