– di Fabio Giuliani –
Il lavoro, la fabbrica e le macchine non hanno cambiato solo il modo di produrre ma anche il modo di vivere di tutta la società. L’esposizione attuale con 70 opere significative della Raccolta d’arte della CGIL integrata dalla Galleria del Premio Suzzara ci permette di raccontare il cammino del nostro popolo da un Italia povera e rurale, preindustriale,alla celebrazione dei costruttori del mondo nuovo,al realismo che celebra il lavoro come aspra fatica ma anche progresso, alla scomparsa del lavoro tradizionale, alla città-fabbrica come paesaggio non-luogo. In particolare gli artisti del secondo dopoguerra che affrontarono il tema si divisero fra realisti sociali e astratto-concreti.

Le opere esposte dai due curatori Mauro Corradini e Fausto Lorenzi sono state scelte non per intenti ideologici o propagandistici, ma come documenti interamente sociali ed esteticamente significativi evidenziando il modo in cui gli artisti hanno visto i lavoratori e pensato il loro ruolo nelle diverse fasi della società italiana. Il titolo è un richiamo all’etimologia: capolavoro era il termine che designava il prodotto dell’artigiano e dell’operaio alla conclusione del periodo di apprendistato che ne determinava l’assunzione definitiva. La selezione della raccolta d’arte della CGIL con sede a Roma coordinata con le opere delle sedi territoriali è basata esclusivamente sui lavori a tema ed è ricca soprattutto di artisti del secondo Novecento fra i quali si distinguono Viani,Birolli, Guttuso, Levi, Migneco, Francese.

Il Premio Suzzara nacque nel 1948,lo inventò Dino Villani con il sostegno appassionato del sindaco comunista di allora e dello scrittore poeta e cineasta Cesare Zavattini. La caratteristica era dovuta alla giuria composta non solo da critici ma anche da un operaio, un impiegato e un contadino e al premio in natura, tanto da avere come motto “Un vitello per un quadro, non abbassa il quadro innalza il vitello”, per cui detto premio divenne famoso sia in Italia che all’estero.

Suzzara aveva caratteristiche sia agricole che industriali tanto da essere denominata “La Manchester del mantovano”. Le opere premiate rimanevano di proprietà del comune in vista di una galleria dal tema : “Lavoro e lavoratori nell’arte” Il concetto era che l’arte non doveva essere elitaria ma rispondere a un bisogno di bellezza comune a tutti gli uomini.
Tra gli autori di quegli anni vediamo: Pizzinato, Guttuso, Birolli, Sassu, Cantatore, Turcato, Francese, Treccani, Romagnoni, Sughi, Cottini. Nel 1975 nasce la galleria civica che intraprende un percorso non più legato esclusivamente alla tradizione del realismo ma attento ai nuovi linguaggi dell’arte. Fra gli artisti vediamo: Staccioli, Giosetta Fioroni, Pozzati, Pardi, Gianni Colombo. Nel 1989 riparte il premio che si era interrotto nel 1976 alla ventottesima edizione e ora arrivato alla quarantottesima, con attenzione ai linguaggi della contemporaneità.

Attualmente il Museo-Galleria ha lo scopo didattico di familiarizzare gli studenti con i linguaggi dell’arte legata alla società, secondo le parole di Dino Villani che nel 1950 scrisse: “….Si è riusciti a raggiungere lo scopo che si voleva: la gente poteva avvicinarsi ormai con confidenza all’opera d’arte e non esaminarla come un tabù”.
Didascalie immagini
- Giuseppe Migneco, ‘Mondine’
Collezione Direzione Nazionale CGIL - Baccio Maria Bacci, ‘Sera sull’Arno’
Collezione Direzione Nazionale CGIL - Luciano Cottini, ‘Contadini che macellano il maiale’
Collezione Galleria Premio Suzzara - Renato Birolli, ‘Contadino e pannocchia’
Collezione Galleria Premio Suzzara
In copertina:
Baccio Maria Bacci – “Sera sull’Arno” – (particolare)
Collezione Direzione Nazionale CGIL
Catalogo edito da Ediesse
Orari:
dal martedi alla domenica 9.30-17.30
Dove e quando
- Fino al: – 10 December, 2014
- Indirizzo: http://www.mostracapolavoro.it/