Per illuminare con bagliori di luce e bellezza le giornate dell’inverno fiorentino arrivano, nelle sale della Galleria degli Argenti a Palazzo Pitti ,“I tesori delle Fondazione Buccellati. Da Mario a Gianmaria, 100 anni di storia dell’arte orafa”. Dal 2 dicembre al 22 febbraio accenderanno gli occhi dei visitatori cento tra le più preziose opere della collezione di una “maison” che rappresenta uno dei nomi più significativi del panorama orafo mondiale, erede della illustre tradizione italiana, fiorita nel Rinascimento con Benvenuto Cellini. Grazie alla collaborazione tra la Fondazione Gianmaria Buccellati e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale fiorentino, i pezzi distintivi del lavori Mario, fondatore del marchio, apriranno la prima sala dell’esposizione seguiti da quelli del figlio Gianmaria, che ne ha assorbito l’esperienza lavorativa e continuato e innovato la tradizione di famiglia.

Leggera e preziosa la famosa lavorazione e a ‘tulle’ o a ‘nido d’ape’ con trafori illuminati ed esaltati dall’incastonatura di brillanti e pietre preziose, vero segno distintivo di Casa Buccellati aprirà l’esposizione. I pezzi più preziosi come i bracciali, le spille o la tiara creati da Mario Buccellati che nei primi decenni del secolo scorso, portò nell’arte orafa, reinterpretandole in modo assolutamente personale ed unico, le antiche lavorazioni rinascimentali. “Il principe degli orafi” fu grande amico di Gabriele D’Annunzio che ammirando la sua arte orafa faceva grandi acquisti dei suoi gioielli, non solo come doni per le sue amanti, ma anche per se stesso. Sfoggiandoli e nelle riunioni mondane e politiche della Roma del tempo, divenne una sorta di primo “testiomonial” della produzione dell’orafo,apprezzato anche dai membri delle case regnanti, da pontefici e uomini di cultura.

E sempre per rimanere nel clima di quel tempo, mentre il nome Buccellati diventava conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, il suo legame di complicità con il Vate è testimoniato in mostra da numerosi oggetti quali un bracciale in argento ritorto decorato con cinque lapislazzuli, contenuto in un astuccio firmato personalmente da D’Annunzio. Oppure da una collana in oro giallo, decorata con un berillo e rubini, offerta a Eleonora Duse come gioiello “prezioso, ancorché bizzarro”, da indossare come “serto ombelicale” e da oggetti quali portagioie e portasigarette con incisi motti e immagini cari al poeta e un portapillole recante l’iscrizione di una delle espressioni preferite da d’Annunzio, “Io ho quel che ho donato”.

Fra i lavori esposti otto coppe fedelmente riprodotte da Mario del tesoro di Boscoreale, il sito archeologico vicino a Pompei, dove sorgeva la villa “della Pisanella”, sepolta dalla lava a seguito dell’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Lo studio, le conoscenze tecniche e i segreti di lavorazione dell’argento antico, hanno permesso al “principe degli orafi” di dar vita a decorazioni a rilievo sbalzate dall’interno e rinvigorite martellandole dall’esterno, elementi di raffinata” arte che riproduce l’arte”.

Con tale padre non di meno poteva essere il figlio. Nell’esposizione il percorso fra i bagliori di bellezza continua con i lavori del figlio Gianmaria talento precoce che disegnò il suo primo gioiello a dodici anni. In mostra gli Oggetti preziosi della sua collezione personale coppe, vasi e scatole unici da lui stesso disegnati e realizzati . Manufatti che testimoniano il suo forte legame e il suo costante rapporto con la cultura rinascimentale, barocca e rococò italiana e del resto d’Europa. Tra questi spicca ‘La Coppa dell’Amore’ (1975), ispirata da un motivo rococò che, con l’eleganza delle forme femminili, sottolinea l’immagine più alta dello spirito dell’amore. I motivi a rouches decorano un bellissimo pezzo antico di diaspro rosso, mentre Venere e tre cupidi, eseguiti con la tecnica della cera persa, sembrano muoversi nell’acqua e nell’aria. E ancora lo ‘Scrigno mediceo’, un prezioso manufatto di forma decagonale, primo oggetto pensato e realizzato per la sua collezione, che riprende i motivi d’ispirazione classica, dai volumi particolarmente originali, che si rifanno ai più celebrati canoni architettonici dell’epoca rinascimentale, al disegno decorativo che riprende i particolari delle formelle o lesene dei marmi o dei legni dell’epoca, fino ad arrivare ai colori essenziali dell’oro dell’acciaio e dei brillanti.

Anche la purezza delle forme neoclassiche influenzò Gianmaria Buccellati. Ne è un esempio il ‘Cratere delle Muse’ (1981), una coppa di giada che celebra il mito delle nove divinità delle arti nella tradizione greca. Particolarmente intenso è il contrasto di colori tra il verde del blocco di giada e l’oro giallo e l’argento, tempestati con oltre 2000 zaffiri cabochon, della base e del bordo, sul quale sono incisi i nomi delle muse. Raffinato come sempre il catalogo di Skira che permette a tutti di portasi a casa le immagini e i bagliori di una mostra preziosa.
Didascalie immagini
- Gianmaria Buccellati, 1970 “Scrigno Mediceo”, di forma decagonale, in oro giallo, con fondo in acciaio brunito , castoni in oro bianco incassati in brillanti
- Gianmaria Buccellati, 2003 Spilla Gran Dama, con perla centrale “Melo-Melo” color arancio, vestito in oro giallo, verde,rosso, bianco, e rosa inciso ed incassato con brillanti fancy
- Gianmaria Buccellati, 1981 “Cratere delle Muse” di forma ovale, in giada antica con bordo e piede in oro giallo modellati a rouches, con zaffiri cab. Incassati in argento.
- Gianmaria Buccellati, 1998 Spilla Farfalla con ali in oro bianco e sagome a goccia in oro giallo, corpo di perle. Particolare il disegno ottenuto con un contrasto di brillanti e rose di diamante.
- Mario Buccellati, 1936 Anello musone in oro e argento foderato in oro giallo, con zaffiro faccettato, brillanti fantasia e diamanti taglio rosa / Gianmaria Buccellati 1974 Anello a turbante in oro colori diversi, con rubino cabochon e brillanti
In copertina:
Mario Buccellati, 1929 Tiara sforata a tulle in argento platinato e foderato in oro giallo, incassato con brillanti e diamanti taglio rosa
Catalogo edito da Skira
Dove e quando
Evento: I tesori delle Fondazione Buccellati. Da Mario a Gianmaria, 100 anni di storia dell’arte orafa
- Date : 02 December, 2014 – 22 February, 2015