“Il futuro è in movimento. Ciò che mi aspetta è nella mia anima e nella musica, alla quale mi abbandono come esperienza totale: senza confine.”
Giuni Russo 1
Dieci anni fa, esattamente nella notte tra il 13 e il 14 settembre, Giuni Russo serenamente si arrendeva all’abbraccio del mistero più grande, varcando quella soglia ineludibile che separa questa vita dall’eternità.

Ancora oggi i più distratti associano il suo nome all’intramontabile successo estivo di Un’estate al mare, limite che ignora un percorso artistico ricco e articolato, portato avanti con coraggio tra mille difficoltà e in spregio di più facili convenienze.
Sul lato B del 45 giri di quella popolare canzone il brano Bing bang being si chiude con una dichiarazione d’intenti che rende lampante l’estraneità di Giuni alla volgarità del successo commerciale a tutti i costi, l’avidità non ha mai trovato spazio nella sua scala di valori, una promessa a cui l’artista terrà sempre fede: “Cosa credi, che si ripeta la canzone? Ma il denaro non mi ha, il denaro non mi avrà!”

Classe 1951, spirito libero illuminato da straordinarie doti vocali, determinata, timida e ribelle, fin dalla più giovane età Giuni coltiva la sua vocazione congenita lavorando di nascosto per pagarsi le lezioni di canto, penultima di dieci figli in una famiglia di pescatori palermitana che non avrebbe avuto i mezzi per sostenere il suo sogno.
Nata Giuseppa Romeo, Giusy non si perde d’animo nemmeno dopo la falsa partenza che la vede trionfare col suo vero nome al festival per voci nuove di Castrocaro 1967 e poi subito eliminata a Sanremo 1968, decisa a raggiungere il suo obiettivo sfuggendo il percorso obbligato di ogni brava ragazza del sud: matrimonio, figli e devozione al focolare domestico.

Giuni perseguiva l’espressione artistica e furono necessari più di dieci anni di gavetta per raggiungere un’affermazione professionale.
Determinante fu l’incontro con Maria Antonietta Sisini che le sarà amica, produttrice e alter ego artistico restando al suo fianco per tutta la vita, ma anche quello con Franco Battiato con il quale instaura un rapporto d’affetto e reciproca stima, rarissimo nel mondo dello spettacolo così incline a invidie e gelosie.
Dal loro incontro artistico è nato Energie, quello che Giuni ha definito anche molto tempo dopo l’album che più la rappresenta, e fu l’amico a metterla in contatto con la CGD di Caterina Caselli3 che la mise sotto contratto.

Sono gli anni del delirio collettivo e dei bagni di folla ai suoi concerti, in cui la continua ricerca artistica di Giuni è frustrata dalla gabbia dorata che i successi estivi di massa le hanno eretto attorno.
Una crescente insoddisfazione e le pressioni dei discografici portarono le due parti allo scioglimento anticipato del contratto, comunque ampiamente onorato dai favolosi guadagni che i suoi dischi avevano prodotto.
Nel dare all’artista la liberatoria che la sollevava da ogni impegno, la casa discografica palesa un’ostilità incomprensibile nei suoi confronti, che si concretizza di fatto in un ostracismo verso l’artista da parte di (praticamente) tutta l’industria discografica italiana, protratto poi per molti anni a seguire.4

Fu un periodo difficile. Poi una piccola etichetta indipendente romana estranea ai giochi di potere milanesi permise un ritorno al successo con l’ironica Alghero, ma ci vollero altri sette anni e la complicità dell’amico Battiato per tornare a sperimentazioni più ardite.
Nel 1988 con A casa di Ida Rubinstein5 Giuni realizza un’opera di contaminazione all’avanguardia, incide arie da camera del patrimonio ottocentesco6 riadattate al gusto contemporaneo con sonorità pop e jazz, un salto nel buio su terreni inesplorati in cui il pubblico più affezionato la seguirà comunque.
Riferendosi alla condotta di Caterina Caselli l’artista siciliana ebbe a dichiarare: “A fil di logica, dovrei odiarla. Invece oggi so che devo ringraziarla, perché è stato il dolore che lei mi ha procurato a spingermi sulla strada della ricerca interiore.”7

Ricerca interiore e indagine spirituale scaturite dalla scoperta di Santa Teresa d’Avila, della sua vicenda umana e dell’ordine carmelitano, che si rifletteranno su tutta la produzione artistica successiva con risultati sublimi.
