Le vent se lève, il faut tenter de vivre.
[Si alza il vento, bisogna tentare di vivere]
                                                      Paul Valéry1

Si alza il vento 1Il vento è presenza costante nel Cinema di Hayao Miyazaki muove gigantesche soffici nuvole bianche in navigazione su sconfinati cieli azzurri, spinge a oltrepassare varchi per città incantate e porta in volo castelli nascosti; ma quando è il vento metaforico delle avversità della vita a soffiare scuotendo alla radice l’esistenza, proprio allora non resta nient’altro da fare che andare avanti con più forza di prima alimentando in ogni modo possibile la gioia di vivere.

Mischiando insieme le note biografiche del progettista di aerei che ha innovato col suo lavoro l’aeronautica giapponese sul finire degli anni ’30 del Novecento, Jiro Horikoshi, e il libro autobiografico Si alza il vento (1936) dello scrittore Tatsuo Hori, il Maestro dell’animazione giapponese costruisce un’opera originale con cui dialogare nella più marcata identificazione personale. Fondendo insieme questi due uomini, coetanei e realmente vissuti, nella figura del suo protagonista Jiro il regista si specchia nel sogno infantile di diventare pilota inibito da una forte miopia, come l’ingegnere aeronautico si è dovuto accontentare di disegnarli soltanto gli aerei, senza contare che il padre di Hayao costruiva nella sua fabbrica la parte terminale delle ali per i caccia A6M Zero creati da Horikoshi, il film rappresenta una riconciliazione con la figura paterna per il senso di colpa che l’uso bellico distruttivo della tecnologia ha a lungo alimentato.
Si alza il vento 2
Inserendo nella storia il tema della malattia Miyazaki rievoca la tubercolosi della madre costretta lontano dai figli per lunghi periodi della sua infanzia, come racconta in Il mio vicino Totoro, e crea una connessione ulteriore non solo col romanzo di Tatsuo Hori ma anche con la sua vicenda umana che lo vide spegnersi per la stessa patologia nel 1953 ad appena quarantanove anni.
In realtà benché condividano lo stesso titolo, originato dalla citazione di Paul Valéry che sia lo scrittore che il cineasta hanno posto all’inizio delle loro opere, il film di Hayao Miyazaki trae dal romanzo di Hori solo una nota poetica nella contemplazione della natura, meravigliosa e indifferente alle vicende umane, e alcuni eventi limitati alla parte finale del lungometraggio.
Si alza il vento 3
Ricco di scene di massa solitamente difficili da vedere nei film d’animazione Si alza il vento è un grande affresco storico di ampio respiro sul Giappone tra le due guerre mondiali, con sequenze straordinarie anche da un punto di vista tecnico come quella che racconta il terribile terremoto di Kanto del 1923.
Un altro elemento strettamente connesso alla biografia dello scrittore Tatsuo Hori che in quel cataclisma perse la madre, un trauma così forte che su quell’evento drammatico non spese mai una sola parola in tutta la sua produzione letteraria.
La grande depressione, la povertà e la tubercolosi, l’abbandono di bambini in strada che raggiunse le proporzioni di una piaga sociale, un ritratto realistico e duro dell’impero nipponico al declino che in patria non ha mancato di creare accese polemiche.
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Una ricostruzione accurata del contesto storico è tratto distintivo delle produzioni targate Studio Ghibli fin dai tempi di Una tomba per le lucciole (1988) di Isao Takahata2 ma con Si alza il vento, campione d’incassi in Giappone e candidato a molti premi in giro nel mondo tra cui l’Oscar, la destra nazionalista del paese del Sol Levante si è indignata in modo feroce, anche e soprattutto per la rappresentazione grottesca che il film fa del potere militare e di coloro che lo esercitano.
Dopo l’onore che i molti riconoscimenti internazionali hanno tributato alle opere di Hayao Miyazaki la sua è diventata una voce molto autorevole in patria e anche se il suo intento è solo quello di raccontare storie non ha mai rinunciato alla libertà intellettuale di esprimere pensieri, riflessioni e la sua visione del mondo.
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Si alza il vento è un film di forte impatto emotivo e visivo, la sequenza in cui Jiro riabbraccia Nahoko tra la folla della stazione ad esempio esprime una tale carica di pathos da entrar di diritto tra le scene memorabili dei grandi film del passato come Il dottor Zivago di David Lean.
Questa è certo l’opera più adulta di Hayao Miyazaki e anche se i suoi film più famosi ne hanno consolidato la fama del narratore per l’infanzia i temi affrontati in Si alza il vento, la perdita e l’esigenza di sopravvivere al dolore, la fragilità della vita e l’irripetibilità di ogni suo attimo, lo rendono un film troppo complesso per i bambini delle scuole elementari.
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Il personaggio di Gianni Caproni3 che appare come un mentore a guidare Jiro nei suoi sogni è l’ennesimo tributo d’amore all’Italia di Hayao Miyazaki che con questo film ha annunciato il suo definitivo ritiro.
Nel film fa dichiarare al suo protagonista che dieci anni di vita creativa sono abbastanza per un artista, “voglio vivere un decennio per me stesso!
Ma noi speriamo sempre che cambi idea e continui a incantarci di meraviglia con la bellezza dei suoi film disegnati ancora a mano.
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Nell’intento di creare l’effetto ‘evento’ Lucky Red ha deciso di distribuire Si alza il vento nelle sale italiane soltanto per quattro giorni da sabato 13 a martedì 16 settembre 2014, conviene prenderne nota per poter godere di una più consona visione su grande schermo.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. L’ingegnere aeronautico Jiro Horikoshi / Lo scrittore Tatsuo Hori / Il regista Hayao Miyazaki / Jiro, protagonista animato del film
  3. L’infanzia di Jiro con la sorellina Kayo / Kayo adulta / Jiro ormai uomo
  4. Il terremoto di Kanto del 1923, una sequenza ricca di scene di massa come un vero e proprio kolossal
  5. Studio, disegno, progettazione e realizzazione …e poi apprendimento dagli errori
  6. L’incontro di Jiro e Nahoko tra la folla della stazione
  7. L’ingegnere italiano Gianni Caproni: mito, modello e magico mentore nei sogni di Jiro fin dall’infanzia
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    (© 2013 Studio Ghibli)

