A San Giovanni La Punta, presso La Fondazione La Verde La Malfa, sono in mostra due collettive di arte contemporanea nazionale e internazionale, organizzate in collaborazione con la Galleria Michela Rizzo di Venezia.
1 cristina treppo forget me 2009 installazione con legno cera lampadario 130x80x65cm
La Fondazione nasce nel 2000 dall’idea di un’artista innamorata dell’arte, Elena La Verde, che sceglie di fare del luogo in cui abita (una villa sita in un parco naturale) una prestigiosa istituzione culturale, in cui conservare le proprie opere e collezioni.
Oggi il presidente Alfredo la Malfa continua la mission materna inaugurando la sala “Elena La Verde”, dedicata a mostre e concerti, e aprendo permanentemente al pubblico le stanze d’arte dedicate ai temi della memoria e della pace. Le due stanze summenzionate ospitano la mostra permanente attraverso cui si articola il dialogo tra memoria e pace, mentre la collettiva temporanea “Le immagini della memoria” ha luogo in una terza sala ed è dedicata esclusivamente al tema del tempo trascorso.
2 emily joe senza titolo 2011 assemblaggio materiali vari 56x35x8
Le stanze delle esposizioni sono i luoghi del lavoro familiare: “È emersa subito in me la domanda intorno al destino da assegnare a questi spazi. Richiudere tutto nel disperato, quanto inutile, desiderio di bloccare il tempo o rileggere il loro vissuto ed esprimere la domanda più profonda, anche non detta, di loro? Ho scelto la seconda possibilità, pur sapendo che era la scelta più complessa e difficile1, afferma Alfredo La Malfa, che ha scelto di riannodare i fili del suo passato rivisitando attraverso l’arte visiva le attività dei genitori, che rimanevano velate da un’aura di mistero perché nessuno li disturbava mentre erano all’opera.
Adesso però ne serbano il ricordo i lumi di un lampadario a goccia del secondo dopoguerra sui blocchi di gesso e legno di Cristina Treppo in Forget me, assemblaggi di foto d’epoca, carte bollate e macchiate dalle impronte del tempo in Senza titolo di Emily Joe, la superficie bianca percorsa da rilievi e pieghe delicate e malinconiche come il commemorativo grappolo floreale in alto a destra in Untitled di Lawrence Carroll.
Tutte opere di arte povera, che ricordano, rivivono e riassemblano frammenti di vita perduta ricomposti in un sacrario meditato e nostalgico. Sono collocate attorno al tavolo che reca i segni prolifici dell’esercizio creativo di Elena La Verde.
3 lolita timofeeva e quando raggiungero il punto piu alto..
Il percorso espositivo inizia dunque dalla Stanza della memoria, dove gli artisti indagano la dimensione mnemonica per restituire un senso di pacifica riconciliazione interiore, che si esplica nella Stanza della Pace con l’intervento site specific, di pittura e resina, di decorazione e architettura, di Angelo Casciello. Il muro che collegava i due ambienti è stato lacerato per unificarli e l’unione viene sancita dai due calzari di carta di un uomo invisibile che risale i pioli di una scala in legno e fugge via dalla vita in E quando raggiungerò il punto più alto… di Lolita Timofeeva.
Nella nuova stanza la memoria è scivolata via ed è sopraggiunta la pace agognata e legittima, sospesa nella trama dei segni cifrati e leggeri con cui Casciello riveste pavimento, soffitto e pareti; il vano è così “ingrigliato” da ideogrammi dai motivi naturalistici e vagamente cristiani che invitano alla concentrazione, mentre le sue pareti convergono verso una scenografica finestra sul mare.
4 silvano-tessarollo earth 2013 installazione con terra erba e acqua 200x280cm
Le immagini della memoria” comprende opere in cui il passato si fa portatore di inquietudini e disorientamento, ma in cui i ricordi oscuri e dolorosi dell’anima sono valicati da speranze nuove, condensate in dipinti e installazioni che si fanno contenitori di storie intime e criptiche come quelle di Emily Joe o di vissuti precari come le sostanze organiche di terra, foglie e rami che utilizza Silvano Tessarollo componendo installazioni che ricordano i Cretti di Alberto Burri.
Sono così realizzati degli spazi d’arte che per il visitatore possono divenire spunti di un percorso dell’anima e di riflessione individuale sul senso dell’esistenza e sui suoi valori, che invitano ad addentrarsi negli oscuri anfratti del ricordo ma anche a trovare sbocco in un futuro rassicurante e luminoso.
Angelo Casciello, intervento site specific in pittura e resina nella Stanza della Pace, dimensioni ambientali

Didascalie immagini

  1. Cristina Treppo, Forget me, 2009, installazione con legno, cera, lampadario, 130x80x65 cm
  2. Emily Joe, Senza titolo, 2011, assemblaggio materiali vari, 56x35x8 cm
  3. Lolita Timofeeva, E quando raggiungero il punto più alto…, 2014, installazione legno e carta, 220x315x31cm
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  4. Silvano Tessarollo, Earth, 2013, installazione con terra, erba e acqua, 200×280 cm
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  5. Angelo Casciello, intervento site specific in pittura e resina nella Stanza della Pace, dimensioni ambientali
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In copertina:
Angelo Casciello, intervento site specific in pittura e resina nella Stanza della Pace, dimensioni ambientali
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Note

1 Testo critico di Alfredo La Malfa

Dove e quando

Evento: Segni di Memoria e Pace
  • Fino al: – 26 September, 2014
  • Sito web