Brani esoterici capaci di parlare citando fonti del misticismo non solo cattolico ma anche orientale, arabo e sufi, rintracciabili in titoli come Sakura, La sposa, Oceano d’amore, La sua figura, Niente senza di te, Moro perché non moro, Vieni e molti altri ancora.
Nel 2003 Giuni torna con successo a Sanremo cantando Morirò d’amore ma la sua salute è già gravemente compromessa e non ci sono più speranze di guarigione, la testa rasata decorata con arabeschi dipinti d’hennè è il segno di pesanti cure chemioterapiche.

La preghiera, la meditazione e la cura interiore sono di supporto per prepararsi all’ultima prova terrena, Giuni è serena davanti a ‘sorella morte’ e lavora alla realizzazione della colonna sonora per il film muto Napoli che canta8, un omaggio alle canzoni che sua madre Rosa le cantava da bambina.
Colpita da film come Lanterne rosse di Zhang Yimou e Addio mia concubina di Chen Kaige, l’artista avrebbe voluto lanciarsi in nuove contaminazioni sperimentali con la musica tradizionale cinese, ma il tempo di questo suo transito terrestre stava giungendo rapidamente al termine.
Oggi l’associazione Giuni Russo Arte ne tiene viva la memoria pubblicando materiali rimasti inediti, per l’incapacità della discografia italiana di apprezzare ciò che non era facilmente incasellabile in cliché convenzionali. Giuni è ancora con noi viva e presente!

Alcune proposte d’ascolto per neofiti [cliccare sul titolo azzurro per aprire il link] :
- L’addio
(D.Martino/F.Battiato/G.Pio) Dall’album Energie (1981) un esempio delle magica potenza di una voce unica, un brano struggente capace di evocare un mondo perduto e la sua atmosfera. Capolavoro. - Mediterranea
(G.Russo/M.A.Sisini) Dall’album omonimo del 1984, scritta sull’onda di un ricordo d’infanzia citando la Bohème di Giacomo Puccini, di questo brano Giuni amava dire alla maniera di Flaubert: “Mediterranea sono io!” - Le contrade di Madrid
(G.Russo/B.Tripoli/M.A.Sisini) Dall’album Mediterranea (1984), scritta con l’inseparabile Maria Antonietta Sisini e l’amico truccatore Beppe Tripoli, forse per l’uso della coniugazione passata nell’incipit sembra richiamare nostalgie lontane. - Diva divina
(G.Romoli/G.Russo/M.A.Sisini) Firmato con Gianni Romoli, futuro sceneggiatore di film importanti come Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek, questo brano è stato creato nel 1986 per la sigla di coda del programma tv Cinema! di Francesco Bortolini e Claudio Masenza, ma edito su cd solo nel 2003 in Demo de midi.
Nel titolo dell’album Giuni, già consapevole della malattia incurabile, gioca col modo di dire francese ‘le demon de midi’ [il demone di mezzogiorno] che definisce una certa smania di vivere della senilità.
Il video è qui introdotto da un frammento del brano Morirò d’amore (G.Russo/M.A.Sisini/V.Magelli). - Gabbiano
(G.Russo/R.Binosi) Pubblicato insieme a Fonti mobili in un cd singolo del 1997, doveva rappresentare l’anteprima dell’album Gelsomini d’Arabia che non vide mai la luce per l’inconsistenza delle promesse del discografico di turno. Un invito a emanciparsi dal dolore osservandone con distacco la fonte, inconsistente se vista alla luce di uno sguardo interiore. - O vos omnes
(G.Russo/M.A.Sisini) Pubblicato in versione dal vivo nell’album Morirò d’amore (2003), quasi una preghiera a esprimere il bisogno che talvolta ha il dolore di uscire dal silenzio per essere condiviso, o almeno esposto alla vista dell’altro. Radice del brano è il riferimento alla Pietà con il corpo di Gesù tra le braccia di Maria. - Moro perché non moro
(G.Russo/M.A.Sisini) Dopo innumerevoli tentativi andati a vuoto, finalmente, come una fonte che sgorga all’improvviso Giuni riesce a mettere in musica i versi dell’amata Santa Teresa d’Avila, dalla poesia Desiderio del cielo, che troveranno adesione totale col suo destino terreno. - La sposa
