A Venezia il pittore moscovita Ivan Glazunov dedica un progetto espositivo alle tradizioni culturali russe, che vuole difendere strenuamente dagli effetti globalizzanti della società attuale proponendo la sua collezione personale di dipinti, antichi costumi, oggetti d’arte popolare.

“Al giorno d’oggi – afferma l’artista – in una metropoli come Mosca, dove la globalizzazione ha cominciato a farsi strada, la realtà è priva di ogni poesia. Purtroppo, l’atmosfera peculiare dell’antica capitale russa, coi suoi palazzi, i giardini e le tranquille passeggiate lungo il fiume, sta scomparendo.”¹ Secondo Glazunov le fonti d’ispirazione di un artista vanno dileguandosi tra gli ipermercati, i complessi residenziali hi-tech e le luci artificiali; egli rimpiange gli artisti del passato e la loro capacità di perpetuare l’armonia nella tela, nell’architettura, nella musica.
Eppure la Russia, nonostante i tragici eventi del XX secolo, può ancora infondere nell’artista la rassicurazione di paesaggi sconfinati e di mirabili esempi di poesia popolare e letteratura, “quello stesso sentimento che io provai nell’infanzia, quando mia madre aprí, come una sorta di tesoro, un libro di fiabe illustrato da Ivàn Bilíbin.”

Glazunov si erge a paladino “romantico” delle peculiarità di culture, lingue e percorsi storici nazionali, in primis quelli della sua terra. La ferrea volontà di preservare dall’annichilimento i valori originari che costituiscono il fondamento della civiltà russa, che egli ama, lo induce a raccogliere e studiare pezzi di antiquariato, segni di un passato da condividere con i figli e con il pubblico.
Ognuno di essi racconta una storia da conoscere per non obliare ciò che ha gradualmente contribuito a plasmare l’immagine del popolo russo, malgrado la rivoluzione, la guerra e il regime dittatoriale. Malgrado nelle scuole d’arte sovietiche le chiese dovessero essere dipinte senza croce e le nature morte non contenere bottiglie di vino.

Nasce così “C’era una volta la Russia. Lo sguardo di Ivan Glazunov”, presso la sede della Fondazione Querini Stampalia, crocevia di passato e futuro. Da un lato il passato costituito dalla biblioteca, dalla casa-museo e dalle raccolte, dall’altro gli spazi di architettura contemporanea vivificati dalle contaminazioni luminose di Carlo Scarpa, le suggestioni nautiche degli oblò di Valeriano Pastor, la corte coperta di Mario Botta.
E’ dunque una location che si adegua ai tempi odierni ma custodisce gelosamente il passato. Un passato da contemplare nei paesaggi russi di Glazunov, nei ritratti femminili e negli oggetti di antiquariato.

Nel paesaggio innevato dipinto in Civozero. Cappella, quest’ultima ha una croce e si odono ancora le faville della naturalità degli ultimi villaggi russi, sperduti e autentici, dove tutti sono parenti e non si incontrano forestieri, mentre un completo festivo della Russia del XVII-XIX secolo ci mostra il Kokòšnik, copricapo ornato delle donne russe, diffuso in particolare nelle zone settentrionali; altre donne, con i loro sarafàn (ampia veste tradizionale, lunga fino ai piedi, senza maniche) appaiono dipinte con la vivacità dei colori che si infrangono e si scompongono nei riflessi delle lagune veneziane e con un’attenzione mimetica per la resa della materia e dei particolari degli abiti, che fa pensare alla minuziosità della pittura fiamminga.

Il progetto espositivo comprende anche una videoinstallazione con riprese d’autore della regione russa di Archangel’sk, eseguite dalla regista e moglie di Ivan, Julija Glazunova.
La struttura musicale della videoinstallazione è stata realizzata con la collaborazione di Andrej Kotov, grande esperto di cultura musicale russa antica e direttore del celebre ensemble Sirin.
Didascalie immagini
- Ivan Glazunov, Ritratto di famiglia, 200×200, 2003
- Ivan Glazunov, Con un abito di Nižnij Novgorod, 100×90, 2006
- Ivan Glazunov, Ragazza con fazzoletto nero, 110×100, 2007
- Completo festivo, Russia settentrionale. XVII-XIX sec. Collezione di Ivan Glazunov
- Ivan Glazunov, Civozero. Cappella 37×79, 1999
[particolare]
In copertina:
Ivan Glazunov, Civozero. Cappella 37×79, 1999
¹ Dalla biografia di Ivan Glazunov
Orari: da martedì a domenica
dalle 10 alle 18.
Chiuso il lunedì
Dove e quando
Evento: C’era una volta la Russia. Lo sguardo di Ivan Glazunov
- Fino al: – 11 January, 2015
- Sito web