In copertina:
Jiro e Nahoko: momenti felici sullo sfondo di soffici nuvole bianche (© 2013 Studio Ghibli)

NOTE

1 Paul Valéry, Le cimitière marin [Il cimitero marino], 1920.

2Una tomba per le lucciole (1988) di IsaoTakahata racconta la storia drammatica di un ragazzino e della sorellina orfani tra i bombardamenti americani di Kobe nel 1945, la crudezza di alcune immagini non mancò di generare contestazioni alla sua uscita sugli schermi.

3 Gianni Caproni è stato un ingegnere aeronautico, imprenditore e pioniere dell’aviazione italiana realmente esistito, nato ad Arco (Trento) il 3 luglio 1886 e morto a Roma il 27 ottobre 1957.

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Kaze tachinu
  • Regia: Hayao Miyazaki
  • Con le voci originali di: Hideaki Anno, Miori Takimoto, Hidetoshi Nishijima, Masahiko Nishimura, Steve Alpert, Morio Kazama, Keiko Takeshita, Mirai Shida, Jun Kunimura, Shinobu Otake, Nomura Mansai
  • Sceneggiatura: Hayao Miyazaki
  • Disegno dei personaggi: Katsuya Kondo
  • Fotografia: Atsushi Okui
  • Musica: Joe Hisaishi
  • Sfondi: Yōji Takeshige
  • Produzione: Toshio Suzuki con Seiji Okuda, Naoya Fujimaki e Ryoichi Fukuyama per Studio Ghibli
  • Genere: Animazione
  • Origine: Giappone, 2013
  • Durata: 126’ minuti