(G.Russo/D.Tortorella/M.A.Sisini) Dall’Antico Testamento, dal libro chiamato Eclesiastico o Siracide, un brano liberamente tratto dal testo originale intitolato Elogio della Sapienza. - Vieni
(G.Russo/M.A.Sisini) Dopo aver letto le poesie del mistico sufi Jalâl ad-Dîn Rûmî, fondatore dell’ordine dei Dervisci rotanti, Giuni mette in musica le parole scolpite sopra l’ingresso del mausoleo che accoglie le spoglie mortali del Maestro [Mevlana] a Konya in Turchia. - La sua figura
(G.Russo/M.A.Sisini) Ispirato a San Giovanni della Croce, poeta e collaboratore di Santa Teresa d’Avila nella riforma dell’ordine carmelitano, come il testo originale il brano cita il biblico Cantico dei cantici nella frase “mettimi come segno sul tuo cuore”. - Strade parallele
(G.Russo/M.A.Sisini) Per la prima volta Giuni affronta nel canto la sua lingua madre, il siciliano, in duetto con l’amico e conterraneo Franco Battiato, un testo bellissimo che si addice alle personalità di entrambi e trasmette l’arsura e il torpore pomeridiano dell’assolata terra di Sicilia. - Oceano d’amore
(G.Russo/M.A.Sisini) Pubblicato nell’album Se fossi più simpatica sarei meno antipatica (1994), una visione poetica dell’esoterico percorso esistenziale interiore, verso quell’assoluto a cui tutti alla fine saremo chiamati a ricongiungerci. - Giuni Russo sulla bellissima copertina del volume sulla sua biografia
[particolare] - Giuni Russo ‘incanta’ Leonardo Sciascia cantando dal vivo un frammento del brano L’addio nel programma tv Blitz di Gianni Minà (1983)
- Giusy Romeo canta L’onda al Cantagiro (28 giugno 1968) / Junie Russo ospite di Nino Castelnuovo nel programma tv Se… (25 gennaio 1976) / Copertina dell’album Love is a woman
- Giuni Russo e Franco Battiato in duetto dal vivo / Copertina dell’album Energie / Giuni Russo nel videoclip di Una vipera sarò (1981)
- Giuni Russo ospite di Raffaella Carrà nel programma tv Pronto… Raffaella? (27 ottobre 1983) / Copertine: il 45 giri Un’estate al mare, i 33 giri Vox e Album
- Il 45 giri Alghero / Giuni Russo canta Me voglio fa ‘na casa di Gaetano Donizetti / Giuni Russo canta A mezzanotte di Gaetano Donizetti nel programma tv Improvvisando (21 settembre 1989) / Copertina del cd A casa di Ida Rubinstein
- Sanremo 2003, Giuni con la testa calva ornata da arabeschi propone il brano Morirò d’amore e riceve un bacio da Pippo Baudo come pubblica dimostrazione d’affetto
- Giuni Russo in una delle sue ultime apparizioni televisive ([fonte])
- Tante Giuni diverse per una voce Unica

Didascalie immagini
In copertina:
Giuni Russo – da un’estate al mare al carmelo,
particolare della copertina del volume rielaborazione grafica Andrea Mancaniello
(© foto Istanbul, Turchia e Batalha, Portogallo di Andrea Mancaniello)
NOTE
1 Dal programma della manifestazione La Musica dei Cieli a cui Giuni Russo prese parte nell’edizione 1999 con un concerto dal titolo Las Moradas – Il sacro nelle dimore della musica e della poesia, replicato tre volte: a Monza, a Trezzo sull’Adda e a Milano nella basilica di San Lorenzo Maggiore.
2 Lo stridio dei gabbiani sul finale di Un’estate al mare è un esempio della straordinaria estensione vocale di Giuni, molti all’epoca credettero a un ‘trucco’ ottenuto in studio forse depistati dalla frase nel testo “…per regalo voglio un harmonizer con quel trucco che mi sdoppia la voce…”.
Spesso la cantante ospite in tv o alla radio fu messa in imbarazzo dalla richiesta di una ‘prova’ in diretta.
3 La CDG apparteneva alla famiglia Sugar e Caterina Caselli, moglie di Piero Sugar, dopo il ritiro dalle scene si era ritagliata un ruolo operativo all’interno della casa discografica che propose a Giuni Russo un contratto di cinque anni che è un eufemismo definire vessatorio. Tale contratto è integralmente pubblicato e quindi consultabile da chiunque alla pagina 267 e successive del volume Giuni Russo – da un’estate al mare al carmelo (2009) di Bianca Pitzorno edito da Bompiani.
