L’occasione di conoscere iniziative davvero interessanti e insolite può capitare ovunque e questa volta è Lecco che attira l’attenzione perché i due comuni riuniti di Lecco e Morterone, con l’appoggio dell’Associazione Amici del Morterone, hanno allestito la mostra “Morterone: una soglia poetica. Natura Arte Poesia”.
L’iniziativa di base che ha fatto diventare un museo d’arte a cielo aperto il piccolo comune di Morterone, sistemato ai piedi del versante orientale del caratteristico monte Resegone, è stata pensata e poi varata nel 1986 da Carlo Invernizzi il quale ha voluto rendere omaggio alla concezione poetica della Natura Naturalis che “vede nell’operare degli umani un’azione di conoscenza e non un’alterità operativa prevaricante”.
Si è costituita così l’Associazione Culturale Amici del Morterone con l’obiettivo di organizzare mostre d’arte contemporanea site specific e di allestire in questa maniera un museo godibile da tutti i frequentatori di quella pendice del Resegone che fa parte del comune.
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Le opere di pittura e di scultura sistemate un po’ ovunque sono ormai diventate più di trenta (ma aumenteranno sicuramente) e sono state realizzate da artisti italiani ed europei per abbellire il territorio dando un maggior valore alla poesia che da esso si sprigiona per la sua peculiare incontaminatezza quindi nel più assoluto rispetto del paesaggio stesso donando alla comunità la possibilità di ritrovare le proprie genuine radici.
A questo punto è stato deciso di fare questa mostra per fare conoscere meglio gli autori di tutte queste opere e la curatrice Francesca Pola ne scrive così: “Gli interventi che decine di artisti hanno qui realizzato, rappresentativi di un’eccellenza creativa italiana e  internazionale, si pongono come ipotesi e possibilità concrete di un fare dell’uomo che non sia prevaricatore o estraneo rispetto alla natura, più o meno antropizzata, ma in un dialogo con essa in grado di fornire inedite e significative direttrici interpretative a tutti coloro che la abitano e percorrono. … Morterone è in quest’ottica luogo privilegiato, della geografia e della mente … permettendo il libero dispiegarsi di una creatività tesa all’affermazione di una fondamentale identità tra uomo e natura, tra fare antropico e divenire dell’universo vivente”.
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La mostra, con lo scopo di fare cogliere come  l’arte ci aiuti a comprendere il nostro essere nel mondo, è aperta a Lecco sino al 4 novembre nel Palazzo delle Paure (nome affibbiatogli perché sino al 1964 è stato sede dell’Intendenza di Finanza), costruito nel 1905 in stile eclettico neomedioevale, è suddivisa in varie sezioni una delle quali è dedicata a Carlo Invernizzi e alla sua concezione scientifico-filosofica della poetica Natura Naturans inoltre ci sono alcuni libri da lui realizzati con gli artisti stessi.
E’ esposto anche parte del materiale riguardante il manifesto “Tromboloide e disquarciata. Natura Naturans”, redatto dal poeta insieme agli artisti Gianni Asdrubali, Bruno Querci, Nelio Sonego e ci sono anche alcuni modelli e immagini fotografiche delle opere sempre presenti sul territorio morteronese.
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Sono esposte anche molte fotografie di Maria Mulas dal titolo Ri-tratti relative ad alcuni protagonisti che hanno lavorato lì oltre alle immagini del fotografo Luigi Erba dal titolo Frasnida.
Un’altra sezione molto interessante approfondisce le attività svolte per il recupero della memoria storico-culturale di Morterone, con l’esposizione dei progetti-visione e sculture dell’artista Rudi Wach per il recupero della locale Chiesa Santa Maria Assunta.
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Infine ecco una piccola curiosità: chiedersi da dove salta fuori il nome di questa cittadina lombarda è quasi un gioco e scoprire che le teorie sono molte ma la più accreditata è quella che racconta come siano stati i Celti (invasori insieme ai Galli di questo territorio poco prima del 1000 a.C.) i quali per dire lago dicevano Lech o Loch e da qui a Lecco il passo è breve. Le altre teorie sono abbastanza leggendarie come quella che fa risalire il nome al greco leukos (bianco) per ricordare le bellissime rocce bianche che si trovano lì oppure dal latino lucus (bosco) o lacus (lago).
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Naturalmente ci sono tante altre cose da vedere, anzi da ammirare come sempre in ogni posto d’Italia ma credo sia meglio lasciare che ognuno si organizzi seguendo i propri desideri.

Didascalie immagini

  1. Francesco Candeloro Ricostruzione!? 2010
    Taglio laser su plexiglas e pietra 160x680x510 cm
    (Courtesy Associazione Culturale Amici di Morterone Foto Bruno Bani)
  2. sx: David Tremlett Disegno per le montagne 2010 Pastello 480×480 cm – dx: Grazia Varisco Duetto – Tensioni sfasate 1989 Acciaio corten 300x100x100 cm (Courtesy Associazione Culturale Amici di Morterone Foto Bruno Bani)
  3. Gianni Colombo Architettura cacogoniometrica 1988
    PVC 400x800x500 cm
    (Courtesy Associazione Culturale Amici di Morterone Foto Bruno Bani)
  4. Una sala della mostra ‘Morterone: una soglia poetica. Natura Arte e Poesia’ (Courtesy Associazione Culturale Amici di Morterone Foto Bruno Bani)
  5. Mauro Staccioli Tondi – Morterone 2010
    Ferrocemento 300x2700x50 cm
    (Courtesy Associazione Culturale Amici di Morterone Foto Bruno Bani)

In copertina:
Particolare di una sala della mostra ‘Morterone: una soglia poetica. Natura Arte e Poesia’ (Courtesy Associazione Culturale Amici di Morterone Foto Bruno Bani)

  • Volume a cura di Epicarmo Invernizzi e Francesca Pola
  • Saggio di Francesca Pola
  • Contributi di Massimo Donà, Paola Fenini, Daria Ghirardini, Chiara Mari e Antonella Soldaini
  • Testi di Giovanni Maria Accame, Giorgio Bonomi, Elisabeth Bozzi, Claudio Cerritelli, Lorenzo Mango,
  • Enrico Mascelloni, Mauro Panzera, Francesco Tedeschi, Elmar Zorn ed altri autori

Dove e quando

Evento: Morterone: una soglia poetica. Natura Arte e Poesia
  • Fino al: – 04 November, 2014