È un invito a rileggere il passato quello offerto dalla mostra dedicata ai Longobardi dal Museo Archeologico di Fiesole. Il museo infatti celebra il suo centenario con la mostra Fiesole e i Longobardi, curata da Marco De Marco (conservatore del museo) e Giuseppina Carlotta Cianferoni (Soprintendenza dei Beni Archeologici della Toscana). L’esposizione ruota attorno a una selezione di reperti archeologici – di cui molti inediti – che raccontano una parte della storia locale forse poco nota ma non per questo meno affascinante.

I reperti esposti testimoniano infatti la presenza longobarda nell’area fiesolana: alcuni ritrovamenti sono emersi a ridosso del più famoso parco archeologico, sovrapposti letteralmente alle vestigia romane. I resti longobardi raccontano quindi una storia fatta di stratificazioni, in cui i “dominatori” si trovano a contatto, con i loro usi e costumi del Nord Europa, con la popolazione locale, discendente da Etruschi e Romani. I nuovi arrivati adeguano i luoghi già in epoca antica deputati alle sepolture, secondo la pratica del reimpiego, sfruttando ad esempio la monumentalità di luoghi pre-esistenti.

Dagli scavi emergono manufatti e sepolture che suggeriscono quindi una prospettiva diversa e ancora in parte misteriosa, distante nel tempo eppure tutto sommato così vicina; infatti anche se non è immediatamente riconoscibile, l’eredità longobarda sopravvive ancora in Toscana non solo nei toponimi e nei nomi, ma secondo recenti studi europei anche nel DNA degli abitanti (fonte: Eupedia).

Ecco quindi che bracciali e fibule sottilmente decorati, insieme a squisiti manufatti in oro iniziano a tratteggiare un ritratto molto più dettagliato di questi uomini e donne venuti da lontano. Un’immagine, a ben guardare, decisamente diversa dallo stereotipo dei rozzi barbari guerrieri che a lungo ha abitato il nostro immaginario. Ad esempio il bellissimo umbone di scudo esposto in quesa occasione, rivela delle decorazioni raffinate quanto inaspettate in un oggetto da guerra.

Nella mostra sono state anche ricostruite alcune sepolture, rinvenute negli scavi che dall’800 a oggi si sono susseguiti nell’area e che sono ancora in corso – nell’ultimo, avviato negli anni ’80, sono state per ora rinvenute oltre 40 tombe. Le necropoli longobarde di Fiesole sono infatti tra le più rilevanti per gli archeologi che si occupano di questa cultura, non solo per i corredi funebri, ma per le informazioni che sarà possibile ricavare dai resti umani rinvenuti, che potranno ad esempio rivelare dettagli sull’alimentazione, il lavoro svolto, le malattie, il patrimonio genetico.

In quella che è forse la parte più suggestiva dell’esposizione, ci troviamo proprio di fronte ad alcuni dei resti meglio conservati: rispettivamente a un maestro d’ascia, una donna di alto rango, una bimba e un guerriero che ci raccontano con il loro corredo funebre pezzi di vita quotidiana nella Fiesole del loro tempo. Ad esempio tra i manufatti e i simboli di sepoltura compare spesso la croce cristiana, ma di foggia nordica. Anche i bellissimi bicchieri in vetro hanno una sobrietà che non appartiene certo al mondo bizantino, ma nono sono certo essenziali né “spartani” come ci si aspetterebbe. Spesso infatti dimentichiamo che i longobardi che governarono la Toscana erano già venuti a contatto con la cultura romana e cristiana: non l’avevano cancellata, ma ne avevano fuso i valori con quelli del mondo germanico. Non dei “selvaggi” quindi, ma dei portatori di una cultura sincretica e originale, la cui peculiarità è ancora oggi da indagare a fondo.

Sono quindi molto utili i dettagliati pannelli didattici predisposti per aiutare il visitatore a interpretare gli oggetti esposti: i particolari sulla vita, l’abbigliamento, i costumi longobardi prendono corpo grazie a parole e illustrazioni.

Interessante infine l’allestimento nel piano inferiore del museo, in cui è possibile vedere tramite alcune pareti trasparenti, parte delle antiche cerchie murarie cittadine, come una sorta di finestra sul passato. Fuori dal Museo invece dalla terrazza panoramica si possono ammirare l’intero parco archeologico e l’anfiteatro. Sullo sfondo un panorama mozzafiato, che per secoli ha affascinato i nobili che su queste colline costruirono alcune tra le ville più belle della Toscana, ma anche i numerosi artisti che qui trovarono ispirazione. Un panorama che sicuramente, facendo un salto nel passato, non era molto diverso da quello che apparve ai longobardi arrivati a Fiesole per governare la città.

Fiesole panorama

Anche Fiesole infatti, come gran parte dell’odierna Toscana, a partire dal VI secolo è sotto il dominio dei “barbari” Longobardi, che avevano conquistato un vasto territorio si estendeva dalla Lunigiana e dall’Appennino Tosco-emiliano fino a parte del Lazio e dell’attuale Umbria. Il dominio longobardo sul Ducato di Tuscia così costituito, durerà fino alla conquista di Carlomagno nel VII sec., che però non eliminò le élite longobarde.

Poco sappiamo ancora oggi della Tuscia Langobardorum – come era definita dalle fonti romane, contrapposta a una Tuscia Romanorum o Tuscia Nostra che si estendeva nel resto del Lazio ultimo baluardo dell’Impero bizantino a difesa dello Stato Pontificio. Per lungo tempo la storiografia ha considerato l’alto medioevo come una parentesi buia che interrompe la linea che nell’immaginario otto-novecentesco congiungeva idealmente l’eredità latina con l’Italia contemporanea. Un’era di decadenza e di barbarie, insomma, contrapposta allo splendore e alle civiltà precedenti e successive.

Da molti anni però la presenza longobarda nella penisola è stata rivalutata e dal 2011 la rete dei siti longobardi in Italia è stata giustamente inserita nel Patrimonio Mondiale Unesco. In questo clima si inseriscono iniziative come quelle del Museo Archeologico di Fiesole. La mostra “Fiesole e i Longobardi” non è solo un’iniziativa legata alla storia locale, ma si configura come un tassello molto importante per fare luce su un periodo, lungo quasi due secoli, che più che di rottura fu di transizione tra la fine dell’Impero Romano e l’inizio del basso Medio Evo.

Didascalie immagini

  1. Uno degli ornamenti esposti in mostra, da notare le intricate decorazioni.
  2. Resti di un tempio etrusco-romano all’interno del parco archeologico di Fiesole.
    (Foto: Caterina Chimenti, Licenza CC 2.0)
  3. Umbone di scudo longobardo, finemente decorato
  4. Ricostruzione di una sepoltura di un guerriero longobardo, ricostruita in occasione della mostra
  5. Fiesole panorama
    Il panorama da una delle finestre del Museo Civico Archeologico di Fiesole, poco al di sopra del parco archeologico.
    (Foto: Caterina Chimenti, Licenza CC 2.0)
  6. Alcune tombe rinvenute nell’area urbana di Fiesole

In copertina:
Uno degli ornamenti esposti in mostra, da notare le intricate decorazioni.

Dove e quando

Evento: Fiesole e i Longobardi
  • Fino al: – 31 October, 2014
  • Indirizzo: Museo Civico Archeologico, Via Portigiani 1, Fiesole