4 Come ogni manager che si rispetti impegnato a perseguire il profitto per l’azienda, Caterina Caselli ha sempre inteso il riscontro economico come unica unità di misura del successo, perciò per sua stessa (tardiva) ammissione non è mai stata in grado di capire la ricerca artistica di Giuni.
Quando il contratto con la CGD fu sciolto il marito della signora Caselli oltre che proprietario della casa discografica era anche presidente dell’AFI, l’associazione di tutti i discografici italiani, perciò l’influenza diretta che poteva avere sull’industria del settore è l’unica plausibile spiegazione del muro che si trovò davanti l’artista siciliana; alla notizia che la voce di Giuni Russo era di nuovo libera e su piazza alcune etichette si fecero avanti con un’immediata proposta, tirandosi poi indietro solo pochi giorni dopo senza fornire alcun motivo a sostegno del ripensamento.
5 Ida Rubistein era una ballerina russa trasferita in Francia, vivace animatrice di un salotto intorno al quale si riunì il meglio dell’ambiente culturale della Belle Epoque parigina. Bella e emancipata, incurante dello scandalo fu una Salomé senza veli nel dramma di Oscar Wilde. Grazie al patrimonio di famiglia commissionò e finanziò opere da interpretare, fu un San Sebastiano al femminile scritto per lei da Gabriele D’Annunzio e musicato da Claude Debussy. Al suo mecenatismo si deve anche il Bolero di Maurice Ravel.
L’idea d’intitolare l’album con arie di Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti e Giuseppe Verdi alla figura di una donna così anticonvenzionale è felice intuizione di Franco Battiato, produttore del disco.
6 Spesso relegate in un secondo piano perché ritenute espressione musicale minore rispetto all’opera lirica, le arie da camera si possono di fatto considerare le ‘prime canzonette’ nella storia della musica italiana, eseguite nei salotti anziché in teatro con l’accompagnamento del solo pianoforte.
7 Dalla biografia Giuni Russo – da un’estate al mare al carmelo (2009) di Bianca Pitzorno, pagina 152.
A conferma che quelle di Giuni non erano solo parole, quando la famiglia Sugar si trovò in gravi difficoltà e fu costretta a cedere la CGD all’americana Warner Music, la cantante ricontattò Caterina Caselli offrendole la sua disinteressata amicizia e la sua compagnia.
8 Napoli che canta (1928) di Roberto Roberti, padre di Sergio Leone, è un film muto italiano ritrovato in California che si credeva perduto per sempre; racconta con struggente malinconia il dramma degli emigranti costretti a partire per cercare oltre oceano una vita migliore, perciò fu nascosto alla censura fascista che non avrebbe gradito tale rappresentazione disdicevole per l’italico orgoglio.
Giuni Russo ha creato una suite con i brani citati nelle didascalie sullo schermo più altri scelti da lei e dopo averla incisa in studio l’ha eseguita dal vivo alla prima del film, al Festival del Cinema Muto di Pordenone il 18 ottobre 2003.
