Passione per l’arte, la letteratura, la musica, la ricerca storica e scientifica, è da questo che nasce la mostra allestita in Casa Buonarroti a Firenze, una delle più singolari e interessanti realtà museali, purtroppo non molto conosciuta, che conserva al suo interno anche due celebri rilievi marmorei del maestro Michelangelo Buonarroti, la Madonna della Scala (1490-1492) e la Battaglia dei Centauri (1490-1492).
Ogni anno, all’interno del museo in via Ghibellina, vengono organizzate esposizioni che si sono guadagnate fama internazionale, riguardanti il patrimonio culturale, artistico e di memorie della Casa Buonarroti, per la raccolta di rare collezioni d’arte, dai dipinti, ai reperti archeologici, alle sculture, alle maioliche, distribuiti nei due piani del museo.
1 maioliche e ceramiche toscane
La Direttrice della Fondazione Casa Buonarroti, Pina Ragionieri, ha evidenziato: “La Casa Buonarroti accoglie con riconoscenza questa mostra, che accompagna la storia dell’arte di cinque secoli con oltre 150 pezzi che naturalmente non costituiscono la totalità della raccolta, ma esprimono bene la sua portata ed importanza. Ma l’intento primario, per chi ha proposto questa iniziativa, non era quello espositivo, bensì quello di misurare e mettere per così dire in ordine la collezione soprattutto attraverso la necessaria fase della compilazione di un catalogo scientifico: un desiderio portato a eccellente fine grazie alla competenza di uno specialista come Marino Marini, al quale dobbiamo ammirazione e gratitudine, anche perché il suo lungo lavoro si accorda perfettamente con uno degli scopi istituzionali della nostra Fondazione, che è appunto la ricerca. (…) Per comprendere a fondo la natura del nostro museo è necessario collegare i capolavori di Michelangelo, suo massimo vanto, con le vicende secolari della famiglia Buonarroti, che si è prodigata per ampliare la dimora, per abbellirla, per conservarvi preziose eredità culturali, tra cui il poderoso Archivio, ma anche per raccogliervi rare collezioni d’arte. E proprio dalle nostre collezioni abbiamo scelto un pezzo che ci è sembrato significativo, una maiolica di Cafaggiolo risalente alla metà del XVI secolo: un piatto al centro del quale si vede lo stemma della famiglia Buonarroti, con le insegne del papa mediceo Leone X, concesse nel 1515 al fratello di Michelangelo, Buonarroto Buonarroti. Il visitatore lo troverà all’inizio della mostra, come segno di benvenuto e di gradimento per una esposizione di rara qualità”.
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Oggi nella sezione dedicata alle mostre temporanee, i visitatori potranno ammirare più di 100 manufatti tra boccali, rinfrescatoi, catini, scodelle, orcioli, ciotole, arbarelli e piatti, frutto di un’attenta selezione tra più di 400 esemplari di produzione italiana, databili fra il XIV e il XIX secolo. Le maioliche esposte, dai colori vivaci e i decori floreali, sono pezzi unici reperiti sul mercato antiquario italiano e internazionale.
L’idea è offrire al visitatore la possibilità di ripercorrere le fasi produttive in ordine cronologico, partendo dalle maioliche più antiche per proseguire con le imitazioni locali dei prodotti importati dalla Spagna, per passare infine ai decori policromi utilizzati dalla fine del ‘400 e nei due secoli successivi. Alle produzioni di Montelupo è riservato uno spazio più ampio rispetto alle altre, in quanto esemplari riconducibili alle numerose botteghe vasarie distribuite nella regione.
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L’idea di creare un fastoso edificio a gloria della famiglia e soprattutto del grande avo, risale a Michelangelo Buonarroti detto il Giovane (1568-1647), nipote di uno dei maggiori protagonisti rinascimentali, intellettuale dai molteplici interessi e dal forte desiderio di  mantenere viva la memoria dello zio come artista e come uomo, anche nell’ostinata ricerca delle origini della sua discendenza, come scrisse di sua mano Michelangelo Buonarroti: “La nostra famiglia è in questo grado poiché si rappresenta diverse origini da poter credere la origine così forestiera come civile, onde perché il desiderio dalla parte mia è stato di ritrovar la vera mi sono affaticato assai ne per ancora l’ho saputa risolvere per le difficoltà molte e per le ambiguità che ci si propongono. In prima è tradizione assai invecchiata in casa che la nostra famiglia esca de conti di Canossa e dice Ascanio Condivi nella vita di Michelangelo Buonarroti così”.
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Nelle sale di Casa Buonarroti, Michelangelo il Giovane collocò pezzi della raccolta che fanno ancora parte del percorso museale, ad esempio la predella lignea con Storie di San Nicola, di Giovanni di Francesco, seguace di Domenico Veneziano, il Modello ligneo per la facciata di San Lorenzo e il Dio fluviale, entrambi di Michelangelo, per citarne alcuni. Sono presenti opere d’arte di generi ed epoche diverse, insieme alle testimonianze dell’enorme impatto che ebbero le invenzioni grafiche, pittoriche e scultoree del maestro nel corso del XVI secolo. Le opere esposte provengono quasi tutte dalle collezioni statali fiorentine e sono giunte in Casa Buonarroti in più occasioni, soprattutto per merito di Giovanni Poggi (1880-1961), per lungo tempo Soprintendente alle Gallerie Fiorentine.
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L’ultimo erede diretto della famiglia morì nel 1858, Cosimo Buonarroti, lasciando per testamento la parte più consistente delle carte michelangiolesche al godimento pubblico, insieme al palazzo di via Ghibellina e agli oggetti in esso contenuti. Da allora i disegni della collezione restarono esposti in cornici e bacheche, e solo nel 1960 furono sottratti a questa sistemazione e restaurati al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, per poi tornare alla Casa Buonarroti nel 1975. Per motivi di conservazione, la collezione viene esposta in piccoli nuclei e in una sala del museo appositamente attrezzata.

Didascalie immagini

  1. Manifattura di Cafaggiolo, Piatto con stemma della famiglia Buonarroti, metà del XVI secolo, Firenze, Casa Buonarroti, inv. 79 (courtesy Fondazione Casa Buonarroti)
  2. Manifattura di Montelupo, Albarello, ultimo quarto del XVI secolo, collezione privata
    (fronte e retro)
    (courtesy Fondazione Casa Buonarroti)
  3. Manifattura di Montelupo, Orciolo, primo terzo del XVII secolo, collezione privata (courtesy Fondazione Casa Buonarroti)
  4. Manifattura di Montelupo, Albarello, secondo quarto del XV secolo, collezione privata (courtesy Fondazione Casa Buonarroti)
  5. Manifattura di Montelupo, Vassoio, ultimo quarto del XVI secolo, collezione privata (courtesy Fondazione Casa Buonarroti)

In copertina:
Manifattura di Cafaggiolo, Piatto con stemma della famiglia Buonarroti, metà del XVI secolo, Firenze, Casa Buonarroti, inv. 79 (courtesy Fondazione Casa Buonarroti)

Dove e quando

  • Fino al: – 10 February, 2015
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