“La Bellezza è la moneta della Natura, non bisogna accumularla ma farla circolare” (John Milton)
La splendida cornice di Palazzo Pretorio ospita una preziosa antologia di opere che compongono un testo di iconografia da percorrere in quattro dimensioni: Capolavori che si incontrano. Bellini Caravaggio Tiepolo e i Maestri della pittura toscana e veneta nella collezione Banca Popolare di Vicenza. Un’occasione unica per vedere le più importanti opere dell’Istituto di Credito, alcune delle quali mai esposte finora al grande pubblico, che propone un ampio panorama dell’arte toscana e veneta dal Quattrocento al Settecento attraverso tematiche sacre e profane.

La mostra pratese, che doveva chiudersi il 6 gennaio al termine delle festività natalizie, è stata prorogata fino al 31 gennaio sia per il successo di pubblico riscontrato, sia per dare alle scuole la possibilità di visitarla dopo la pausa delle vacanze, vista l’ampia partecipazione di studenti di ogni alle visite guidate.
Allestita al piano terra di Palazzo Pretorio, nell’apposito spazio adibito alle mostre temporanee, con questa occasione l’esposizione offre al pubblico, in aggiunta a quelle già conosciute, due sale appena ristrutturate, recuperate dall’adiacente edificio dell’ex Monte dei Pegni.

Con un titolo esaustivo che preannuncia la straordinaria selezione di pitture, Capolavori che si incontrano ripercorre ben quattro secoli della storia dell’arte toscana e veneta attraverso 86 tra tavole e tele della collezione della Banca Popolare di Vicenza, 12 delle quali, inedite, escono per la prima volta dalla sede vicentina che abitualmente le accoglie. Oltre a dipinti, infatti, provenienti dalla Pinacoteca di Palazzo Thiene, altre opere arrivano a Palazzo Pretorio dalle sedi istituzionali della Banca sparse in Italia e all’estero: dai lontani uffici di rappresentanza di New York e Mosca, dal Palazzo degli Alberti di Prato al Palazzo Luzzati di Milano, dalla sede romana di Largo Tritone alla Fabbrica della Luce di Palermo, dove è probabile che la mostra sarà portata al termine dell’esposizione pratese. Rendendo possibile una fruibilità sempre più estesa del suo patrimonio artistico, l’Istituto di Credito vicentino si impegna attivamente nella circolazione diffusa e capillare della cultura.

Sotto la curatela del Professor Fernando Rigon, le opere selezionate sono accostate tra loro secondo scelte iconografiche che mettono a confronto i maestri toscani e veneti dal XV al XVIII secolo.
L’iconografia, intesa come studio delle immagini e dei soggetti in esse contenute, è una disciplina trasversale che consente di avvicinare e far incontrare opere anche distanti tra loro nel tempo e nello spazio: differente epoca, scuola ed eterogeneo livello qualitativo. Da tali accostamenti emergono spesso raffronti ricchi di potenzialità conoscitiva, dando vita ad un percorso pieno di fascino e sorprese, di dettagli che svelano una fitta rete di rimandi inattesi.
Così, grazie alla mostra, Filippo Lippi, Bellini, Tintoretto, Bassano, Tiepolo e Caravaggio, tra gli altri, comunicano contenuti nuovi, non ancora rivelati, raccontati dal bellissimo catalogo Skira.

Quattro tappe indivivuano le principali tematiche dell’arte occidentale dal Rinascimento alla Rivoluzione Francese, inducendo alla riflessione sulle costanti della storia dell’arte.
Ciascuna sezione è introdotta e avvalorata da citazioni emblematiche, che mettono in relazione il tema iconografico con la parola scritta e la letteratura compresa tra il Classicismo e l’Illuminismo, dalla patristica alla filosofia, dalla poesia alla trattatistica. Si instaura così un confronto ulteriore: non solo tra le opere, ma anche tra le immagini e le parole, che si sostengono a vicenda e che danno vita ad un intreccio inestricabile.
L’itinerario comincia con Imago Magistra, sezione che ruota intorno a soggetti pittorici a tematica religiosa, a partire da quello più consueto, la Madonna col Bambino, che indaga il rapporto tra la Madre e il Figlio, passando per i simboli delle Virtù, fino ad arrivare ai testi biblici. Celebre la Coronazione di Spine del Caravaggio, ambasciatrice dello splendore dell’arte del Bel Paese, da poco rientrata dalla mostra Capolavori di due secoli della pittura italiana tenutasi a Budapest e già richiesta per una prossima mostra parigina.

