Con il concerto del maestro Giancarlo Parodi all’Organo Mascioni della Cattedrale di Cremona, si conclude questa sera la prima edizione del Festival Organistico Internazionale ‘Tarquinio Merula’ promosso dalla Scuola diocesana di musica sacra ‘Dante Caifa’ con il contributo della Fondazione Arvedi-Buschini coincidendo, tra l’altro, con il tradizionale appuntamento musicale di Sant’Omobono, patrono della città, sempre molto atteso e sentito dall’intera comunità.

Il festival dedicato a Tarquinio Merula (organista in duomo a Cremona e a Varsavia alla corte di Sigismondo III, fautore, nella prima metà del Seicento, della prima raccolta di Sonate strumentali) è iniziato lo scorso 12 ottobre da Calcio e proseguita attraverso il territorio della Diocesi cremonese in un percorso di otto tappe alla scoperta di strumenti di eccezionale valore storico e tecnico, sulle note di alcuni dei più grandi maestri d’organo del nostro tempo.
L’organo Mascioni è il perno dell’intera rassegna: un gioiello dell’arte organaria che va annoverato tra gli strumenti più importanti europei anche a seguito del ripristino delle canne di facciata da ventiquattro piedi (circa otto d’altezza) e direttore artistico del Festival, Roberto Codazzi, spiega: «Solo altri tre organi nel nostro Paese hanno la stessa caratteristica del capolavoro cremonese edificato, nell’impianto originario, da Giovanni Battista Facchetti nel 1546, quindi ricostruito da Pacifico Inzoli nel 1879 e, infine, dai Mascioni nel 1984: il Lorenzo da Prato 1472 della basilica di San Petronio in Bologna, il Luca Blasi 1600 di San Giovanni in Laterano a Roma e l’organo del duomo di Orvieto.»

Notizie dell’Organo Mascioni op. 1066 (1984)
Il primo organo di cui si ha notizia risale al 1425 – costruito probabilmente per sostituirne uno precedente – cui fanno seguito gli strumenti di Lorenzo Casali (1482) e di Giovanni Battista Facchetti (1546), conservato nel canneggio ma rifatto integralmente nella struttura da Bernardino Virchi nel 1621), per giungere agli organi di Eugenio Biroldi (1826), di Pacifico Inzoli (1879), della ditta Balbiani (1937) e Mascioni (1984). Se si escludono l’organo medievale (la cui esistenza pare ovvia, anche se solo presunta) e l’intervento radicale di Virchi, ben sei sono gli organi nuovi edificati in Cattedrale nel corso di cinquecento anni. Cassa e cantoria, disegnate da Giulio Campi nel 1543, sono opera di Filippo Vianini e Giuseppe Sacca (1544), mentre la doratura è dei fratelli Sabbioneta e risale al 1562.
La facciata attuale, che sostituisce il precedente analogo prospetto di Giovanni Battista Facchetti del 1546, è opera di Pacifico Inzoli (1879), realizzata con il materiale rifuso proveniente dall’organo antegnatiano della chiesa cremonese di S. Pietro al Po.
Lo strumento attuale è opera della ditta Mascioni e risale al 1985 (op. 1066). Dello strumento di Inzoli, oltre alla facciata, sono conservati i registri della Tromba 8’ del G.O. e del Principale 16’; a Biroldi appartengono la Tromba 16’ e tutto il Ripieno (10 file) del G.O.; il Contrabasso 16’ è di fattura settecentesca.
Tre tastiere di 61 note (Do1-Do6); pedaliera concavo-radiale di 32 note (Do1-Sol3). Trasmissione meccanica per le tastiere e pedaliera; trasmissione elettrica per i registri
Didascalie immagini
- il Maestro Giancarlo Parodi all’organo
In copertina:
Organo Mascioni del Duomo di Cremoma
PROGRAMMA
Henry Marcellus Higgs (1859-1923)
Toccata
Nicolaj Rimskij-Korsakov (1844-1908)
Da “Six Variations on the theme BACH, op. 10”
Prelude
Fugue
(versione per organo di G. Parodi)
Giuseppe Denti (1882-1977)
Piccolo intermezzo e Pastorale
Domenico Bartolucci (1917-2013)
Preludio e fuga in do minore
Herbert Brewer (1865-1928)
Meditation on the name BACH
Frigyes Hidas (1928-2007)
Andante semplice e Allegro
(dalla “Sonata per organo”)
Harald Genzmer (1909-2007)
Sweite Sonate
Moderato
Choral “Du Grosser Schmerzenmann”
Toccata
Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Mattheus-Final
(trascrizione di Ch. M. Widor)
Dove e quando
- Data: 09 November, 2014