C’è grande attesa per la personale di Shepard Fairey uno degli street artist a stelle e strisce più influenti.

Conosciuto come OBEY per l’immagine stilizzata in quadricromia – dell’attuale “inquilino” della Casa Bianca – nel 2008 fu sovrapposta ai termini Hope (speranza), Change (cambiamento), Progress (progresso) e divenne il simbolo
della campagna elettorale del 44° presidente degli Stati Uniti d’America. Successivamente definita, da illustre critica newyorchese, “la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam” e ha pensato bene di crearne un’icona pop contemporanea esattamente come Andy Warhol aveva fatto con Marilyn Monroe.
“Shepard Fairey#OBEY” aprirà al pubblico sabato prossimo al Pan- Palazzo delle Arti Napoli ed è curata da Massimo Sgroi: L’organizzazione è della Password Onlus e il presidente, Luca Giglio, speiga :” Il progetto della mostra Shepard Fairey #OBEY ha lo scopo di portare a Napoli alcuni dei più importanti lavori di street art realizzati negli ultimi anni da uno dei protagonisti più noti e influenti della scena artistica contemporanea. Il rapporto tra arte e strada si è intensificato: le istituzioni si concentrano sempre di più nel coinvolgimento degli street artists incrementando il dialogo e le collaborazioni.
Il fine ultimo della mostra è permettere ai cittadini, primi fruitori della città, di avvicinarsi all’evoluzione dei percorsi artistici e di sentirsi parte del mondo che cambia. E’ un nuovo genere di arte che ha ormai un ruolo predominante in tutto il mondo, e conferma la città di Napoli come protagonista della cultura e della contemporaneità, sensibile e attenta alle nuove tendenze, e le conferisce un ampio respiro internazionale.
Il racconto dei contenuti, dell’artista e dei suoi lavori, diventa la “password” per avvicinarsi e capire il mondo dell’arte. Un mondo intorno al quale ruotano persone e relazioni, e – come nel caso di questa mostra – anche il rapporto tra un artista e il patrimonio artistico e architettonico di una città.“
Per la prima volta un museo italiano ospiterà novanta opere dell’artista (fra cui il monumentale “Obama Manifest Hope”) così da illustrare al visitatore come i suoi lavori siano una sorta di password per avvicinarsi e confrontarsi su tematiche sociali come la guerra, la repressione, la propaganda, il razzismo, la difesa dell’ambiente e il rapporto con la musica e le icone del nostro secolo.
Didascalie immagini
- Shepard fairey obama manifest hope 2008
- OBAMA HOPE, 2008 (manifest)
Spray paint stencil and collage on paper (cm 120×80) - OBAMA CHANGE, 2008 (manifest)
Spray paint stencil and collage on canvas (cm 80×120)
In copertina:
Shepard fairey obama manifest hope 2008-particolare
Note biografiche
Frank Shepard Fairey, conosciuto con lo pseudonimo di Obey è nato a Charleston, in South Carolina, il 15 febbraio 1970).
Figlio di un medico e di un’agente immobiliare, Fairey cresce in South Carolina, compie studi artistici e nel 1988 si diploma all’Accademia d’arte. Nel 1989 idea e realizza l’iniziativa André the Giant Has a Posse; dissemina i muri della città con degli adesivi (stickers) che riproducono il volto del famoso lottatore di wrestling André the Giant; gli stessi sono stati poi replicati da altri artisti in altre città. Come lo stesso Fairey ebbe modo di spiegare, non vi era nessun significato particolare nella scelta del soggetto; il senso della campagna era quello di produrre un fenomeno mediatico e di far riflettere i cittadini sul proprio rapporto con l’ambiente urbano.
In quel momento, la poetica di Obey prende forma, concentrandosi sui temi cruciali della propaganda e del controllo sociale. Un’attenzione all’aspetto comunicativo dell’arte che l’artista metterà a frutto nella guerrilla marketing e, nel corso del conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iraq, nel campo della politica, grazie alla realizzazione di una serie di manifesti di stampo pacifista.
Ma l’iniziativa che ha dato visibilità internazionale a Fairey è stato il manifesto Hope che riproduce il volto stilizzato di Barack Obama, diventato l’icona della campagna elettorale che ha poi portato il rappresentante democratico alla Casa Bianca. Il manifesto apparve, sempre durante la campagna elettorale del 2008, con altre due scritte: “Change” e “Vote”. Il comitato elettorale di Obama non ufficializzò mai la collaborazione con Fairey, probabilmente perché i manifesti venivano affissi illegalmente, come nella tradizione della street art, ma il presidente, una volta eletto, inviò una lettera all’artista, resa poi pubblica, in cui ringraziava Fairey per l’apporto creativo alla sua campagna, la lettera si chiude con queste parole: “Ho il privilegio di essere parte della tua opera d’arte e sono orgoglioso di avere il tuo sostegno”.
Dove e quando
Evento: IMMAGINI IN AGGIORNAMENTO
- Date : 06 December, 2014 – 28 February, 2015
- Sito web