In un territorio ricco e multiforme come quello italiano, succede spesso di passare, magari in autostrada, accanto a una cittadina, senza chiedersi se valga la pena fermarsi per apprezzare quello che può offrire al suo interno. Savona appartiene sicuramente a questa categoria di luoghi, visto che di solito la si costeggia per raggiungere le località marine della Liguria di ponente o la Costa Azzurra.

Oggi c’è una ragione in più per andare a scoprire tutto ciò che di interessante contiene la ridente città, dal momento che il 13 dicembre è stato aperto proprio nel centro storico il Museo della Ceramica, ospitato nel magnifico palazzo quattrocentesco che era stato sede del Monte di Pietà, poi passato alla Fondazione A. De Mari, fondazione che ha supportato in tutti i sensi il nuovo museo.
E poiché si vuole raggiungere il centro storico col nuovo polo museale, è senza dubbio il caso di prendersi del tempo per conoscere anche altre cose belle che ci sono a Savona.

Conviene costeggiare il lungomare che parte da Albissola Marina per vedere il marciapiede in gres ceramico della passeggiata, dove nel 1963 sono state inserite opere di artisti contemporanei di fama mondiale (per esempio Giuseppe Capogrossi, Roberto Crippa, Lucio Fontana, Asper Jorn, ecc.) che hanno lavorato e donato i prototipi proprio allo scopo di abbellire, spinti dal prodigo Tullio di Albissola, questa passeggiata.
Arrivati a Savona è bello percorrere via Paleocapa, fiancheggiata da un alto porticato, per vedere il Palazzo dei Pavoni (n° 3-5) decorato con ceramiche, bell’esempio di arte Liberty.

E’ giunto quindi il momento di entrare nel Museo della Ceramica, che espone quasi mille pezzi selezionati dalle curatrici Cecilia Chilosi e Eliana Mattiauda, eseguiti tra il XV e il XXI secolo: una vera chicca da degustare con calma.
L’eccellenza del territorio savonese degli ultimi sei secoli consiste soprattutto nella produzione di ceramiche sia d’arte sia d’uso comune e i pezzi esposti, tutti creati nella zona, sono una conferma di quanto artisti e artigiani, che spesso sono una persona sola, hanno pensato, prodotto, cotto e smaltato nel tempo.
Ci sono pezzi particolari, che in casi molto rari vengono ritrovati nella loro interezza, come il contenitore in maiolica riccamente decorata, che serviva a mantenere fresca l’acqua delle sei bottiglie in maiolica con gli stessi decori, o ancora la preziosa sottocoppa con il “Ratto di Europa”, decorata nel 1721 dal pittore savonese Gio Agostino Ratti.
Molto interessanti per la raffinatezza delle decorazioni a tappezzeria risalenti al 1666 di ispirazione orientale sono i vasi della farmacia dell’Ospedale San Paolo di Savona, che hanno ben sette forme diverse secondo il materiale che doveva esservi contenuto: tra queste le idrie (stagnoni) per le acque e le fiaschette per i semi di cui allora si conoscevano e sfruttavano tutti i poteri.
Sono particolarmente gradevoli le ceramiche eseguite sotto l’influsso Decò in terracotta verniciata sotto vetrina seguendo i canoni artistici del momento che influenzano anche le forme trasformando i design classici di piatti, tazzine e contenitori vari.
Il Secondo Futurismo (1930 – 1935) compare grazie agli esempi di “piatti del pane” progettati da Nicolaj Diulgheroff, che rappresentano un chiaro esempio della cultura razionalista. Non bisogna poi dimenticare di passare dalle sale dove sono esposte le opere degli Anni Cinquanta.

Ci sono pezzi creati da artigiani locali e da artisti internazionali quali Johrn, Lam, Chierchi, Carlé, Bertaghin, Luzzati e tanti altri accorsi ad Albissola, chiamati dal famoso Tullio che riuscì a fare entrare nel sangue di molti artisti del momento l’argilla: un materiale estremamente espressivo capace di trasmettere molte emozioni.

Per creare un polo museale il più completo possibile è stato creato un collegamento con l’adiacente Palazzo Gavotti, di origine medievale, poi man mano trasformato, dove si trova la Pinacoteca Civica di Savona: qui sono esposti molti pezzi interessanti come la rinascimentale “Crocifissione” di Donato de’ Bardi e la collezione della Fondazione Museo d’Arte Contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo, con opere insolite e molto interessanti che denotano il carattere di chi le ha collezionate, di De Chirico, Fontana, Magritte, Mirò e Picasso.

Come sempre l’Italia è una raccolta inaudita e inesauribile di opere d’arte, di architetture uniche, di panorami favolosi. Conviene viaggiare sempre con la giusta calma per riuscire a scoprire ovunque si vada quel che di di bello offre il nostro paese, che rallegra, appaga e rallenta lo stress.
Didascalie immagini
- Sala 2: Ceramiche in stile “istoriato barocco”(seconda metà del XVIII secolo), attribuite a Bartolomeo Guidobono,
allestite sotto l’affresco dello stesso artista raffigurante: Il Carro del sole
(Credito fotografico: Fulvio Rosso) - Sala 10: La farmacia dell’antico Ospedale San Paolo di Savona, 1666 (Credito fotografico: Fulvio Rosso)
- Arturo Martini Nena, 1930 circa,
terra refrattaria da stampo; h 46 cm x 32 cm x 30 cm, Collezioni della Fondazione “A. De Mari”- Cassa di Risparmio di Savona, in comodato
(Credito fotografico: Fulvio Rosso) - Agenore Fabbri, Ballerina, 1935,
Terracotta policroma; h 127 cm x 22 cm x 34 cm, Firmata e datata a lato a lato del piede destro
(Credito fotografico: Fulvio Rosso) - Vaso troncoconico, 1666,
maiolica; h 26,9 cm x 22,9, Marca: Stemma di Savona Manifattura di Savona
(Credito fotografico: Fulvio Rosso) - Nicolaj Diulgheroff Servizio da tè, 1930 circa,
terracotta maiolicata matt, teiera h 16 cm x 17,5 cm, lattiera h 10 cm x 12 cm, zuccheriera h 8 cm x 12,5 cm, tazza h 6 cm x 11,5 cm, piatto diametro 16 cm, Progetto di Nicolaj Diulgheroff realizzato nella Fabbrica Giuseppe Mazzotti di Albissola Mari
(Credito fotografico: Fulvio Rosso) - Bartolomeo Guidobono (attr.), Sottocoppa, seconda metà del XVII secolo,
maiolica; h 6 cm, diametro 36 cm, Manifattura Guidobono o manifattura di Savona
(Credito fotografico: Fulvio Rosso)
In copertina:
Agenore Fabbri, Ballerina, 1935,
Terracotta policroma; h 127 cm x 22 cm x 34 cm, Firmata e datata a lato a lato del piede destro
(Credito fotografico: Fulvio Rosso)