Amsterdam, al numero 4 sulla Jodenbreestraat [la via dei giudei] si trova l’abitazione dove Rembrandt Harmenszoon van Rijn visse e lavorò tra il 1639 e il 1658. Oggi ricostruita con arredi dell’epoca è sede del museo Rembrandthuis.
1 rembrandthuis foto andrea mancanielloIl grande Maestro fiammingo vi si trasferì con la moglie Saskia van Uylenburgh nel periodo di massimo successo per la sua carriera artistica, quando grazie a importanti commesse della corte reale poté stipulare un mutuo e acquistare l’immobile per la cifra astronomica per l’epoca di 13.000 fiorini.
Situata nel cuore dell’allora quartiere ebraico, il pittore vi lavorò dando scandalo per l’impiego dei vicini ebrei come modelli nella rappresentazione di scene dell’Antico Testamento.

Strutturata su tre piani l’abitazione accoglie le stanze che erano dedicate alla vita privata come cucina e camere da letto, dove si possono vedere i letti inseriti dentro gli armadi per proteggersi dal freddo invernale.
E’ curioso notare quanto possano risultare piccoli quei giacigli rispetto alle proporzioni attuali raggiunte dall’uomo moderno, non tanto per la bassa statura delle persone dell’epoca ma soprattutto per la convinzione, allora diffusa e su cui oggi vien da sorridere, che dormire completamente sdraiati provochi problemi circolatori che possono portare irrimediabilmente alla morte.
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Forse più interessanti da un punto di vista scientifico gli ambienti prettamente adibiti all’attività artistica: la stanza che raccoglie oggetti esotici come un armadillo imbalsamato, il laboratorio attrezzato di un torchio per la stampa di incisioni e la grande sala all’ultimo piano dove operavano i numerosi allievi del pittore.
Oggi il museo espone una serie di tele attribuite alla ‘bottega’ del Maestro ma soprattutto conserva un gran numero di stampe prodotte e firmate da Rembrandt, bellissime e sorprendenti per la minuzia con cui sono state realizzate anche in piccolissime dimensioni.
L’originale Autoritratto a bocca aperta del 1630 che ci consegna l’idea di un temperamento incline all’ironia, diventato il logo del museo stesso, ad esempio misura appena 51 x 46 millimetri.
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In questa casa nacque Titus nel 1641, quarto figlio di Rembrandt ma primo e unico a raggiungere l’età adulta, e fu teatro anche di eventi drammatici come la morte dell’amata Saskia, presumibilmente causata da tubercolosi, che lasciò il marito disperato con il piccolo di appena un anno.
In seguito Rembrandt ebbe un altro legame importante con Hendrickje Stoffels, di vent’anni più giovane di lui che gli rimase sempre a fianco, anche quando i creditori lo portarono alla bancarotta e la sua casa con tutto ciò che conteneva fu messa all’asta.
Oggi l’inventario delle proprietà confiscate e vendute all’incanto rappresenta una fonte importante di studio, l’elenco dettagliato di ogni oggetto è stato fondamentale per ricostruire gli ambienti della casa.
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Anche La ronda di notte (1642), una delle opere più famose di Rembrandt, fu dipinta quando viveva nella casa sulla Jodenbreestraat; il grande olio su tela è oggi esposto al Rijsk Museum non molto distante da lì e merita perciò una visita; insieme alle altre meraviglie che il grande museo può vantare, di Jan Vermeer e Vincent van Gogh tra gli altri, è uno dei principali motivi d’attrazione.
In origine l’opera era il ritratto della Compagnia degli Archibugieri della milizia cittadina di Amsterdam, nota come La compagnia del Capitano Frans Banning Cocq, ma in epoca successiva l’ingiallimento delle vernici protettive e l’accumulo della polvere del tempo fecero erroneamente pensare a un’ambientazione notturna, da ciò il conio del titolo con cui oggi è conosciuta: La ronda di notte.
Purtroppo per essere adeguata a una nuova collocazione in epoca successiva la tela fu mutilata sia a destra che a sinistra di un metro e mezzo, così quella che possiamo ammirare oggi è comunque un’opera incompleta e parziale.
5 rembrandt la ronda di notte
Chissà se davvero la mutilazione subita dal quadro fu così casuale, frutto soltanto di sconsiderate esigenze logistiche o un vero e proprio atto di disprezzo volontario?
Il dubbio l’ha instillato Peter Greenaway, regista e artista poliedrico, che nel 2007 ha dedicato un intero film alla genesi di questa tela di Rembrandt, quel Nightwatching irrimediabilmente inedito in Italia che getta ombre sinistre sull’opera e sugli intenti della rappresentazione pittorica che animavano l’autore.
Campione di intrighi e complotti, provati o presunti, il provocatorio regista britannico mette in scena tutti i personaggi rappresentati sulla tela suggerendo l’intento del pittore di smascherare bassezze e peccati inconfessabili di cui sono intrisi questi uomini in divisa.
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Tra segrete relazioni omosessuali e occultate figlie illegittime, abusi sulle piccole ospiti di un orfanatrofio e truffe finanziarie ai danni di assicurazioni, La ronda di notte sarebbe un atto d’accusa verso il capitano Frans Banning Cocq e i suoi complici per l’omicidio del capitano Hasselburg suo predecessore al comando del reparto archibugieri della milizia di Amsterdam e committente originale del quadro.
Dietro la testa del capitano Banning Cocq, parzialmente mascherato dal piumaggio sul cappello del suo vice e amante Willem van Ruytenburgh, è ben visibile lo sparo fatale e la mano che deviando la canna del fucile ha causato l’assassinio.
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Con i moschetti impugnati goffamente al contrario dai soldati ritratti l’opera diventa parodia caricaturale anziché celebrazione marziale, tesa a mettere in ridicolo ufficiali che avrebbero dovuto rappresentare un’autorità morale oltre che civica per la natura collettiva del loro servizio alla comunità.
La presenza dell’autoritratto al centro de La ronda di notte
Indagine storica o ludica speculazione? Certo il temperamento incline alla burla di Rembrandt è palese al centro del quadro con il suo occhio destro e una porzione di cappello che spuntano dietro la spalla dell’ufficiale Jean Egremont, come verosimilmente poteva accadere vista la bassa statura del pittore, molto simili al già citato autoritratto inciso nel 1630 oggi logo della casa museo a lui dedicata.

