Il tempo coi mutamenti che porta alla vita nel suo scorrere inesorabile è sempre stato tema portante nel Cinema di Richard Linklater, elemento centrale fin dal suo film d’esordio Slacker (1991), esperimento narrativo che seguiva un centinaio di personaggi in un arco temporale limitato di ventiquattr’ore.

Anche nella trilogia ‘Before’ costituita da Prima dell’alba (1995), Prima del tramonto (2004) e Before midnight (2013), probabilmente i suoi titoli più noti,  il chronos ha un’importanza determinante con la narrazione che torna a visitare gli stessi personaggi a distanza di nove anni tra un episodio e l’altro, raccontando tre diverse fasi della vita dall’adolescenza alla maturità tra crescita e disillusioni.
Naturale perciò che un progetto rivoluzionario come Boyhood rappresenti per certi versi un punto d’arrivo quasi automatico del suo percorso artistico ed espressivo.

Realizzato nell’arco di dodici anni dal 2002 al 2014 girando solo per qualche giorno ogni anno, Boyhood documenta la reale evoluzione fisica dell’attore protagonista Ellar Coltrane che aveva sei anni quando è stato scelto per il film e ne ha compiuti diciotto al termine della lavorazione.
Un’opera innovativa che filmando il passaggio del tempo sui corpi degli attori in un periodo così dilatato si è esposta anche ai cambiamenti del vivere che non potevano essere pianificati a priori, abbattendo l’abituale grossolana dicotomia che vuole nettamente separati film documentari e film di finzione.

Con lo stile che contraddistingue i film di Linklater fatto di dialoghi articolati in lunghi piani sequenza continui, Boyhood racconta la vita quotidiana di Mason dal suo primo giorno di scuola all’arrivo nel campus universitario, con un’infanzia segnata dal divorzio dei genitori e dalle loro storie sentimentali con altri.
L’inseguirsi delle stagioni che non è solo mutamento fisico ma anche trasformazione continua dei rapporti interpersonali, con la sorella Samantha interpretata dalla figlia del regista Lorelei Linklater, con i genitori che a cui prestano il volto di Patricia Arquette ed Ethan Hawke, unici attori professionisti del cast, e con tutta una serie di figure che in modo più o meno temporaneo e fuggevole attraversano la vita di Mason.

Affrontato come un progetto sperimentale senza una vera e propria sceneggiatura, Boyhood è stato portato a termine nella più completa libertà creativa, inserendo episodi vissuti nella narrazione modificata di volta in volta secondo un evolversi fortemente influenzato anche dalla vita reale.
Nei dialoghi sono spesso presenti riferimenti politici e sociali al momento in cui quelle sequenze sono state filmate, come la campagna elettorale di Obama per la Casa Bianca e le polemiche dichiarazioni di Sarah Palin, che fanno del film anche un ritratto di storia americana pur tenendola comunque sullo sfondo rispetto al privato dei personaggi.

Non manca neppure una punta di caustica ironia nel rappresentare la società americana e la spinta a un certo mediocre conformismo, quando Mason per il suo quindicesimo compleanno riceve dalla nuova famiglia del padre un abito completo di giacca e cravatta, una Bibbia col suo nome inciso a lettere d’oro sulla copertina e un fucile.
Persino l’evoluzione tecnologica di tutti quegli accessori che il mercato impone come indispensabili alla vita moderna creando esigenze indotte prima persino inimmaginabili, come le videochiamate dal cellulare ad esempio, è ulteriore elemento che testimonia e sancisce il passaggio del tempo.

Boyhood porta sullo schermo lo spettacolo della vita quotidiana, raccontata senza nostalgie in un continuo presente, l’immedesimazione e l’empatia col personaggio di Mason sono amplificate dall’assistere alla crescita reale e ai cambiamenti sul volto di Ellar Coltrane che creano un legame emotivo in più e fanno di questo film l’evento cinematografico dell’anno.
Presentato al Festival di Berlino dove ha vinto l’Orso d’Argento per la regia, questo piccolo film indipendente sta vedendo crescere velocemente la sua popolarità e non sarei stupito se ne sentissimo riparlare agli Oscar.

Didascalie immagini

In copertina:
Ellar Coltrane a sei anni, come appare nella prima inquadratura del film
(© 2014 Boyhood Inc / Detour Film)

– Locandina italiana – La crescita reale di Ellar Coltrane segna il passaggio del tempo per Mason
– Patricia Arquette è la mamma di Mason e Samantha, Ellar Coltrane e Lorelei Linklater, bambini e adolescenti.
– Mason col padre interpretato da Ethan Hawke
– Momenti di vita, spesso insignificanti mentre sono vissuti ma preziosi nel ricordo di ciò che non è più
– Il regista Richard Linklater / Difficile rapporto tra Mason e i suoi capelli troppo corti / L’ultima inquadratura del film

© 2014 Boyhood Inc / Detour Film

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Boyhood
  • Regia: Richard Linklater
  • Con: Ellar Coltrane, Ethan Hawke, Patricia Arquette, Lorelei Linklater, Elijah Smith, Steven Prince, Bonnie Cross, Sydney Orta, Libby Villari, Marco Perella, Jamie Howard, Andrew Villarreal, Shane Graham, Tess Allen, Ryan Power, Sheree Fowler, Mark Finn, Charlie Sexton, Byron Jenkins, Holly Moore, David Blackwell, Barbara Chisolm, Cassidy Johnson, Cambell Westmoreland, Jennifer Griffin, Garry Peters, Merrilee Mc Commas, Tamara Jolaine, Jordan Howard, Andrew Bunten, Tyler Strother, Evie Thompson, Brad Hawkins, Savannah Welch, Mika Odom, Sinjin Venegas, Nick Krause, Derek Chase, Angela Rawna, Megan Devine, Jenni Tooley, Landon Collier, Roland Ruiz, Richard Jones, Karen Jones, Gordan Friday, Tom Mc Tigue, Sam Dillon, Martel Summers, David Clark, Zoe Graham, Jesse Tilton, Richard Robichaux, Will Harris, Indiga, Bruce Salmon, Wayne Sutton, Joe Sundell, Sean Tracey, Ben Hodges, Daniel Zeh, Chris Doubek, Andrea Chen, Mona Lee, Bill Wise, Alina Mae Linklater, Charlotte Rona Linklater, Genevieve Kinney, Elijah Ford, Kyle Crusham, Conrad Choucroun, Maximillian Mc Namara, Taylor Weaver, Jessi Mechler
  • Soggetto e sceneggiatura: Richard Linklater
  • Fotografia: Lee Daniel, Shane Kelly
  • Montaggio: Sandra Adair
  • Scenografia: Rodney Becker
  • Costumi: Kari Perkins
  • Produzione: Richard Linklater e Cathleen Sutherland con Sandra Adair e Vince Palmo Jr per Boyhood Inc e Detour Film
  • Genere: Vissuto
  • Origine: USA, 2014
  • Durata: 165’ minuti