DISCOGRAFIA
Come Giusy Romeo:
1968
No amore / Amerai (45 giri, Columbia)
L’onda / Lui e lei (45 giri, Colombia)
Fumo negli occhi / I primi minuti (45 giri, Colombia)
Come Junie Russo:
1975
In trappola / Lui nell’anima (45 giri, Ghibli)
Milk of paradise / I’ve drunk in my dream (45 giri, Basf)
Everything is gonna be alright / Vodka (45 giri, Basf)
Love is a woman (33 giri, Basf) include:
Love is a woman / Milk of paradise / Carol / Suddenly I’m alone / Acting the part / Give me one reason / I’ve drunk in my dream / If you really wanna say goodbye / Vodka
1976
Mai / Cosa mi succede adesso (45 giri, Durium)
Come Giuni Russo:
1978
Soli noi / La chiave (45 giri, Elektra)
1981
Energie (33 giri, Cgd) include:
Lettera al governatore della Libia / Il sole di Austerlitz / Crisi metropolitana / Atmosfera / L’addio / Una vipera sarò / Tappeto volante / L’attesa
1982
Un’estate al mare / Bing bang being (45 giri, Cgd)
Good good-bye / Post Moderno (45 giri, Cgd)
1983
Vox (33 giri, Cgd) include:
Abbronzata dai miraggi / Buenos Aires / L’oracolo di Delfi / Post-Moderno / Oltre il muro / Sere d’agosto / Le grandi colpe / Good good-bye
1984
Mediterranea (33 giri, Cgd) include:
Mediterranea / Limonata cha cha / Aprite le finestre / Demenzial song / Una sera molto strana / Le contrade di Madrid / Babilonia / Ciao / Champs Elysées / Keiko
Mediterranea / Limonata cha cha (45 giri, Cgd)
1986
Giuni (33 giri, Bubble Records) include:
Alghero / I ragazzi del sole / Piove piove / Sogno d’oriente / Occhiali colorati / Con te / Glamour / Europa / Illusione
Alghero / Occhiali colorati (45 giri, Bubble Records)
1987
Album (33 giri, Bubble Records) include:
Adrenalina [con Rettore] / Ragazzi al luna park / Anima pagana / Alla luna / Mango papaja / I giardini di Eros / Inverno a Sarajevo / Venere ciprea / Il canto dei lillà
Ragazzi al luna park / Mango papaja (45 giri, Bubble Records)
Adrenalina Disco Mix (33 giri singolo, Bubble Records)
1988
A casa di Ida Rubinstein (cd, L’Ottava) include:
A mezzanotte / Malinconia / Le crepuscule / La zingara / Fenesta che lucive / Vanne, o rosa fortunata / Nell’orror di notte oscura / Me voglio fa ‘na casa
1990
Le più belle canzoni di Giuni Russo (cd, Warner) include:
Un’estate al mare / Good good-bye / Una vipera sarò / Atmosfera / Lettera al governatore della Libia / L’addio / Il sole di Austerlitz / L’attesa / Mediterranea / Limonata cha cha / Sere d’agosto / Post-Moderno / Abbronzate dai miraggi / Una sera molto strana / Le contrade di Madrid / Oltre il muro
1992
Amala (cd, Warner) include:
Amala / Una vipera sarò / Tappeto volante / Crisi metropolitana / Lettera al governatore della Libia / Atmosfera / Good good-bye / Bing bang being / Alla spiaggia dell’amore / Un’estate al mare / Sere d’agosto / Buenos Aires / Le contrade di Madrid / L’oracolo di Delfi / Mediterranea / Keiko
1994
Se fossi più simpatica sarei meno antipatica (cd, Emi) include:
Se fossi più simpatica sarei meno antipatica / Niente senza di te / Il vento folle / Dio in esilio / La sua figura / Strade parallele [con Franco Battiato] / Onde leggere / Oceano d’amore / La sposa
1997
Gabbiano / Fonti mobili (cd singolo, Nar)
1998
Voce prigioniera live (cd, Nar) include esecuzioni dal vivo in concerto:
La zingara / Le crepuscule / A mezzanotte / Fenesta che lucive / Vanne, o rosa fortunata / Me voglio fa ‘na casa / Lettera al governatore della Libia / L’addio / Il sole di Austerlitz / Mediterranea / Il re del mondo / Nomadi / La sua figura / Sere d’agosto / Post-Moderno
2000
Un’estate al mare remix 2000 (cd singolo, Hitland) include: Space mix / Dub version / Club mix
2003
Signorina Romeo live (cd, Sony Music) include esecuzioni dal vivo in concerto:
J’entends siffler le train [con Franco Battiato] / La sua figura / Un’anima tra le mani / Il Carmelo di Echt / Sakura / Ciao amore ciao / La Sposa / Vieni / Io nulla / Il re del mondo / Nomadi / Nada te turbe / O vos omnes / Adeste fideles
Morirò d’amore (cd, Sony Music) include i primi quattro brani in studio e gli altri dal vivo in concerto:
Morirò d’amore / Una rosa è una rosa / Moro perché non moro / Amore intenso / J’entends siffler le train [con Franco Battiato] / La sua figura / Un’anima fra le mani / Il Carmelo di Echt / Sakura / Ciao amore ciao / La sposa / Vieni / Io nulla / Il sole di Austerlitz / O vos omnes
