Da qualche giorno un altro grande itinerario si è aggiunto alla “lista dei sogni” di ogni viaggiatore del terzo pianeta del sistema solare infatti, dal 38° Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO a Doha, in Qatar, è arriva la notizia dell’iscrizione del paesaggio vitivinicolo delle Langhe, Roero e Monferrato nella prestigiosa Lista dei siti patrimonio dell’umanità. Un territorio di cento chilometri qudrati su ventinove comuni, delle province di Alessandria, Asti e Cuneo.
 Montiferrati ducatus post 1684
Salgono così a cinquanta siti UNESCO del nostro Paese a conferma di un primato mondiale che nessuno – neppure burocrati un po’ troppo interessati a cose italiane che non li riguardano – potrà tentare di sminuire in considerazione che mai è stato raggiunto un risultato così significativo e frutto di un lavoro, congiunto e ben orchestrato, tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, la Regione Piemonte e l’Associazione per il patrimonio dei paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato, coordinato per il Mipaaf dal professor Pier Luigi Petrillo.
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Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, ha commentato “L’iscrizione del paesaggio vitivinicolo delle Langhe, Roero e Monferrato nella Lista dell’UNESCO è un riconoscimento fondamentale per affermare il valore culturale della nostra agricoltura. È la prima volta, infatti, che l’UNESCO riconosce un paesaggio vitivinicolo italiano quale bene unico al mondo, patrimonio dell’umanità per la sua eccezionalità rurale e culturale.”
Carta storica Monferrato 1726
Ed ha poi proseguito “Si tratta di un risultato prezioso per il nostro made in Italy perché rafforza il posizionamento a livello di mondiale di alcune delle produzioni vitivinicole più pregiate e apprezzate del nostro paese. Al tempo stesso l’UNESCO ha riconosciuto, con l’iscrizione delle Langhe-Roero e Monferrato nella sua Lista di eccellenza, l’essenzialità dell’agricoltura e degli agricoltori quali sentinelle nella conservazione del paesaggio”.
Carta storica Monferrato 1840
Con l’occasione segnalo la mostra Il Monferrato. 500 anni di arte. Grandi artisti in un piccolo stato appena aperta al Museo del Castello di Monastero Bormida e due incontri pubblici, del primo fine settimana di agosto, legati alla sezione dedicata all’esposizione di cartografie storiche del Monferrato.
Agli appassionati di carte storiche, segnalo che fra quelle in mostra, le quattro a corredo di questo articolo, sono state sono state georeferenziate, cioè stirate in modo differenziato, così da renderle tra loro sovrapponibili anche ad una carta attuale, in modo da facilitarne la lettura (in origine non lo sono avendo scale diverse, diverso orientamento e i fogli su cui impresse subito deformazioni).

 

Didascalie immagini

  1. Carta storica del Montiferrati post 1684 (courtesy Incontri “Le Mappe del Monferrato”)
  2. Carta storica periodo 1702-1707 (courtesy Incontri “Le Mappe del Monferrato”)
  3. Carta storica Monferrato 1726 (courtesy Incontri “Le Mappe del Monferrato”)
  4. Carta storica Monferrato 1840 (courtesy Incontri “Le Mappe del Monferrato”)

In copertina:
Un paesaggio delle Langhe e Roero (© foto Caterina Chimenti / Licenza Creative Commons )