Berlino 1928. Il famoso prestigiatore Stanley Crawford, che si esibisce paludato da cinese sotto il nome Wei Ling Soo, riceve nel camerino la visita dell’amico e antico collaboratore Howard Burkan che invoca il suo aiuto per smascherare una sedicente sensitiva, entrata pericolosamente nelle grazie di una ricca famiglia di suoi amici nel sud della Francia.
Metodico, razionale e convinto sostenitore della supremazia dell’intelletto su ogni possibile speculazione filosofico religiosa che ipotizzi un ‘oltre’ la scientifica materialità di questa vita, l’illusionista si diletta a dar la caccia e smascherare truffatori e spacciatori dell’occulto, occupazione nella quale gli è riconosciuta una certa competenza.
Giunto però davanti alla giovane medium americana Sophie Baker, Stanley dovrà constatare l’assenza dei trucchi consueti degli imbroglioni, testando di persona l’inspiegabile facoltà della ragazza in grado di percepire eventi del passato altrui di cui non può essere a conoscenza.
Che sia finalmente davanti alla creatura miracolosa che può regalargli la fede nell’invisibile?

Dopo il drammatico Blue Jasmine, moderna rilettura del Tennessee Williams di Un tram che si chiama desiderio inspiegabilmente candidato agli Oscar per la sceneggiatura ‘originale’ che ha dato a Cate Blanchett la seconda statuetta in carriera, per il suo quarantaquattresimo film Woody Allen torna alla commedia e ci porta sulla Costa Azzurra nel periodo tra le due guerre mondiali.
Gli ambienti sono perfetti, una fotografia scintillante asseconda col suo tripudio di colori i ritmi della commedia e ottimi attori, alcuni per la prima volta alla corte di Woody, danno il meglio di sé.

Colin Firth è l’arrogante ma simpatico protagonista che con la giovane Emma Stone, nel ruolo di Sophie, forma una coppia inedita.
Il cast ricco di grandi attori annovera tra gli altri la veterana Eileen Atkins nella parte della zia Vanessa, Marcia Gay Harden nei panni della madre di Sophie e l’australiana Jacki Weaver relegata però in un ruolo, quello della ricca signora Grace Catledge, che non le offre molti spunti riducendo la sua presenza a poco più di una comparsa.

In verità la flebile storia di Magic in the moonlight è un pretesto per mettere in scena l’annoso conflitto tra razionalità e fede, l’eterno dilemma se sia giusto coltivare speranze sull’esistenza del mondo delle ombre, che non possono avere scientifiche conferme ma che innegabilmente aiutano a vivere, o arrendersi al nichilismo di un’esistenza basata solo sul tangibile.
L’universo minaccioso assume colori più rosei se visto con gli occhi dell’amore, Woody Allen appare poco interessato al gioco della commedia e questo film può essere inteso come la pubblica confessione di un uomo che coltiva un arguto scetticismo, ma giunto alla soglia degli ottant’anni vorrebbe lasciarsi affascinare dalla magia nella luce della luna.

Forse per questo trascurare il divertimento a favore del dibattito filosofico Magic in the moonlight dopo un inizio promettente soffre per un ritmo che non decolla mai veramente e, dopo tutto il carico di prevedibili romanticherie che porta con sé, alla fine lascia un po’ insoddisfatti per l’inconsistenza di un’opera che fa rimpiangere prove di ben altro spessore del cineasta newyorkese.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Colin Firth è l’illusionista Stanley Crawford, negli abiti di scena come Wei Ling Soo e in quelli comuni fuori dal palco
- Emma Stone è Sophie, americana in terra di Francia
- Colin Firth con Marcia Gay Harden nel ruolo della madre manager di Sophie / Jacki Weaver è la ricca signora Catledge con Hamish Linklater nel ruolo di suo figlio Brice
- Stanley e Sophie sulla Costa Azzurra / Woody Allen sul set con Emma Stone
foto di Jack English
(© 2014 Gravier Production)
In copertina:
Emma Stone è la medium Sophie: astuta ingannatrice o miracolosa realtà? (© 2014 Gravier Production)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Magic in the moonlight
- Regia: Woody Allen
- Con: Eileen Atkins, Colin Firth, Marcia Gay Harden, Hamish Linklater, Simon Mc Burney, Emma Stone, Jacki Weaver, Erica Leerhsen, Catherine Mc Cormack, Jeremy Shamos
- Sceneggiatura: Woody Allen
- Fotografia: Darius Khondji
- Montaggio: Alisa Lepselter
- Scenografia: Anne Seibel
- Costumi: Sonia Grande
- Produzione: Letty Aronson, Stephen Tenenbaum e Edward Walson con Helen Robin e Raphael Benolie per Gravier Productions e Dippermouth Production in associazione con Perdido Productions e Ske-Dat-De-Dat Productions
- Genere: Commedia
- Origine: USA, 2014
- Durata: 98’ minuti