Morirò d’amore / Il re del mondo (cd singolo, Sony Music)
Demo de midi (cd, Sony Music) include:
Mezzogiorno / La donna è mobile / Suggestione mentale / Una la verità / Mezzanotte al sole / L’abisso del sesso / Io non so amare / Vieni / La sua figura / La sposa / Senza ragione / Diva divina / Amore speciale / Notturno dall’Italia
2004
Napoli che canta (cd/dvd, Sony Music) include:
Torna a Surriento / Marechiare / Serenatella a mare / A’ cchiù bella / A’ cchiù bella [versione dei fratelli Giuseppa e Natale Romeo per tenero divertimento] / Suite “Napoli che canta” [accompagnamento musicale dell’omonimo film che rapsodia insieme i brani: Tu ca nun chagne, Torna a Surriento, Città gialla, Ndringhete ndrà, O vos omnes, Allegretto napoletano, Funiculì funiculà, O sole mio, Me voglio fa ‘na casa, Sotto ‘e ccancelle, Serenatella a mare, Fenesta che lucive, Marechiare, A’ cchiù bella, Tema della neve e Santa Lucia luntana]
2006
Unusual (cd/dvd, Radiofandango) include duetti virtuali postumi più il brano del 1994 con Battiato e un inedito in cd:
Morirò d’amore [con Toni Childs] / Una vipera sarò [con Caparezza] / La sua figura [con Franco Battiato] / Moro perché non moro [con Lene Lovich] / Love is a woman [con Elena Vittoria] / Strade parallele [con Franco Battiato] / La sposa [con il coro delle Carmelitane scalze] / Illusione [con Vladimir Luxuria] / Adrenalina [con Mab] / American man / Un’estate al mare [con Megahertz]
2007
The complete Giuni (triplo cd antologico, Radiofandango) include:
Morirò d’amore / La sua figura – remix 2007 / Una rosa è una rosa / Amore intenso / Mezzogiorno / Se fossi più simpatica sarei meno antipatica / Nada te turbe / O vos omnes / Io nulla / Vieni / Oceano d’amore / La sposa – remix 2007 / Moro perché non moro – nuovo remix 2007 / Il vento folle / Gabbiano / A’ cchiù bella / Strade parallele [con Franco Battiato] / Diva divina / Mediterranea / Limonata cha cha / Le contrade di Madrid / Alghero / Babilonia / Amore speciale / Malinconia / Il Carmelo di Echt – versione in studio 1990 / I ragazzi del sole / Illusione – remix 2007 / La zingara / Demential song / Alla spiaggia dell’amore / Una la verità / Adrenalina – remix 2007 / Una vipera sarò – versione 2007 / Un’estate al mare / L’addio / Good good-bye – versione 1997 / Crisi metropolitana / Lettera al governatore della Libia / Buenos Aires / Sere d’agosto / Atmosfera / Il sole di Austerlitz – dal vivo 2003 / Soli noi / American man / Love is a woman – versione 2006 / Milk of paradise / Fumo negli occhi (Smoke gets in your eyes) / No amore
2008
Cercati in me (cd, Edel) include:
Cercati in me / La settima stanza / Amore intenso – remix 2008 / Oceano d’amore – remix 2008 / Invocazione / Ave Maria / Ninna nanna / Adeste fideles / Fogh in nakhal / Sakura / Nada te turbe
2012
Para siempre (cd/dvd, Self) include:
Para siempre / My way / Il nostro concerto / New York New York / People / Yesterday / Cry / Un’anima fra le mani / Io che amo solo te / Johnny Guitar / Everything is gonna be alright
2013
Unica (cd, Edel) include i brani degli esordi del periodo 1968/1978:
Soli noi / La chiave / Mai / Che mi succede adesso / In trappola / Lui nell’anima (Would you believe) / I primi minuti (I say a little prayer) / Fumo negli occhi (Smoke gets in your eyes) / No amore / Amerai / L’onda / Lui e lei
– Volutamente è escluso dalla discografia il cd Irradiazioni (2003) perché il titolo non concordato era così sgradito a Giuni da spingerla a un pubblico ripudio, che non rinnegava tuttavia la buona qualità artistica dei brani: unico inedito è Voce che grida, affiancato da Gabbiano e Fonti mobili fino ad allora pubblicati solo in un singolo e da nuove registrazioni di altri sette brani tra i successi più noti.
Si trovano poi in giro altre edizioni apocrife che confondono le idee, come il cd Onde leggere (1996) pubblicato dalla Tring Srl che non è altro che una ristampa di Se fossi più simpatica sarei meno antipatica senza la canzone che dà il titolo all’album, sostituita da versioni disco di Un’estate al mare e Limonata cha cha.