Il programma di Firenze 2014. Un anno ad arte continua ad essere ricchissimo, quella che vado a presentarvi è l’ottava mostra che apre al pubblico dal titolo La fortuna dei Primitivi. Tesori d’arte dalle collezioni italiane fra Sette e Ottocento, ed è dedicata al collezionismo delle opere di artisti fino ad oggi rimasti in gran parte sconosciuti, i cosiddetti “Primitivi”.

L’ampia schiera di artisti rappresentati si compone di nomi quali Arnolfo da Cambio ( Colle di Val d’Elsa, 1240 – Firenze, 1302-1310), Bernardo Daddi (Firenze, 1290 – Firenze, 1348), Beato Angelico (Vicchio, 1395 – Roma, 1455), Andrea Mantegna (Isola di Carturo, 1431 – Mantova, 1506), Cosmè Tura (Ferrara, 1433 circa – Ferrara, 1495), Giovanni Bellini (Venezia, 1433 – Venezia, 1516) e molti altri. Ad essere esposte sono oltre 130 opere, conservate e concesse in prestito per l’occasione da musei in prevalenza italiani, ma anche europei ed americani.

La Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, Cristina Acidini, ha evidenziato: “Nel Cinquantennale di un celebre saggio di Giovanni Previtali, ‘La fortuna dei primitivi. Dal Vasari ai Neoclassici’, questa mostra fa il punto su un particolare fenomeno collezionistico, che potremmo definire in termini di attualità, entro uno sguardo retroattivo, di collaborazione alla tutela e alla conservazione di un patrimonio artistico che avrebbe altrimenti potuto avere altre e ben più tristi sorti. Da questa rassegna di dipinti, sculture e oggetti d’arte suntuaria che mutua il titolo dal saggio sopra ricordato e precisa con il sottotitolo ‘Tesori d’arte dalle collezioni italiane fra Sette e Ottocento’, ci si aspetta di ammirare un florilegio di rare e preziose opere d’arte italiana dal Duecento al Quattrocento” concludendo “la curiosità erudita e la passione antiquaria di tanti fra gentiluomini, abati, segretari noti e meno noti trovarono condivisione e convergenza in una forma di collezionismo che si rivelò alla lunga una capillare azione di tutela, permettendo la sopravvivenza di tante testimonianze sull’orlo della sparizione definitiva”.

La scelta di collezionare opere d’arte è strettamente legata al riconoscimento del valore di queste, sia dal punto di vista culturale che estetico. Non è una novità che proprio per la particolarità di questo mercato, e per i suoi costi, sono da sempre famiglie nobili e benestanti a curarne la raccolta e la conservazione. Tuttavia, quella organizzata alla Galleria dell’Accademia è la prima mostra che mette a confronto collezioni di artisti diversi, circa 42 rappresentati in mostra e di diversa estrazione sociale, con opere appartenenti alla tardo antichità cristiana, al Medioevo e al primo Rinascimento, riuniti nell’arco di tempo a cavallo tra la seconda metà del ‘700 fino al primo ventennio dell’800.

L’esposizione è realizzata a cura di Angelo Tartuferi, Gianluca Tormen e Ada Labriola. È inoltre promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana, dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, proseguendo con la Galleria Museale della città di Firenze, la Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze Musei e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

L’idea di riunire collezioni provenienti da musei diversi nasce proprio per offrire la possibilità di ricostruire il percorso e la circolazione delle opere dall’Italia, all’Europa, al mondo, lasciando che queste si raccontino. E credo sia interessante come, dalle numerose ricerche d’archivio compiute, sono emerse di particolare rilevanza le figure che aiutarono i collezionisti nell’acquisizione dell’ampio numero di opere riunite, tra cui mercanti, restauratori, intermediari, i quali a loro insaputa, hanno svolto un ruolo determinante nel mantenimento di un grosso patrimonio storico e culturale, come riportato anche all’interno del catalogo della mostra, edito da Giunti Editore.

L’esposizione è stata allestita introducendo ognuna delle sezioni con il riferimento al collezionista cui sono appartenute le varie opere, per citarne alcuni: Agostino Mariotti, Sebastiano Ranghiasci, Tommaso Obizzi, Padre Raimondo Adami, Angiolo Maria Bandini, Alfonso Tacoli Canacci, Stefano Borgia, Sebastiano Zucchetti, Ottavio Gigli, e molti altri.
Didascalie immagini
- Bottega degli Embriachi (attiva 1375 ca. – 1430 ca.) Crocifissione, Annunciazione, Orazione nell’orto, Madonna col Bambino e santi, primo quarto del XV secolo. Trittico in legno, osso, corno parzialmente dipinto e dorato.
Vienna, Kunsthistorisches Museum, Kunstkammer - Cosmè Tura (Ferrara, 1433 ca. – 1495) Cristo in pietà sorretto dalla Vergine, 1460 ca., tavola.
Venezia, Museo Correr - Antonio Vivarini (Murano, 1415/20 – Venezia, 1476/84) Santa Chiara d’Assisi, 1467 ca., tavola.
Vienna, Kunsthistorisches Museum, Gemäldegalerie - Intagliatore parigino (attivo nel primo terzo del XIV secolo 1300s) Valva di custodia per specchio con Dama e cavaliere col falco, primo terzo del XIV secolo, avorio.
Venezia, Museo Correr - Antonello da Messina (Messina, 1430 ca. – 1479) Cristo in pietà sorretto dagli angeli, 1475 ca., tavola.
Venezia, Museo Correr - Jacobello Alberegno (attivo a Venezia nell’ultimo quarto del XIV secolo – morto prima del 1397) Cristo crocifisso tra la Vergine e San Giovanni Evangelista dolenti, Sant’Agostino, San Girolamo, post 1380, tavola.
Venezia, Gallerie dell’Accademia
In copertina:
Bottega degli Embriachi (attiva 1375 ca. – 1430 ca.) Crocifissione, Annunciazione, Orazione nell’orto, Madonna col Bambino e santi, primo quarto del XV secolo. Trittico in legno, osso, corno parzialmente dipinto e dorato.
Vienna, Kunsthistorisches Museum, Kunstkammer [particolare]
Dove e quando
Evento: La fortuna dei Primitivi. Tesori d’arte dalle collezioni italiane fra Sette e Ottocento
- Fino al: – 08 December, 2014
- Sito web