Spettacolare, e di grande valore scientifico, sarà “Le dame dei Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento” dal 7 novembre al Museo Poldi Pezzoli.
Ne parlo con largo anticipo così da organizzare il viaggio a Milano a costo minimo, ma anche perché in questo progetto sono molti i partner del Poldi Pezzoli (Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Museo del Louvre di Parigi, National Gallery di Londra, Museo Nazionale del Bargello di Firenze) oltre alle istituzioni meneghine con percorsi declinati su temi condivisi come quello della bellezza (il Comune metterà a disposizione spazi della città per eventi speciali rivolti a tutto il pubblico). Per la spettacolarità e la straordinarietà dell’evento, il Museo è ancora disponibile ad accogliere altri soggetti che volessero affiancarsi nel sostegno di questa esposizione il cui fulcro è proprio il Ritratto di dama considerato, per unanime giudizio della critica, fra i maggiori capolavori della ritrattistica fiorentina della seconda metà del Quattrocento ed è assurto, a partire dai primi anni del Novecento, per spontanea elezione del pubblico, a simbolo stesso del museo milanese.

Negli ultimi decenni, l’attribuzione del dipinto è oscillata fra i due fratelli Antonio (Firenze 1431/1432 – Roma 1498) e Piero (1441/1442 – ante 1496), figli di Jacopo d’Antonio Benci, la cui attività era venditore di polli nel mercato vecchio di Firenze e, da questo, universalmente noti come i ‘Pollaiolo’.
Antonio, da sempre più famoso del fratello, aveva bottega in via Vacchereccia ed era orafo (così definito in tutti gli atti notarili e nei registri contabili), ma dei gioielli in oro, argento e smalti blu ne sono arrivati a noi solo alcuni. La versatilità tecnica, però, gli permise la realizzazione di alcuni dipinti, una celebre incisione e diverse sculture, in particolare terrecotte e bronzetti. Inoltre, prima della morte, fu impegnato nella realizzazione di due monumentali sepolcri in bronzo per i pontefici Sisto IV e Innocenzo VIII, destinati alla basilica di San Pietro. Infine, per la straordinaria abilità nel disegno, durante l’intero percorso artistico, fornì modelli grafici ad altri orafi e ricamatori. A testimonianza della varietà degli interessi di Antonio, l’esposizione presenterà opere di grande qualità che bene ne documentano l’ingegno, ma ve ne parleremo in novembre per lasciare il piacere della scoperta personale.

Il fratello Piero fu esclusivamente pittore, con bottega in piazza degli Agli, realizzò numerosi dipinti anche per importanti committenze pubbliche (quasi sicuramente, in alcuni casi, utililizzando i disegni di Antonio) con una spiccata tecnica agli effetti illusionistici della pittura fiamminga (al riguardo pubblicherò un approfondimento in dicembre). La pala d’altare della chiesa di Sant’Agostino a San Gimignano (firmata e datata “Piero del Pollaiuolo fiorentino / 1483”) è il riferimento certo per la ricostruzione del suo catalogo.
Tra le opere dei due fratelli, è ancora difficile attribuirne alcune a l’uno, all’altro o a una collaborazione e sarà di grande interesse analizzare i confrondi diretti in mostra e i saggi in catalogo (edito da Skira) anche perché, a complicare ancora, un terzo fratello, Silvestro (nato intorno al 1434, probabilmente morì giovane e presto dimenticato, ma che compare in veste di orafo in alcuni documenti del fratello) è possibile abbia collaborato sempre con Antonio – verso il 1460 – alla serie delle tele con le Fatiche d’Ercole per palazzo Medici (scomparse, ma di cui resta eco in piccolo formato in due tavolette degli Uffizi). Di esclusiva mano di Silvestro solo il disegno – di stile spiccato e personale – conservato agli Uffizi raffigurante San Giovanni Battista e ‘firmato’ in basso: “Saverstro di Jachopo”.
Tutto ciò quale premessa indispensabile per osservare attentamente i ritratti femminili riferibili ad Antonio e Piero con la possibilità, uno accanto all’altro, di verificarne stile e tecnica, magari iniziando con la “dama milanese” e quella conservata a Berlino caratterizzata dalla raffinatissima esecuzione.
Indispensabile supporto saranno gli splendidi dipinti di medio e piccolo formato (oltre alle già citate Fatiche d’Ercole anche Apollo e Dafne – della National Gallery di Londra) per scoprire il differete tratto: vigoroso e carico d’energia in Antonio, mentre quello di Piero è ricco di materia, attento alle sfumature e alle trasparenze e, proprio tali differenze, consentiranno la riapertura di un dibattito mai interrotto sulle attribuzioni della Dama Poldi Pezzoli e degli altri ritratti del gruppo.

Attualmente è in corso una campagna molto approfondita e completa di analisi tecniche non distruttive sulle opere di Antonio e Piero coordinata e diretta dall’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze con la collaborazione dei laboratori di analisi dei musei proprietari delle opere richieste in prestito (National Gallery di Londra, Musei Statali di Berlino, Museo del Louvre, Metropolitan Museum di New York) e verranno eseguite le seguenti analisi: fotografie macro, fotografie a luce radente, spettrometrie in riflettanza del visibile e/o

nel vicino IR (VIS-Rs e NIR-RS), fluorescenza X (EDXRF o XRF), radiografia digitale, riflettografia IR con scanner InGaAs o MCT, infrarosso falso colore (IRC), fluorescenza UV (UVF) e UV riflesso (UVR), profilometria, 3D scan, microscopia ottica in luce visibile e ultravioletta, microscopia elettronica a scansione (di tipo ESEM) con microsonda EDS e microspettrofotometria FTIR, esame morfoanatomico del legno, analisi micro-Raman, Raman mapping, gascromatografia con spettrometria di massa (GC-MS), cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC).

Ci si aspetta quindi che tali risultati delle analisi permettano l’acquisizione di una notevole quantità di dati riguardo i materiali e la tecnica esecutiva utilizzati nelle botteghe artistiche fiorentine del Quattrocento, e in particolare dai due Pollaiolo nelle varie arti e nei diversi periodi della singole attività.
La mostra è curata da Aldo Galli (professore di storia dell’arte moderna, Università degli Studi di Trento) e da Andrea Di Lorenzo (conservatore del Museo Poldi Pezzoli, Milano) e si avvale di un comitato scientifico internazionale.
Didascalie immagini
- Piero del Pollaiolo (?) Ritratto femminile (detto Ritratto di dama)
tavola, 45,5×32,7 cm – Milano, Museo Poldi Pezzoli
(courtesy Skira) - Elaborazione grafica a logo della mostra Le dame del Pollaiolo Una bottega fiorentina del Rinascimento (courtesy Skira)
- Catalogo mostra disponibile da novembre 2014
(edizioni Skira) - Piero del Pollaiolo (?) Ritratto femminile
tavola, 45,5×32,7 cm – Berlino, Gemäldegalerie
(courtesy Skira) - Piero del Pollaiolo Ritratto femminile
tempera su tavola, 48,9×35,2 cm – New York, The Metropolitan Museum of Art Bequest of Edward S. Harkness, 1940
(courtesy Skira) - Piero del Pollaiolo, Ritratto femminile
tavola, 55×34 cm – Firenze, Galleria degli Uffizi
(courtesy Skira)
In copertina:
Elaborazione grafica a logo della mostra Le dame del Pollaiolo Una bottega fiorentina del Rinascimento (courtesy Skira)
Dove e quando
- Date : 07 November, 2014 – 16 February, 2015
- Sito web