La seconda tappa iconografica è dedicata a L’immagine ideale, intesa come eredità culturale del mondo greco e romano, dalla mitologia (Gli dei dell’Olimpo) alla letteratura e alla poesia, dall’antichità classica ai poemi cavallereschi.
Segue Il volto dell’Idea: il ritratto, “Presenza dell’assenza”, come scriveva Leon Battista Alberti (1435). Particolare importanza in questa terza sezione è conferita all’habitus, da un lato perché è così che l’effigiato sceglie di farsi immortalare, dall’altro perché attraverso le vesti egli rappresenta anche la storia sociale e psicologica della sua epoca. L’abito fa il monaco, recita una sottosezione di questo comparto. In quest’ottica si inquadra la ritrattistica delle più alte cariche della città lagunare (Serenissima, Serenissimi), personaggi colti nelle loro funzioni, di cui fin da subito è l’abito a rivelare il rango; ma anche il “ritratto memoriale” dei santi, dalla Sembianza edificante, che conforta il fedele.

Chiude la mostra La “bella” Natura, da un lato vista sotto forma il paesaggio (“Viviamo nel giardino del mondo”, Paolo Pino, 1554), percepito come qualcosa di grandioso, sfuggente e ineffabile, e dall’altro di natura morta, che il curatore Rigon preferisce descrivere come Natura viva, opulenta, rigogliosa e vivida.
“Museo nel museo”, così lo definisce il sindaco di Prato Matteo Biffoni, a poco più di un anno dalla sua riapertura, Palazzo Pretorio conferma il suo ruolo di eccellenza e si consolida come punto di riferimento nel panorama artistico e museale italiano con una mostra da non perdere. Una bella occasione per organizzare una gita fuori porta durante le festività natalizie.
Didascalie immagini
- Giovanni Bellini, Crocifisso in un cimitero ebraico, 1480-1485,
Tempera grassa su tavola, 81×49 cm, Collezione Banca Popolare di Vicenza - Giandomenico Tiepolo, Testa di Vecchio, 1757-1759 circa,
Olio su tela, 53,3×45,7 cm, Collezione Banca Popolare di Vicenza - Carlo Dolci, La Carità, 1659,
Olio su tela ottagona, 93×76 cm, Collezione Banca Popolare di Vicenza - Francesco Furini, David con la testa di Golia, XVII secolo,
Olio su tela, 110×90 cm, Collezione Banca Popolare di Vicenza - Michelangelo Merisi detto Il Caravaggio, Coronazione di spine, 1602-1603,
Olio su tela, 177×127 cm, Collezione Banca Popolare di Vicenza - Jacopo Tintoretto, Ritratto del Doge Nicolò da Ponte, 1580 circa,
Olio su tela, 117,5×100,4 cm, Collezione Banca Popolare di Vicenza
In copertina:
Leandro del Ponte detto Leandro Bassano, Matrimonio mistico di Santa Caterina con angeli musicanti, 1580-1590 circa (particolare),
Olio su tela, 67×83 cm, Collezione Banca Popolare di Vicenza
CAPOLAVORI CHE SI INCONTRANO
Bellini Caravaggio Tiepolo e i Maestri della pittura toscana e veneta nella collezione Banca Popolare di Vicenza
Orari:
lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì: 10.00-19.00
sabato, domenica e festivi: 10.00-20.00
chiuso il martedì e il 25 dicembre
Catalogo Skira
Dove e quando
- Fino al: – 31 January, 2015
- Indirizzo: Palazzo Pretorio – Piazza del Comune, 59100, Prato
- Sito web