Didascalie immagini

  1. Casa Rembrandt al numero 4 della Jodenbreestraat, Amsterdam (© foto Andrea Mancaniello)
  2. Le stanze private con il letto nell’armadio e la stretta scala a chiocciola (© foto Andrea Mancaniello)
  3. Rembrandt Harmenszoon van Rijn, Autoritratto a bocca aperta, 1630, acquaforte, Amsterdam Rembrandthuis (© foto Andrea Mancaniello)
  4. Lo studio e la stamperia di casa Rembrandt con alcuni particolari (© foto Andrea Mancaniello)
  5. Rembrandt Harmenszoon van Rijn, La ronda di notte, 1642, olio su tela, 363 x 437 cm, Amsterdam, Rijsk Museum (fonte)
  6. Collocazione de La ronda di notte al Rijsk Museum di Amsterdam (© foto Andrea Mancaniello)
  7. Particolare da La ronda di notte con lo sparo dell’omicidio nascosto dietro il cappello di Willem van Ruytenburgh (© foto Andrea Mancaniello)
  8. La presenza dell’autoritratto al centro de La ronda di notte (© foto Andrea Mancaniello)

In copertina:
Rembrandt Harmenszoon van Rijn, La ronda di notte, 1642, olio su tela, 363 x 437 cm, Amsterdam, Rijsk Museum
[particolare]
(fonte)

Dove e quando