Tutto era tranne che specializzato in un solo genere Jacopo Ligozzi, pittore del Rinascimento maturo che riscosse grande fortuna presso la corte medicea e oggi, purtroppo, un nome pressoché sconosciuto al grande pubblico.
Universalissimo” è a ragione definito l’artista a cui è dedicata la retrospettiva dal titolo Jacopo Ligozzi “pittore universalissimo” (Verona 1549 ca. – Firenze 1627) in corso a Palazzo Pitti, affiancata dal suo corollario Jacopo Ligozzi «altro Apelle» presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi fino al prossimo 28 settembre.
1 jacopo ligozzi-topo quercino e talpa
Abile e intraprendente, Ligozzi nasceva a Verona da una famiglia di ricamatori milanesi ed ebbe modo di respirare l’arte in casa, il padre era infatti pittore. L’attività giovanile svolta tra Trento, Verona e Venezia, lo portò poco più che ventenne a Firenze dove la sua presenza è documentata alla corte granducale di Francesco I già nel 1575. Fu qui, dove si fermò poi per tutta la vita, che Ligozzi ebbe modo di dimostrare l’universalità della sua arte impiegata in diversi ambiti combinando in sé le migliori caratteristiche dell’artista rinascimentale completo.
2 jacopo ligozzi-cristo porta croce
Il solido impianto documentale scaturito dagli studi più recenti è la base dell’esposizione fiorentina che, divisa in sezioni tematiche, mostra i molti ambiti nei quali l’artista si applicò o, addirittura, primeggiò.
È questo il caso delle superbe e più note tavole naturalistiche conservate presso il Gabinetto Disegno e stampe degli Uffizi, esposte in parte a Pitti ed altre 44 presso la sede stessa del GDSU e per le quali vi rimando all’articolo di Cinzia. Veri e propri ritratti di piante o animali che gli valsero l’appellativo di “altro Apelle” a detta non dell’ultimo venuto, bensì del grande naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi che di queste cose se ne intendeva, e che riconobbe il Ligozzi per la sua straordinaria capacità di ritrarre piante e animali, «a’ quali non mancha se non il spirito».
3 jacopo ligozzi-valeriana rubra e un insetto
La tecnica raffinata fatta di velature, la messa a fuoco lenticolare dei dettagli che vanno a riempire le sagome tratteggiate a pietra nera rendono la verità dei soggetti che non mancano di essere marcati dal classico espediente della musca depicta, inserimento illusionistico che vuole ulteriormente sottolineare la verità di quanto ritratto.
4 jacopo ligozzi-modelli per bicchieri da capriccio
Se nelle tavole naturalistiche Ligozzi fa trionfare la  sua tecnica, non meno rilevante è l’attitudine a ideare e progettare manufatti dalle forme bizzarre per la corte medicea quali, ad esempio, splendidi vetri e vasellami ideati per i granduchi. La sua creatività si espresse in molti ambiti: fu sapiente e delicato progettista di abiti e ricami per tessuti, oltre che di manufatti in pietre dure testimoniati in mostra da disegni e piani in commesso marmoreo.
E le sue capacità creative si espressero anche in commissioni di più ampia portata come regista di insiemi decorativi di cui è purtroppo andato perduto, ad esempio, quello che ornava lo zoccolo e le finestre della Tribuna degli Uffizi.
5 jacopo ligozzi-natura morta macabra
Ogni volta che Ligozzi mette la mano sul foglio di carta, per elaborare oggetti o raffigurazioni allegoriche complesse, lo fa ricorrendo a composizioni pervase da raffinatezze decorative e attenzione concentrata sul dettaglio.
In pittura non fu da meno. Pittore devotissimo Ligozzi volle inserire il cristogramma nel proprio stemma, ed è nelle sue “allegorie morali” che egli realizza composizioni dalla grande complessità simbolica dove la chiave di lettura non è scontata seppure  sempre suggestiva.
Ache la vanitas fu un tema sul quale tornò sovente con esiti difficilmente equiparabili, come si vede ad esempio nel pendant di tavole che mostrano su un lato un ritratto di giovane e, sull’altro, quel destino macabro analizzato con veritiera lucidità che accomuna le sorti umane.
6 jacopo ligozzi-la madonna col bambino appare a san francesco
L’esposizione offre infine un saggio importante della produzione di grandi pale d’altare, costante sin dall’esordio fiorentino e incrementata negli anni Novanta quando Ligozzi avvia la propria bottega. La raffinatezza tecnica e compositiva, declinata in forme più moderne o più tradizionali a seconda della committenza, talvolta cede a forza il passo o, meglio, viene affiancata dalla scelta dei soggetti iconografici rari o talvolta inediti e senza una tradizione figurativa alle spalle.
7 jacopo ligozzi-san gerolamo sorretto da un angelo
Perdersi negli infiniti dettagli delle opere di Ligozzi, inaspettati e piacevoli come il ritrovare appesa al muro una piccola ceramica nella raffigurazione di San Gerolamo (per San Giovannino degli Scolopi a Firenze), osservare il modernissimo paesaggio che fa da contorno alla Madonna col Bambino appare a San Francesco, guardare nel dettaglio quei volti dal naturalismo intensissimo nel Cristo porta croce entrambi della Palatina, o le mille increspature, fratture, coloriture delle tante piante ritratte da Ligozzi, è un’esperienza consigliatissima possibile fino al 28 settembre.

Didascalie immagini

  1. Jacopo Ligozzi, Tavole naturalistiche – Mammiferi e Rettili – Topo quercino (Eliomys quercinus) e talpa (Talpa sp.), 1577-1587 ca, pietra nera naturale, pigmenti policromi di natura organica e inorganica, su carta con imprimitura a bianco di piombo,
    Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi
  2. Jacopo Ligozzi, Cristo porta croce, 1622, olio su tela,
    Firenze, Galleria Palatina
  3. Jacopo Ligozzi, Tavole botaniche – Valeriana rubra (Centranthus ruber L.) e un insetto (Clerus apianus L.), 1577-1587 ca, pietra nera naturale, pigmenti policromi di natura organica e inorganica, su carta con imprimitura a bianco di piombo,
    Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi
  4. Jacopo Ligozzi, Modelli per bicchieri ‘da capriccio’, 1617-1618, penna e inchiostro, inchiostro diluito, pigmenti policromi di origine naturale,
    Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi
  5. Jacopo Ligozzi, Natura morta macabra s.d., penna e inchiostro, inchiostro diluito, lumeggiature d’oro
    Oslo, Nasjonalmuseet for Kunst, Arkitektur og Design
  6. Jacopo Ligozzi, La Madonna col Bambino appare a San Francesco, 1618, olio su tela,
    Firenze, Galleria Palatina
  7. Jacopo Ligozzi, San Gerolamo sorretto da un angelo, 1593, olio su tela,
    Firenze, Chiesa di San Giovanni Evangelista detta San Giovannino degli Scolopi

In copertina:
Jacopo Ligozzi, Tavole naturalistiche – Mammiferi e Rettili – Topo quercino (Eliomys quercinus) e talpa (Talpa sp.), 1577-1587 ca, pietra nera naturale, pigmenti policromi di natura organica e inorganica, su carta con imprimitura a bianco di piombo,
Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi [particolare]

Dove e quando

Evento: acopo Ligozzi “pittore universalissimo” (Verona 1549 ca. – Firenze 1627)
  • Fino al: – 28 September, 2014
  • Sito web